A Bari nasce GustAbile, l’olio extravergine d’oliva che ha visto il coinvolgimento di ragazzi diversamente abili. GustAbile fa parte del progetto “Coltivando Abilità”, simbolo di inclusione sociale, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari. Questo brand rappresenta il frutto del lavoro e dell’impegno dei partecipanti, offrendo al mercato prodotti di qualità realizzati con cura e rispetto per l’ambiente.
Il progetto “Coltivando Abilità” è promosso dalla Tersan Puglia di Modugno insieme alle cooperative sociali Must e Zip. Mira a promuovere la sostenibilità sociale ed economica attraverso l’inclusione lavorativa di persone con disabilità, valorizzando al contempo pratiche agricole rispettose dell’ambiente.
Rubrica: Dillo a Plaple
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Un ecografo per curare gli ultimi - Il dono di Papa Francesco a Martina Franca
A Martina Franca un gesto concreto di Papa Francesco riporta al centro il tema del diritto alla salute. Il Pontefice ha donato un ecografo a un ambulatorio solidale che ogni giorno assiste persone in difficoltà. Si tratta di una struttura che offre cure gratuite a chi non ha accesso al sistema sanitario tradizionale. Un presidio fondamentale per i più fragili, spesso invisibili. Qui operano decine di medici volontari che mettono a disposizione tempo e competenze. Nel corso di un anno sono state effettuate oltre 1.500 visite gratuite. Numeri che raccontano un bisogno reale e crescente sul territorio. L’arrivo dell’ecografo rappresenta un passo importante per migliorare diagnosi e prevenzione. Permetterà infatti di individuare patologie in modo più rapido ed efficace. Come spiegato dai responsabili, ogni strumento in più significa poter aiutare più persone. Il gesto del Papa assume quindi un valore che va oltre la semplice donazione. È un segnale di attenzione verso chi vive ai margini. Un invito concreto a costruire una sanità più inclusiva e accessibile. Quella di Martina Franca è una realtà che dimostra come la solidarietà possa diventare cura. Un esempio di impegno civile e umano che continua a fare la differenza ogni giorno. (Immagini La Gazzetta del Mezzogiorno)
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GustAbile, l’olio EVO realizzato da ragazzi diversamente abili
A Bari nasce GustAbile, l’olio extravergine d’oliva che ha visto il coinvolgimento di ragazzi diversamente abili. GustAbile fa parte del progetto “Coltivando Abilità”, simbolo di inclusione sociale, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari. Questo brand rappresenta il frutto del lavoro e dell’impegno dei partecipanti, offrendo al mercato prodotti di qualità realizzati con cura e rispetto per l’ambiente. Il progetto “Coltivando Abilità” è promosso dalla Tersan Puglia di Modugno insieme alle cooperative sociali Must e Zip. Mira a promuovere la sostenibilità sociale ed economica attraverso l’inclusione lavorativa di persone con disabilità, valorizzando al contempo pratiche agricole rispettose dell’ambiente.
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"Geoscienze", terra e futuro. A Bari il confronto tra esperti
Una lunga settimana per parlare di geoscienze. Terra, ambiente, futuro: sono i temi protagonisti a Bari, cornice del Congresso Nazionale Congiunto Società Geologica Italiana e Società Italiana di Mineralogia e Petrologia. Un grande evento, il più prestigioso ed importante per le Geoscienze. Ben 630 conferenze, 1000 geologi, 1200 temi di ricerca. Ben 70 ricercatori presenti per illustrare lavori inediti sui terremoti e le faglie attive, altri 30 invece con ricerche sul territorio. Parola al mondo della ricerca, l'evento si propone come stimolo per le nuove generazioni nell'individuare soluzioni possibili alle criticità in tema ambientale
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“Il Sol dell'Alba 2024”, a Bisceglie musica a sostegno della Onlus Caring Humans
Nel cuore della suggestiva Bisceglie, al sorgere del sole, il 10 Agosto si svolge un evento che segna un momento indimenticabile nel panorama culturale della regione: un concerto all’alba eseguito dall’Orchestra Filarmonica Pugliese nel maestoso Teatro Mediterraneo. L'edizione 2024 sarà caratterizzata anche dalla solidarietà: verrà effettuata una donazione alla Onlus Nove Caring Humans che sostiene progetti di impresa femminile in Afghanistan. Questa esperienza unica unisce la potenza evocativa della musica classica con l’incanto dell’alba, offrendo agli spettatori un risveglio dell’anima attraverso le note e il paesaggio. L’evento rappresenta un’occasione speciale per riscoprire la musica in un contesto naturale e storico di rara bellezza, facendo da ponte tra il patrimonio culturale e le nuove generazioni di ascoltatori.
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Dillo a Plaple
Una mano concreta alle persone in difficoltà, grazie a “Molfetta All Inclusive”
Dall’11 al 13 luglio tra le vie di Molfetta ci saranno incontri, spettacoli, musica e divertimento con l’obiettivo di migliorare la salute e la qualità di vita delle persone senza che la disabilità, la malattia o altra forma di condizione sfavorevole possano costituire un limite. Si chiama “Molfetta All Inclusive”, progetto ideato appunto da “Contasudinoi”, la onlus nata all’interno di Network Contacts per farsi piacevolmente carico delle iniziative di solidarietà. Tutto nel segno dell’inclusione. Valori, quelli di inclusione e solidarietà, mutuati da Network Contacts ma poi sviluppatisi in un percorso ormai consolidato e ogni volta capace di sorprendere. L’obiettivo è dare una mano concreta alle persone che ne hanno bisogno. Fornire un contributo alla causa di chi vive situazioni di sofferenza e difficoltà. In fondo basta poco e ci vuole solo buona volontà. Noi ci crediamo e faremo il massimo”. “Contasudinoi” si conferma ancora una volta punto di riferimento per l’inclusione sociale e proprio in quest’ottica va letta l’ideazione e organizzazione di un evento lungo tre giorni dedicato alla solidarietà che non conosce barriere.
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Dillo a Plaple
Chi è Donato Notarangelo, il neo eletto presidente di Confindustria Cisambiente?
Il Consiglio Generale di Confindustria Cisambiente, riunito in seduta questo pomeriggio, ha designato Presidente Donato Notarangelo per il prossimo biennio, 2024 – 2026. Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bari e BAT, Consigliere Generale di Confindustria fino allo scorso anno, Notarangelo è alla guida di Eco Trend, azienda leader nelle bonifiche di siti contaminati, e fondatore della Green Oil, attiva nella gestione dei rifiuti nel campo della rigenerazione degli oli vegetali esausti. Trentasette anni, sposato con due figli, il neo designato Presidente ha dichiarato: “Sono orgoglioso di aver incontrato il favore dei Consiglieri. Confindustria Cisambiente assume un ruolo di rilievo nell’attuale fase di transizione ecologica; con il nostro lavoro possiamo intervenire in maniera determinante sia nei processi di recupero delle materie prime che nel percorso di indipendenza energetica del Paese”. L’Associazione Cisambiente, Confederazione Servizi Ambiente, è nata il 29 settembre 2016 all’interno dello storico Palazzo di Confindustria. La Confederazione è stata fortemente voluta da un gruppo di imprenditori del settore ambiente ed energia rinnovabile. Una realtà che si è costituita per tutelare e valorizzare quelle imprese che da sempre hanno mostrato un effort di grande rilievo nei settori della gestione dei rifiuti urbani e speciali. Un associazionismo che sta realizzando l’obiettivo di rendere concreti i principi dell’economia circolare e l’inserimento degli stessi nel contesto territoriale delle singole aziende associate del mondo confindustriale. Cisambiente diviene, quindi, modello di un nuovo sistema associativo, trasversale a più piani confindustriali e rappresentativo non più solo dei classici servizi di igiene ambientale, ma catalizzatore di imprese che trovano così la realizzazione e l’adeguata tutela dei loro progetti e delle loro aspirazioni.
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Dillo a Plaple
L’old Cars Club sostiene l’UNICEF
In occasione dell’8a rievocazione del Gran Premio di Bari, si è tenuto il “Mini Gran Premio Unicef Italia”. Il primo ed unico evento in Italia, che ha coinvolto tutti i bambini dai 4 ai 10 anni. I baby piloti sono stati vestiti e accessoriati come grandi piloti e hanno preso parte attiva all’evento percorrendo due giri del percorso di gara, con 20 macchinine a pedali messe a disposizione da Unicef Italia. Al termine della gara ogni bambino ha vissuto la gioia del podio, con l’assegnazione di medaglie. Il ricavato dell’iscrizione è servito per sostenere i numerosi progetti di Unicef Italia in favore dell’infanzia.
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Dallo spreco alla risorsa, la cucina sostenibile di Mesa Noa
La Cucina Sociale di Mesa Noa nasce a Cagliari come progetto innovativo che mette al centro la sostenibilità ambientale e la lotta allo spreco alimentare. L’iniziativa, promossa dalla food coop autogestita Mesa Noa, si propone di recuperare eccedenze alimentari e trasformarle in piatti sani, valorizzando i prodotti locali e stagionali. Questo spazio non è solo una cucina, ma un luogo di comunità, inclusione e apprendimento, dove persone di tutte le età possono incontrarsi, collaborare e acquisire maggiore consapevolezza sul cibo e sull’ambiente. È pensato come un punto di riferimento aperto al territorio, capace di coinvolgere cittadini, volontari, produttori e realtà sociali. Il progetto promuove un modello di economia circolare, in cui il cibo non viene sprecato ma recuperato e restituito alla collettività, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale e a sostenere i produttori locali. Grande attenzione è rivolta alla filiera corta, privilegiando ingredienti provenienti da agricoltura sostenibile e realtà del territorio sardo. La Cucina Sociale si inserisce all’interno dei valori della cooperativa Mesa Noa, che da anni promuove consumo critico, giustizia alimentare e accesso equo al cibo di qualità. L’obiettivo è costruire un sistema alimentare alternativo, più etico e trasparente, basato sulla partecipazione attiva dei soci. Attraverso laboratori, corsi e momenti conviviali, la Cucina Sociale educa a un consumo responsabile, rafforzando il legame tra territorio, alimentazione e sostenibilità. Le attività includono anche percorsi formativi su nutrizione, autoproduzione e riduzione degli sprechi domestici. Il progetto ha inoltre una forte dimensione sociale: favorisce l’inclusione di persone in situazioni di fragilità e crea occasioni di incontro interculturale, utilizzando il cibo come strumento di relazione e integrazione. In questo modo Mesa Noa dimostra come la collaborazione e la partecipazione attiva possano generare un cambiamento concreto verso uno stile di vita più sostenibile, equo e solidale. La Cucina Sociale rappresenta così un esempio replicabile di innovazione sociale, capace di coniugare tutela ambientale, solidarietà e valorizzazione del territorio.
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Piplantri, il villaggio che fa crescere le foreste insieme alle bambine
Nel villaggio indiano di Piplantri, ogni nascita femminile è celebrata con un gesto che unisce vita e natura: la piantumazione di 111 alberi. Questa iniziativa, nata nel 2006, ha trasformato un territorio arido in una vera oasi verde. Gli alberi, crescendo insieme alle bambine, contribuiscono a rigenerare il suolo e a trattenere l’acqua, contrastando la desertificazione. Le radici migliorano la fertilità del terreno e favoriscono il ritorno della biodiversità, attirando animali e insetti utili. Nel tempo, la vegetazione ha aumentato anche il livello delle falde acquifere, rendendo più accessibile l’acqua. Questo modello dimostra come una comunità possa invertire i danni ambientali causati dall’uomo. Non si tratta solo di riforestazione, ma di un vero equilibrio tra società e natura. Gli alberi diventano una risorsa economica sostenibile, grazie alla produzione di frutti e derivati. Allo stesso tempo, proteggono il territorio dall’erosione e dalle temperature estreme. Il progetto ha ridotto l’impatto della deforestazione causata dalle attività minerarie locali. Piplantri rappresenta un esempio concreto di sviluppo sostenibile dal basso. Qui, l’ambiente non è una risorsa da sfruttare, ma un bene da proteggere. Ogni nuova nascita diventa così un investimento nel futuro del pianeta. La crescita delle bambine e degli alberi procede insieme, simbolo di rinascita. Questo modello dimostra che anche piccoli gesti collettivi possono generare grandi cambiamenti. Piplantri insegna che la tutela ambientale può partire da una semplice scelta comunitaria.
Nel villaggio indiano di Piplantri, ogni nascita femminile è celebrata con un gesto che unisce vita e natura: la piantumazione di 111 alberi. Questa iniziativa, nata nel 2006, ha trasformato un territorio arido in una vera oasi verde. Gli alberi, crescendo insieme alle bambine, contribuiscono a rigenerare il suolo e a trattenere l’acqua, contrastando la desertificazione. Le radici migliorano la fertilità del terreno e favoriscono il ritorno della biodiversità, attirando animali e insetti utili. Nel tempo, la vegetazione ha aumentato anche il livello delle falde acquifere, rendendo più accessibile l’acqua. Questo modello dimostra come una comunità possa invertire i danni ambientali causati dall’uomo. Non si tratta solo di riforestazione, ma di un vero equilibrio tra società e natura. Gli alberi diventano una risorsa economica sostenibile, grazie alla produzione di frutti e derivati. Allo stesso tempo, proteggono il territorio dall’erosione e dalle temperature estreme. Il progetto ha ridotto l’impatto della deforestazione causata dalle attività minerarie locali. Piplantri rappresenta un esempio concreto di sviluppo sostenibile dal basso. Qui, l’ambiente non è una risorsa da sfruttare, ma un bene da proteggere. Ogni nuova nascita diventa così un investimento nel futuro del pianeta. La crescita delle bambine e degli alberi procede insieme, simbolo di rinascita. Questo modello dimostra che anche piccoli gesti collettivi possono generare grandi cambiamenti. Piplantri insegna che la tutela ambientale può partire da una semplice scelta comunitaria.
Dillo a Plaple
Volontari e detenuti insieme per ripulire l’Italia
Prosegue il percorso condiviso tra Plastic Free Onlus, impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, e Seconda Chance, realtà del Terzo Settore attiva nel reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute. Una collaborazione che continua a crescere e che, sabato 28 marzo, darà vita a una nuova giornata di mobilitazione nazionale all’insegna dell’ambiente e dell’inclusione. Saranno coinvolti volontari e detenuti in permesso premio in oltre dieci località in tutta Italia, dal Nord al Sud, con iniziative diffuse su più territori per restituire decoro a spazi spesso segnati dall’abbandono dei rifiuti. Le attività prenderanno il via in contemporanea nella mattinata del 28 marzo: dalle spiagge di Salerno e Bacoli al lungomare di Stazzo ad Acireale, recentemente colpito dal ciclone Harry, passando per la foce del fiume Volturno e la pineta di Su Siccu a Cagliari. Coinvolte anche diverse aree urbane come Monza, Prato, Padova, Varese e Torino, oltre al Castello Visconteo a Pavia e alle località costiere di Ancona, Bari, Pesaro, Terracina e Reggio Calabria. L’iniziativa coinvolge detenuti provenienti da 22 istituti penitenziari italiani – tra cui quelli di Ancona, Cagliari, Frosinone, Ivrea, Locri, Monza, Padova, Pavia, Pesaro, Poggioreale, Prato, Reggio Calabria, Salerno, Santa Maria Capua Vetere, Secondigliano, Torino, Trento, Varese, Vibo Valentia e Viterbo – oltre all’Istituto Penale per Minorenni di Acireale e a quello di Bari, nonché dieci persone affidate in prova dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Reggio Calabria. Un’iniziativa che conferma il rafforzamento di una rete sempre più ampia e strutturata tra Amministrazione Penitenziaria e Terzo Settore, dimostrando come la tutela dell’ambiente possa diventare anche un’opportunità concreta di inclusione e reinserimento sociale.
Prosegue il percorso condiviso tra Plastic Free Onlus, impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, e Seconda Chance, realtà del Terzo Settore attiva nel reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute. Una collaborazione che continua a crescere e che, sabato 28 marzo, darà vita a una nuova giornata di mobilitazione nazionale all’insegna dell’ambiente e dell’inclusione. Saranno coinvolti volontari e detenuti in permesso premio in oltre dieci località in tutta Italia, dal Nord al Sud, con iniziative diffuse su più territori per restituire decoro a spazi spesso segnati dall’abbandono dei rifiuti. Le attività prenderanno il via in contemporanea nella mattinata del 28 marzo: dalle spiagge di Salerno e Bacoli al lungomare di Stazzo ad Acireale, recentemente colpito dal ciclone Harry, passando per la foce del fiume Volturno e la pineta di Su Siccu a Cagliari. Coinvolte anche diverse aree urbane come Monza, Prato, Padova, Varese e Torino, oltre al Castello Visconteo a Pavia e alle località costiere di Ancona, Bari, Pesaro, Terracina e Reggio Calabria. L’iniziativa coinvolge detenuti provenienti da 22 istituti penitenziari italiani – tra cui quelli di Ancona, Cagliari, Frosinone, Ivrea, Locri, Monza, Padova, Pavia, Pesaro, Poggioreale, Prato, Reggio Calabria, Salerno, Santa Maria Capua Vetere, Secondigliano, Torino, Trento, Varese, Vibo Valentia e Viterbo – oltre all’Istituto Penale per Minorenni di Acireale e a quello di Bari, nonché dieci persone affidate in prova dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Reggio Calabria. Un’iniziativa che conferma il rafforzamento di una rete sempre più ampia e strutturata tra Amministrazione Penitenziaria e Terzo Settore, dimostrando come la tutela dell’ambiente possa diventare anche un’opportunità concreta di inclusione e reinserimento sociale.
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Numerosi volontari in azione contro l’emergenza rifiuti a Bali
Sulla spiaggia di Kedonganan Beach, sull’isola di Bali, centinaia di volontari hanno preso parte a una grande operazione di pulizia ambientale per contrastare l’emergenza rifiuti che colpisce la costa. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione ambientalista Sungai Watch, impegnata da anni nella lotta contro l’inquinamento da plastica nei fiumi e nei mari dell’Indonesia. Nei giorni dell’intervento, grandi quantità di rifiuti trasportati dalle correnti e dalle piogge monsoniche hanno ricoperto la spiaggia, trasformando un luogo turistico in una distesa di plastica e detriti. Per affrontare la situazione, centinaia di persone tra residenti, pescatori, turisti e attivisti si sono unite alle squadre di volontari per raccogliere i rifiuti direttamente dalla sabbia. Grazie a questo sforzo collettivo sono stati rimossi oltre 115.000 chilogrammi di spazzatura, in gran parte composta da plastica monouso come bottiglie, bicchieri e imballaggi. Il materiale raccolto è stato poi trasportato nei centri di smistamento dell’organizzazione per essere selezionato e avviato al riciclo quando possibile. L’operazione ha riportato alla luce la bellezza naturale della spiaggia, ma ha anche evidenziato la gravità del problema dell’inquinamento marino nella regione. Gli attivisti sottolineano che interventi di pulizia come questo sono fondamentali, ma che la vera soluzione richiede una riduzione della plastica e una gestione dei rifiuti più efficace.
Sulla spiaggia di Kedonganan Beach, sull’isola di Bali, centinaia di volontari hanno preso parte a una grande operazione di pulizia ambientale per contrastare l’emergenza rifiuti che colpisce la costa. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione ambientalista Sungai Watch, impegnata da anni nella lotta contro l’inquinamento da plastica nei fiumi e nei mari dell’Indonesia. Nei giorni dell’intervento, grandi quantità di rifiuti trasportati dalle correnti e dalle piogge monsoniche hanno ricoperto la spiaggia, trasformando un luogo turistico in una distesa di plastica e detriti. Per affrontare la situazione, centinaia di persone tra residenti, pescatori, turisti e attivisti si sono unite alle squadre di volontari per raccogliere i rifiuti direttamente dalla sabbia. Grazie a questo sforzo collettivo sono stati rimossi oltre 115.000 chilogrammi di spazzatura, in gran parte composta da plastica monouso come bottiglie, bicchieri e imballaggi. Il materiale raccolto è stato poi trasportato nei centri di smistamento dell’organizzazione per essere selezionato e avviato al riciclo quando possibile. L’operazione ha riportato alla luce la bellezza naturale della spiaggia, ma ha anche evidenziato la gravità del problema dell’inquinamento marino nella regione. Gli attivisti sottolineano che interventi di pulizia come questo sono fondamentali, ma che la vera soluzione richiede una riduzione della plastica e una gestione dei rifiuti più efficace.
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I frigoriferi della solidarietà
In diverse città della Polonia stanno comparendo nei quartieri urbani dei particolari frigoriferi pubblici chiamati “community fridges”. Si tratta di spazi aperti a tutti dove i cittadini possono lasciare alimenti che non intendono consumare e che sono ancora perfettamente commestibili. Chiunque si trovi in difficoltà economica può prendere gratuitamente il cibo disponibile. L’iniziativa nasce con un doppio obiettivo: aiutare le persone in difficoltà e ridurre lo spreco alimentare. Ogni anno infatti tonnellate di cibo perfettamente buono finiscono nella spazzatura. I frigoriferi sono spesso gestiti da associazioni di volontariato o da iniziative cittadine e si trovano in luoghi accessibili come piazze, università o centri sociali. Per garantire la sicurezza alimentare esistono alcune regole, come indicare la data di preparazione dei cibi fatti in casa e non lasciare prodotti crudi o facilmente deperibili. Questa semplice idea ha creato una rete di solidarietà spontanea che coinvolge sempre più cittadini.
In diverse città della Polonia stanno comparendo nei quartieri urbani dei particolari frigoriferi pubblici chiamati “community fridges”. Si tratta di spazi aperti a tutti dove i cittadini possono lasciare alimenti che non intendono consumare e che sono ancora perfettamente commestibili. Chiunque si trovi in difficoltà economica può prendere gratuitamente il cibo disponibile. L’iniziativa nasce con un doppio obiettivo: aiutare le persone in difficoltà e ridurre lo spreco alimentare. Ogni anno infatti tonnellate di cibo perfettamente buono finiscono nella spazzatura. I frigoriferi sono spesso gestiti da associazioni di volontariato o da iniziative cittadine e si trovano in luoghi accessibili come piazze, università o centri sociali. Per garantire la sicurezza alimentare esistono alcune regole, come indicare la data di preparazione dei cibi fatti in casa e non lasciare prodotti crudi o facilmente deperibili. Questa semplice idea ha creato una rete di solidarietà spontanea che coinvolge sempre più cittadini.
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