In occasione dell’8a rievocazione del Gran Premio di Bari, si è tenuto il “Mini Gran Premio Unicef Italia”. Il primo ed unico evento in Italia, che ha coinvolto tutti i bambini dai 4 ai 10 anni. I baby piloti sono stati vestiti e accessoriati come grandi piloti e hanno preso parte attiva all’evento percorrendo due giri del percorso di gara, con 20 macchinine a pedali messe a disposizione da Unicef Italia.
Al termine della gara ogni bambino ha vissuto la gioia del podio, con l’assegnazione di medaglie. Il ricavato dell’iscrizione è servito per sostenere i numerosi progetti di Unicef Italia in favore dell’infanzia.
Rubrica: Dillo a Plaple
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A Martina Franca un gesto concreto di Papa Francesco ha riportato al centro il tema del diritto alla salute. Il Pontefice aveva disposto la donazione di un ecografo quando era ancora in vita. Lo strumento è stato poi consegnato nel marzo 2026 a un ambulatorio solidale che ogni giorno assiste persone in difficoltà. Si tratta di una struttura che offre cure gratuite a chi non ha accesso al sistema sanitario tradizionale. Un presidio fondamentale per i più fragili, spesso invisibili. Qui operano decine di medici volontari che mettono a disposizione tempo e competenze. Nel corso di un anno sono state effettuate oltre 1.500 visite gratuite, numeri che raccontano un bisogno reale e crescente sul territorio. L’arrivo dell’ecografo rappresenta un passo importante per migliorare diagnosi e prevenzione. Permetterà infatti di individuare patologie in modo più rapido ed efficace. Come spiegato dai responsabili, ogni strumento in più significa poter aiutare più persone. Oggi, alla luce della scomparsa del Pontefice, quel gesto assume un valore ancora più profondo. È un segnale di attenzione verso chi vive ai margini e un invito concreto a costruire una sanità più inclusiva e accessibile. Quella di Martina Franca è una realtà che dimostra come la solidarietà possa diventare cura. Un esempio di impegno civile e umano che continua a fare la differenza ogni giorno. (Immagini La Gazzetta del Mezzogiorno)
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GustAbile, l’olio EVO realizzato da ragazzi diversamente abili
A Bari nasce GustAbile, l’olio extravergine d’oliva che ha visto il coinvolgimento di ragazzi diversamente abili. GustAbile fa parte del progetto “Coltivando Abilità”, simbolo di inclusione sociale, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari. Questo brand rappresenta il frutto del lavoro e dell’impegno dei partecipanti, offrendo al mercato prodotti di qualità realizzati con cura e rispetto per l’ambiente. Il progetto “Coltivando Abilità” è promosso dalla Tersan Puglia di Modugno insieme alle cooperative sociali Must e Zip. Mira a promuovere la sostenibilità sociale ed economica attraverso l’inclusione lavorativa di persone con disabilità, valorizzando al contempo pratiche agricole rispettose dell’ambiente.
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“Il Sol dell'Alba 2024”, a Bisceglie musica a sostegno della Onlus Caring Humans
Nel cuore della suggestiva Bisceglie, al sorgere del sole, il 10 Agosto si svolge un evento che segna un momento indimenticabile nel panorama culturale della regione: un concerto all’alba eseguito dall’Orchestra Filarmonica Pugliese nel maestoso Teatro Mediterraneo. L'edizione 2024 sarà caratterizzata anche dalla solidarietà: verrà effettuata una donazione alla Onlus Nove Caring Humans che sostiene progetti di impresa femminile in Afghanistan. Questa esperienza unica unisce la potenza evocativa della musica classica con l’incanto dell’alba, offrendo agli spettatori un risveglio dell’anima attraverso le note e il paesaggio. L’evento rappresenta un’occasione speciale per riscoprire la musica in un contesto naturale e storico di rara bellezza, facendo da ponte tra il patrimonio culturale e le nuove generazioni di ascoltatori.
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Una mano concreta alle persone in difficoltà, grazie a “Molfetta All Inclusive”
Dall’11 al 13 luglio tra le vie di Molfetta ci saranno incontri, spettacoli, musica e divertimento con l’obiettivo di migliorare la salute e la qualità di vita delle persone senza che la disabilità, la malattia o altra forma di condizione sfavorevole possano costituire un limite. Si chiama “Molfetta All Inclusive”, progetto ideato appunto da “Contasudinoi”, la onlus nata all’interno di Network Contacts per farsi piacevolmente carico delle iniziative di solidarietà. Tutto nel segno dell’inclusione. Valori, quelli di inclusione e solidarietà, mutuati da Network Contacts ma poi sviluppatisi in un percorso ormai consolidato e ogni volta capace di sorprendere. L’obiettivo è dare una mano concreta alle persone che ne hanno bisogno. Fornire un contributo alla causa di chi vive situazioni di sofferenza e difficoltà. In fondo basta poco e ci vuole solo buona volontà. Noi ci crediamo e faremo il massimo”. “Contasudinoi” si conferma ancora una volta punto di riferimento per l’inclusione sociale e proprio in quest’ottica va letta l’ideazione e organizzazione di un evento lungo tre giorni dedicato alla solidarietà che non conosce barriere.
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Dillo a Plaple
Chi è Donato Notarangelo, il neo eletto presidente di Confindustria Cisambiente?
Il Consiglio Generale di Confindustria Cisambiente, riunito in seduta questo pomeriggio, ha designato Presidente Donato Notarangelo per il prossimo biennio, 2024 – 2026. Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bari e BAT, Consigliere Generale di Confindustria fino allo scorso anno, Notarangelo è alla guida di Eco Trend, azienda leader nelle bonifiche di siti contaminati, e fondatore della Green Oil, attiva nella gestione dei rifiuti nel campo della rigenerazione degli oli vegetali esausti. Trentasette anni, sposato con due figli, il neo designato Presidente ha dichiarato: “Sono orgoglioso di aver incontrato il favore dei Consiglieri. Confindustria Cisambiente assume un ruolo di rilievo nell’attuale fase di transizione ecologica; con il nostro lavoro possiamo intervenire in maniera determinante sia nei processi di recupero delle materie prime che nel percorso di indipendenza energetica del Paese”. L’Associazione Cisambiente, Confederazione Servizi Ambiente, è nata il 29 settembre 2016 all’interno dello storico Palazzo di Confindustria. La Confederazione è stata fortemente voluta da un gruppo di imprenditori del settore ambiente ed energia rinnovabile. Una realtà che si è costituita per tutelare e valorizzare quelle imprese che da sempre hanno mostrato un effort di grande rilievo nei settori della gestione dei rifiuti urbani e speciali. Un associazionismo che sta realizzando l’obiettivo di rendere concreti i principi dell’economia circolare e l’inserimento degli stessi nel contesto territoriale delle singole aziende associate del mondo confindustriale. Cisambiente diviene, quindi, modello di un nuovo sistema associativo, trasversale a più piani confindustriali e rappresentativo non più solo dei classici servizi di igiene ambientale, ma catalizzatore di imprese che trovano così la realizzazione e l’adeguata tutela dei loro progetti e delle loro aspirazioni.
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Dillo a Plaple
L’old Cars Club sostiene l’UNICEF
In occasione dell’8a rievocazione del Gran Premio di Bari, si è tenuto il “Mini Gran Premio Unicef Italia”. Il primo ed unico evento in Italia, che ha coinvolto tutti i bambini dai 4 ai 10 anni. I baby piloti sono stati vestiti e accessoriati come grandi piloti e hanno preso parte attiva all’evento percorrendo due giri del percorso di gara, con 20 macchinine a pedali messe a disposizione da Unicef Italia. Al termine della gara ogni bambino ha vissuto la gioia del podio, con l’assegnazione di medaglie. Il ricavato dell’iscrizione è servito per sostenere i numerosi progetti di Unicef Italia in favore dell’infanzia.
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Dillo a Plaple
Un campus che accoglie: quando l’università diventa spazio di inclusione
La collaborazione tra Università IULM e PizzAut rappresenta un esempio significativo di innovazione sociale in Italia. L’idea di inserire un punto PizzAut all’interno di un campus universitario va oltre il semplice servizio di ristorazione, trasformandosi in un progetto educativo e culturale. PizzAut è noto per il suo modello di lavoro inclusivo che coinvolge persone autistiche, offrendo opportunità professionali concrete. Portare questo modello in un’università significa avvicinare studenti e comunità a una nuova visione del lavoro e della diversità. L’iniziativa contribuisce a ridurre lo stigma legato all’autismo, promuovendo una maggiore consapevolezza sociale. Allo stesso tempo crea un ambiente in cui inclusione e formazione si intrecciano. Gli studenti hanno l’opportunità di vivere quotidianamente un esempio di impresa sociale. L’università diventa così un laboratorio di integrazione reale. Il progetto dimostra come l’educazione possa andare oltre la teoria. L’impatto è anche culturale, perché cambia la percezione della disabilità. L’esperienza lavorativa diventa strumento di autonomia e dignità. Il modello PizzAut è già stato riconosciuto a livello nazionale per il suo valore innovativo. L’iniziativa nel campus rafforza ulteriormente questo percorso. È un esempio concreto di come l’inclusione possa diventare pratica quotidiana.
La collaborazione tra Università IULM e PizzAut rappresenta un esempio significativo di innovazione sociale in Italia. L’idea di inserire un punto PizzAut all’interno di un campus universitario va oltre il semplice servizio di ristorazione, trasformandosi in un progetto educativo e culturale. PizzAut è noto per il suo modello di lavoro inclusivo che coinvolge persone autistiche, offrendo opportunità professionali concrete. Portare questo modello in un’università significa avvicinare studenti e comunità a una nuova visione del lavoro e della diversità. L’iniziativa contribuisce a ridurre lo stigma legato all’autismo, promuovendo una maggiore consapevolezza sociale. Allo stesso tempo crea un ambiente in cui inclusione e formazione si intrecciano. Gli studenti hanno l’opportunità di vivere quotidianamente un esempio di impresa sociale. L’università diventa così un laboratorio di integrazione reale. Il progetto dimostra come l’educazione possa andare oltre la teoria. L’impatto è anche culturale, perché cambia la percezione della disabilità. L’esperienza lavorativa diventa strumento di autonomia e dignità. Il modello PizzAut è già stato riconosciuto a livello nazionale per il suo valore innovativo. L’iniziativa nel campus rafforza ulteriormente questo percorso. È un esempio concreto di come l’inclusione possa diventare pratica quotidiana.
Dillo a Plaple
In Italia il primo impianto europeo per recuperare le terre rare dai rifiuti elettronici
In Italia è stato approvato lo sviluppo del primo impianto europeo dedicato al recupero delle terre rare dai rifiuti elettronici. La struttura sorgerà a Ceccano, in provincia di Frosinone, e sarà focalizzata sul trattamento di componenti tecnologici dismessi. Al centro del progetto ci sono i magneti permanenti contenuti in hard disk, motori elettrici e apparecchiature industriali. Questi elementi contengono terre rare fondamentali come neodimio, disprosio e praseodimio. Il progetto nasce dalla necessità di ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime critiche. L’obiettivo è trasformare i rifiuti elettronici in una risorsa utile per l’industria. Il processo prevede la separazione dei magneti dai dispositivi e il loro successivo trattamento chimico. Attraverso tecniche avanzate sarà possibile estrarre i materiali strategici contenuti nei componenti. Le terre rare recuperate potranno essere reimmesse nei cicli produttivi europei. L’impianto rappresenta un esempio concreto di economia circolare applicata all’elettronica. La struttura è pensata per trattare grandi volumi di rifiuti tecnologici ogni anno. Il progetto coinvolge competenze industriali e scientifiche specializzate nei materiali avanzati. Si inserisce nelle strategie europee per la transizione energetica e digitale. Ridurre gli sprechi e recuperare risorse diventa un obiettivo centrale del nuovo modello produttivo. L’impianto, così, segna un passo importante verso un’industria più sostenibile e autonoma.
In Italia è stato approvato lo sviluppo del primo impianto europeo dedicato al recupero delle terre rare dai rifiuti elettronici. La struttura sorgerà a Ceccano, in provincia di Frosinone, e sarà focalizzata sul trattamento di componenti tecnologici dismessi. Al centro del progetto ci sono i magneti permanenti contenuti in hard disk, motori elettrici e apparecchiature industriali. Questi elementi contengono terre rare fondamentali come neodimio, disprosio e praseodimio. Il progetto nasce dalla necessità di ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime critiche. L’obiettivo è trasformare i rifiuti elettronici in una risorsa utile per l’industria. Il processo prevede la separazione dei magneti dai dispositivi e il loro successivo trattamento chimico. Attraverso tecniche avanzate sarà possibile estrarre i materiali strategici contenuti nei componenti. Le terre rare recuperate potranno essere reimmesse nei cicli produttivi europei. L’impianto rappresenta un esempio concreto di economia circolare applicata all’elettronica. La struttura è pensata per trattare grandi volumi di rifiuti tecnologici ogni anno. Il progetto coinvolge competenze industriali e scientifiche specializzate nei materiali avanzati. Si inserisce nelle strategie europee per la transizione energetica e digitale. Ridurre gli sprechi e recuperare risorse diventa un obiettivo centrale del nuovo modello produttivo. L’impianto, così, segna un passo importante verso un’industria più sostenibile e autonoma.
Dillo a Plaple
Plas-Stick, l’invenzione dei tre studenti che aggancia le microplastiche nell’acqua
Tre studenti hanno sviluppato un sistema innovativo per affrontare il problema delle microplastiche nell’acqua. Il progetto, noto come “Plas-Stick”, nasce dall’uso di una polvere ricavata dai semi di tamarindo, materiale naturale e biodegradabile.nQuesta sostanza ha la capacità di legarsi alle particelle di microplastica presenti nei liquidi. Una volta aggregati, i frammenti diventano più grandi e quindi più facili da separare dall’acqua. Il processo si basa su un principio simile alla coagulazione già usata in alcuni trattamenti idrici. Il vantaggio principale è la semplicità del metodo e il basso costo di applicazione. Il sistema non richiede elettricità né infrastrutture complesse per funzionare. Secondo quanto riportato dalle testate, l’invenzione è stata sviluppata da giovani studenti in India. L’obiettivo è offrire una soluzione accessibile anche in contesti con risorse limitate. Il progetto ha ottenuto riconoscimenti in ambito internazionale per il suo potenziale ambientale. In particolare è stato valorizzato in contesti dedicati all’innovazione giovanile e alla sostenibilità. La tecnologia non elimina le microplastiche, ma ne facilita la rimozione dall’acqua. Gli sviluppatori stanno lavorando a possibili applicazioni su scala più ampia. Plas-Stick rappresenta un esempio di come idee semplici possano contribuire a problemi ambientali globali.
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Dillo a Plaple
Quando la prevenzione passa dal sole
La collaborazione tra Nivea Sun e Fondazione AIRC si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione sui tumori della pelle, in particolare il melanoma. L’obiettivo principale della campagna è educare le persone a una corretta esposizione solare fin dall’infanzia, promuovendo l’uso quotidiano della protezione UV. L’iniziativa si basa sull’idea che la prevenzione sia lo strumento più efficace per ridurre l’incidenza delle patologie cutanee. Attraverso attività informative e progetti sul territorio, il messaggio viene diffuso soprattutto tra giovani e famiglie. Le spiagge, le scuole e gli eventi pubblici diventano luoghi centrali della comunicazione. Il linguaggio utilizzato è semplice e immediato, proprio per raggiungere un pubblico ampio. La collaborazione tra un brand cosmetico e una fondazione scientifica permette di unire divulgazione e ricerca. Il tema della protezione solare è sempre più rilevante a causa dell’aumento dell’esposizione ai raggi UV. L’iniziativa si inserisce anche in un contesto europeo di prevenzione sanitaria. L’idea centrale è rendere la protezione della pelle un’abitudine quotidiana. Non si tratta solo di estetica, ma di salute pubblica. La campagna mira a ridurre comportamenti rischiosi come l’esposizione prolungata senza protezione. La comunicazione insiste sul concetto di responsabilità personale. Nel complesso, si tratta di un esempio concreto di collaborazione tra settore privato e ricerca scientifica per il benessere collettivo.
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Dillo a Plaple
Italian Turtle Day
Oggi l’Italia si unisce idealmente da nord a sud per restituire il mare ad alcune tartarughe marine salvate, curate e finalmente pronte a tornare nel loro habitat naturale. In occasione del World Sea Turtle Day, Plastic Free Onlus promuove l’Italian Turtle Day, un’iniziativa diffusa che coinvolge contemporaneamente sei località italiane: Genova, Viareggio, Pescara, Castro Marina, Stintino e Lampedusa. Si tratta di una giornata dal forte valore simbolico e ambientale che conferma l’impegno di Plastic Free Onlus non solo nella lotta all’inquinamento da plastica, ma anche nella tutela concreta della biodiversità marina. L’organizzazione, attiva dal 2019 su tutto il territorio nazionale, ha già contribuito al salvataggio di oltre 300 tartarughe marine e accompagnato alla nascita di quasi 11mila piccoli esemplari lungo le coste italiane, grazie alla collaborazione con centri di recupero, biologi, veterinari, volontari, istituzioni e realtà locali. Protagonisti dell’iniziativa sono alcuni esemplari di Caretta caretta, la specie di tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo e tra le più esposte alle conseguenze delle attività umane: ingestione di plastica, catture accidentali nelle reti da pesca, traumi causati da eliche, ami, lenze e rifiuti dispersi in mare. Ogni liberazione racconta una storia diversa di recupero e rinascita, ma tutte portano lo stesso messaggio: proteggere il mare significa proteggere la vita. Certo. Se la notizia esce il giorno stesso dell'iniziativa, conviene usare il presente e rendere il testo più "in corso", eliminando gli orari precisi. A Genova, il rilascio avviene al largo della città a bordo di un’imbarcazione messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto. Sul molo sottostante l’Acquario di Genova si tiene un momento divulgativo durante il quale biologi e veterinari raccontano al pubblico la storia di Lorena, l’esemplare che viene liberato, e l’attività del Centro di Recupero che da oltre trent’anni si occupa della cura delle tartarughe marine. Al termine dell’incontro, Lorena torna in mare. In Toscana, l’appuntamento è a Viareggio, in Piazza Palombari dell’Artiglio, dove si svolge un incontro di sensibilizzazione curato da Mare Vivo Toscana e dallo staff dell’Acquario di Livorno – Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine. Successivamente, al largo del Porto di Viareggio, viene liberata Dede, una Caretta caretta dotata di microchip e tag metallico, grazie alla collaborazione con il Comune di Viareggio, Ampana Livorno, Capitaneria di Porto di Viareggio, Direzione Marittima di Livorno, OTB e WWF Ronchi. A Pescara, il Centro Recupero Tartarughe Marine “L. Cagnolaro”, gestito dal Centro Studi Cetacei, organizza un momento divulgativo presso la banchina di attracco delle motovedette del porto turistico Marina di Pescara. Volontari, veterinari e biologi raccontano la storia di Lacey e l’attività di tutela della fauna marina protetta svolta da oltre quarant’anni. Il rilascio avviene a circa tre miglia nautiche dalla costa, con il supporto della Capitaneria di Porto, del pescaturismo “Nonno Remo” e di Assonautica Pescara-Chieti. A Castro Marina, in provincia di Lecce, vengono liberati quattro esemplari di Caretta caretta dalla parte esterna del porto turistico. L’iniziativa prevede un momento di sensibilizzazione rivolto al pubblico prima del ritorno in mare degli animali. L’evento coinvolge il Comune di Castro, Marevivo, l’Ufficio Locale Marittimo di Castro Marina, Plastic Free e CIHEAM Bari-Tricase. Proprio nella sede di Tricase del CIHEAM Bari è ospitata la settima edizione del corso avanzato internazionale di specializzazione “Sviluppo sostenibile delle comunità costiere”, organizzato con il supporto tecnico della FAO e della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per l’occasione sono presenti anche funzionari ministeriali provenienti da diversi Paesi, con momenti di sensibilizzazione anche in lingua inglese. A Stintino, sulla spiaggia della Pelosa, si svolge un incontro con il pubblico prima della liberazione di Caterina, una tartaruga recuperata a metà marzo dai pescatori dopo una cattura accidentale in una rete da pesca. L’evento coinvolge il Parco Nazionale dell’Asinara con l’associazione CRAMA, il Centro di Recupero del Sinis dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, entrambi nodi della Rete Regionale per la conservazione della fauna marina, oltre a Corpo forestale, Capitaneria di Porto, Barracelli, Comune di Stintino, pescatori, operatori economici e bagnanti. A Lampedusa viene liberata Lina, una tartaruga marina “miracolata”, recuperata lo scorso ottobre grazie a un intervento particolarmente rischioso della Capitaneria di Porto, effettuato di notte e in condizioni meteomarine proibitive, con un subacqueo costretto a entrare in mare per liberare l’animale impigliato a una roccia sul fondale. L’esemplare, successivamente operato e amputato, è stato curato presso il Centro Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine di Cattolica Eraclea (Agrigento), gestito dall’Associazione Caretta caretta. Oggi, finalmente in buone condizioni, torna in mare grazie all’impegno dei volontari dell’Unità Soccorso di Lampedusa, accompagnata dalla vedetta della Capitaneria di Porto che contribuì al suo salvataggio. Il suo ritorno in mare conclude simbolicamente una giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine, promossa da Plastic Free e resa possibile dalla collaborazione di numerosi centri di recupero lungo le coste italiane.
Oggi l’Italia si unisce idealmente da nord a sud per restituire il mare ad alcune tartarughe marine salvate, curate e finalmente pronte a tornare nel loro habitat naturale. In occasione del World Sea Turtle Day, Plastic Free Onlus promuove l’Italian Turtle Day, un’iniziativa diffusa che coinvolge contemporaneamente sei località italiane: Genova, Viareggio, Pescara, Castro Marina, Stintino e Lampedusa. Si tratta di una giornata dal forte valore simbolico e ambientale che conferma l’impegno di Plastic Free Onlus non solo nella lotta all’inquinamento da plastica, ma anche nella tutela concreta della biodiversità marina. L’organizzazione, attiva dal 2019 su tutto il territorio nazionale, ha già contribuito al salvataggio di oltre 300 tartarughe marine e accompagnato alla nascita di quasi 11mila piccoli esemplari lungo le coste italiane, grazie alla collaborazione con centri di recupero, biologi, veterinari, volontari, istituzioni e realtà locali. Protagonisti dell’iniziativa sono alcuni esemplari di Caretta caretta, la specie di tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo e tra le più esposte alle conseguenze delle attività umane: ingestione di plastica, catture accidentali nelle reti da pesca, traumi causati da eliche, ami, lenze e rifiuti dispersi in mare. Ogni liberazione racconta una storia diversa di recupero e rinascita, ma tutte portano lo stesso messaggio: proteggere il mare significa proteggere la vita. Certo. Se la notizia esce il giorno stesso dell'iniziativa, conviene usare il presente e rendere il testo più "in corso", eliminando gli orari precisi. A Genova, il rilascio avviene al largo della città a bordo di un’imbarcazione messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto. Sul molo sottostante l’Acquario di Genova si tiene un momento divulgativo durante il quale biologi e veterinari raccontano al pubblico la storia di Lorena, l’esemplare che viene liberato, e l’attività del Centro di Recupero che da oltre trent’anni si occupa della cura delle tartarughe marine. Al termine dell’incontro, Lorena torna in mare. In Toscana, l’appuntamento è a Viareggio, in Piazza Palombari dell’Artiglio, dove si svolge un incontro di sensibilizzazione curato da Mare Vivo Toscana e dallo staff dell’Acquario di Livorno – Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine. Successivamente, al largo del Porto di Viareggio, viene liberata Dede, una Caretta caretta dotata di microchip e tag metallico, grazie alla collaborazione con il Comune di Viareggio, Ampana Livorno, Capitaneria di Porto di Viareggio, Direzione Marittima di Livorno, OTB e WWF Ronchi. A Pescara, il Centro Recupero Tartarughe Marine “L. Cagnolaro”, gestito dal Centro Studi Cetacei, organizza un momento divulgativo presso la banchina di attracco delle motovedette del porto turistico Marina di Pescara. Volontari, veterinari e biologi raccontano la storia di Lacey e l’attività di tutela della fauna marina protetta svolta da oltre quarant’anni. Il rilascio avviene a circa tre miglia nautiche dalla costa, con il supporto della Capitaneria di Porto, del pescaturismo “Nonno Remo” e di Assonautica Pescara-Chieti. A Castro Marina, in provincia di Lecce, vengono liberati quattro esemplari di Caretta caretta dalla parte esterna del porto turistico. L’iniziativa prevede un momento di sensibilizzazione rivolto al pubblico prima del ritorno in mare degli animali. L’evento coinvolge il Comune di Castro, Marevivo, l’Ufficio Locale Marittimo di Castro Marina, Plastic Free e CIHEAM Bari-Tricase. Proprio nella sede di Tricase del CIHEAM Bari è ospitata la settima edizione del corso avanzato internazionale di specializzazione “Sviluppo sostenibile delle comunità costiere”, organizzato con il supporto tecnico della FAO e della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per l’occasione sono presenti anche funzionari ministeriali provenienti da diversi Paesi, con momenti di sensibilizzazione anche in lingua inglese. A Stintino, sulla spiaggia della Pelosa, si svolge un incontro con il pubblico prima della liberazione di Caterina, una tartaruga recuperata a metà marzo dai pescatori dopo una cattura accidentale in una rete da pesca. L’evento coinvolge il Parco Nazionale dell’Asinara con l’associazione CRAMA, il Centro di Recupero del Sinis dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, entrambi nodi della Rete Regionale per la conservazione della fauna marina, oltre a Corpo forestale, Capitaneria di Porto, Barracelli, Comune di Stintino, pescatori, operatori economici e bagnanti. A Lampedusa viene liberata Lina, una tartaruga marina “miracolata”, recuperata lo scorso ottobre grazie a un intervento particolarmente rischioso della Capitaneria di Porto, effettuato di notte e in condizioni meteomarine proibitive, con un subacqueo costretto a entrare in mare per liberare l’animale impigliato a una roccia sul fondale. L’esemplare, successivamente operato e amputato, è stato curato presso il Centro Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine di Cattolica Eraclea (Agrigento), gestito dall’Associazione Caretta caretta. Oggi, finalmente in buone condizioni, torna in mare grazie all’impegno dei volontari dell’Unità Soccorso di Lampedusa, accompagnata dalla vedetta della Capitaneria di Porto che contribuì al suo salvataggio. Il suo ritorno in mare conclude simbolicamente una giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine, promossa da Plastic Free e resa possibile dalla collaborazione di numerosi centri di recupero lungo le coste italiane.
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