Relicta è una startup di Sassari che ha sviluppato una bioplastica idrosolubile da scarti di pesce. L'azienda vuole essere parte della soluzione a un grande problema che è l'inquinamento da plastica.
Come funziona? Lo spiegano proprio i giovani fondatori della strartup.
La soluzione Relicta è un materiale bioplastico idrosolubile ottenuto dagli scarti della lavorazione del pesce e adatto per soluzioni di imballaggio. In particolare, dalla pelle del pesce è possibile ottenere, tramite una miscela specifica, una pellicola di plastica trasparente e inodore. La plastica, per la sua composizione, è compostabile, biodegradabile e idrosolubile. La solubilità in acqua è la caratteristica più importante del nostro prodotto che apre nuove vie di smaltimento per questo materiale.
Rubrica: Dillo a Plaple
Tag: Ecologia No planet B
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Un emporio per dare una mano alle famiglie
Alimenti, vestiti, prodotti per la casa e passeggini: a Quartu Sant’Elena, in Sardegna, la solidarietà prende forma sugli scaffali di un nuovo emporio. Lo spazio distribuisce gratuitamente beni alle persone in difficoltà, offrendo un sostegno concreto alle necessità quotidiane. L’Emporio Solidale si trova in locali messi a disposizione dalla Comunità Missionaria di Villaregia, per una superficie complessiva di 750 metri quadrati. La dotazione comprende generi alimentari, detersivi, abbigliamento, giocattoli e articoli orto-sanitari. Tra i beni disponibili ci sono anche abiti da sposa, un dettaglio che racconta la varietà dei bisogni ai quali l’iniziativa cerca di rispondere. Il progetto nasce dalla collaborazione tra istituzioni e volontariato. Domu Mia è l’associazione capofila di una rete che comprende Conferenze Vincenziane di Quartu, Caritas, Anteas, Anmic, Lato B e Consorzio Alimentis. Il Comune ha contribuito attraverso un protocollo d’intesa con le associazioni del Terzo settore. L’emporio si aggiunge ai servizi territoriali per contrastare la povertà, con l’intenzione di diventare anche un punto di accoglienza e ascolto. Dietro ogni oggetto distribuito c’è una necessità concreta: preparare un pasto, vestire un bambino, affrontare una spesa che pesa sul bilancio familiare. La collaborazione tra le realtà locali permette di raccogliere queste esigenze in un unico spazio, dove l’aiuto materiale si accompagna alla costruzione di relazioni e al sostegno della comunità.
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Dillo a Plaple
Dallo spreco alla risorsa, la cucina sostenibile di Mesa Noa
La Cucina Sociale di Mesa Noa nasce a Cagliari come progetto innovativo che mette al centro la sostenibilità ambientale e la lotta allo spreco alimentare. L’iniziativa, promossa dalla food coop autogestita Mesa Noa, si propone di recuperare eccedenze alimentari e trasformarle in piatti sani, valorizzando i prodotti locali e stagionali. Questo spazio non è solo una cucina, ma un luogo di comunità, inclusione e apprendimento, dove persone di tutte le età possono incontrarsi, collaborare e acquisire maggiore consapevolezza sul cibo e sull’ambiente. È pensato come un punto di riferimento aperto al territorio, capace di coinvolgere cittadini, volontari, produttori e realtà sociali. Il progetto promuove un modello di economia circolare, in cui il cibo non viene sprecato ma recuperato e restituito alla collettività, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale e a sostenere i produttori locali. Grande attenzione è rivolta alla filiera corta, privilegiando ingredienti provenienti da agricoltura sostenibile e realtà del territorio sardo. La Cucina Sociale si inserisce all’interno dei valori della cooperativa Mesa Noa, che da anni promuove consumo critico, giustizia alimentare e accesso equo al cibo di qualità. L’obiettivo è costruire un sistema alimentare alternativo, più etico e trasparente, basato sulla partecipazione attiva dei soci. Attraverso laboratori, corsi e momenti conviviali, la Cucina Sociale educa a un consumo responsabile, rafforzando il legame tra territorio, alimentazione e sostenibilità. Le attività includono anche percorsi formativi su nutrizione, autoproduzione e riduzione degli sprechi domestici. Il progetto ha inoltre una forte dimensione sociale: favorisce l’inclusione di persone in situazioni di fragilità e crea occasioni di incontro interculturale, utilizzando il cibo come strumento di relazione e integrazione. In questo modo Mesa Noa dimostra come la collaborazione e la partecipazione attiva possano generare un cambiamento concreto verso uno stile di vita più sostenibile, equo e solidale. La Cucina Sociale rappresenta così un esempio replicabile di innovazione sociale, capace di coniugare tutela ambientale, solidarietà e valorizzazione del territorio.
La Cucina Sociale di Mesa Noa nasce a Cagliari come progetto innovativo che mette al centro la sostenibilità ambientale e la lotta allo spreco alimentare. L’iniziativa, promossa dalla food coop autogestita Mesa Noa, si propone di recuperare eccedenze alimentari e trasformarle in piatti sani, valorizzando i prodotti locali e stagionali. Questo spazio non è solo una cucina, ma un luogo di comunità, inclusione e apprendimento, dove persone di tutte le età possono incontrarsi, collaborare e acquisire maggiore consapevolezza sul cibo e sull’ambiente. È pensato come un punto di riferimento aperto al territorio, capace di coinvolgere cittadini, volontari, produttori e realtà sociali. Il progetto promuove un modello di economia circolare, in cui il cibo non viene sprecato ma recuperato e restituito alla collettività, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale e a sostenere i produttori locali. Grande attenzione è rivolta alla filiera corta, privilegiando ingredienti provenienti da agricoltura sostenibile e realtà del territorio sardo. La Cucina Sociale si inserisce all’interno dei valori della cooperativa Mesa Noa, che da anni promuove consumo critico, giustizia alimentare e accesso equo al cibo di qualità. L’obiettivo è costruire un sistema alimentare alternativo, più etico e trasparente, basato sulla partecipazione attiva dei soci. Attraverso laboratori, corsi e momenti conviviali, la Cucina Sociale educa a un consumo responsabile, rafforzando il legame tra territorio, alimentazione e sostenibilità. Le attività includono anche percorsi formativi su nutrizione, autoproduzione e riduzione degli sprechi domestici. Il progetto ha inoltre una forte dimensione sociale: favorisce l’inclusione di persone in situazioni di fragilità e crea occasioni di incontro interculturale, utilizzando il cibo come strumento di relazione e integrazione. In questo modo Mesa Noa dimostra come la collaborazione e la partecipazione attiva possano generare un cambiamento concreto verso uno stile di vita più sostenibile, equo e solidale. La Cucina Sociale rappresenta così un esempio replicabile di innovazione sociale, capace di coniugare tutela ambientale, solidarietà e valorizzazione del territorio.
Dillo a Plaple
L’ingegnere “più forte della sclerosi multipla”
Dal 8 al 14 ottobre ha percorso, insieme a un gruppo di volontari, alcuni tratti del Cammino di Nostra Signora di Bonaria e del Cammino Minerario di Santa Barbara. Matteo si muove grazie a una joëlette, una speciale carrozzina fuoristrada, che gli consente di affrontare sentieri e percorsi naturali. Durante il viaggio sono stati organizzati incontri pubblici e proiezioni del docufilm “Si può fare”, per sensibilizzare sul tema della disabilità e dell’inclusione. Nonostante la malattia lo costringa sulla sedia a rotelle e a comunicare tramite puntatore oculare, Matteo ha dimostrato che la determinazione può superare ogni ostacolo. Il suo messaggio finale, semplice ma potente, riassume il senso dell’impresa: “Non cammino più con le gambe, ma con il cuore e con gli occhi.”
Dal 8 al 14 ottobre ha percorso, insieme a un gruppo di volontari, alcuni tratti del Cammino di Nostra Signora di Bonaria e del Cammino Minerario di Santa Barbara. Matteo si muove grazie a una joëlette, una speciale carrozzina fuoristrada, che gli consente di affrontare sentieri e percorsi naturali. Durante il viaggio sono stati organizzati incontri pubblici e proiezioni del docufilm “Si può fare”, per sensibilizzare sul tema della disabilità e dell’inclusione. Nonostante la malattia lo costringa sulla sedia a rotelle e a comunicare tramite puntatore oculare, Matteo ha dimostrato che la determinazione può superare ogni ostacolo. Il suo messaggio finale, semplice ma potente, riassume il senso dell’impresa: “Non cammino più con le gambe, ma con il cuore e con gli occhi.”
Dillo a Plaple
Pesce, da scarto a bioplastica idrosolubile. L’idea nata da una startup di Sassari
Relicta è una startup di Sassari che ha sviluppato una bioplastica idrosolubile da scarti di pesce. L'azienda vuole essere parte della soluzione a un grande problema che è l'inquinamento da plastica. Come funziona? Lo spiegano proprio i giovani fondatori della strartup. La soluzione Relicta è un materiale bioplastico idrosolubile ottenuto dagli scarti della lavorazione del pesce e adatto per soluzioni di imballaggio. In particolare, dalla pelle del pesce è possibile ottenere, tramite una miscela specifica, una pellicola di plastica trasparente e inodore. La plastica, per la sua composizione, è compostabile, biodegradabile e idrosolubile. La solubilità in acqua è la caratteristica più importante del nostro prodotto che apre nuove vie di smaltimento per questo materiale.
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Riportami al Mare, la sfida per il ripristino dei litorali
Aumentare le consapevolezze rispetto alla tutela dei litorali, far comprendere il danno generato dal “particolare” souvenir contraddistinto da sabbia e conchiglie che ogni anno finiscono in valigia dei turisti di passaggio dall’aeroporto di Olbia. Testimonial per il 2024 l'artista Geppi Cucciari Nasce così nel 2019 il progetto “Riportami al Mare”, sviluppato grazie ad un protocollo di intesa tra Geasar S.p.A., il Consorzio di Gestione dell'AreaMarina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, con l'obiettivo di coordinare gli sforzi per tutelare l'ambiente e ripristinare i litorali. "Riportami al Mare", un progetto che prevede la reimmissione in natura di oltre 6 tonnellate di rocce, sabbia e conchiglie sequestrate ai controlli di sicurezza dell'Aeroporto di Olbia negli ultimi cinque anni grazie al lavoro degli enti di Stato preposti e dal personale di sicurezza aeroportuale. Quest'anno, l'ingente quantitativo di materiale naturale confiscato e reimmesso in natura si aggiunge alle oltre 10 tonnellate di materiale "restituito" durante la prima edizione del progetto nel 2019. Il riposizionamento nelle spiagge è stato effettuato dopo un dettagliato lavoro di classificazione svolto dai biologi dell'Area Marina Protetta di Tavolara.
Aumentare le consapevolezze rispetto alla tutela dei litorali, far comprendere il danno generato dal “particolare” souvenir contraddistinto da sabbia e conchiglie che ogni anno finiscono in valigia dei turisti di passaggio dall’aeroporto di Olbia. Testimonial per il 2024 l'artista Geppi Cucciari Nasce così nel 2019 il progetto “Riportami al Mare”, sviluppato grazie ad un protocollo di intesa tra Geasar S.p.A., il Consorzio di Gestione dell'AreaMarina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, con l'obiettivo di coordinare gli sforzi per tutelare l'ambiente e ripristinare i litorali. "Riportami al Mare", un progetto che prevede la reimmissione in natura di oltre 6 tonnellate di rocce, sabbia e conchiglie sequestrate ai controlli di sicurezza dell'Aeroporto di Olbia negli ultimi cinque anni grazie al lavoro degli enti di Stato preposti e dal personale di sicurezza aeroportuale. Quest'anno, l'ingente quantitativo di materiale naturale confiscato e reimmesso in natura si aggiunge alle oltre 10 tonnellate di materiale "restituito" durante la prima edizione del progetto nel 2019. Il riposizionamento nelle spiagge è stato effettuato dopo un dettagliato lavoro di classificazione svolto dai biologi dell'Area Marina Protetta di Tavolara.
News
Ichnusa e Legambiente Sardegna insieme per ispirare il cambiamento
“Se deve finire così, non beveteci nemmeno.” Così, Ichnusa, la birra con anima sarda, insieme a Legambiente Sardegna decide di mandare un messaggio forte e diretto per ispirare il cambiamento. Una presa di posizione che invita tutti a riflettere sull’importanza della responsabilità sociale, andando anche contro i loro interessi. Ichnusa e Legambiente Sardegna scendono in campo in prima persona in giornate di pulizia organizzate in tutta l’isola, nei principali luoghi della società: momenti di aggregazione e responsabilità per mostrare quello in cui credono, attraverso un gesto concreto.
“Se deve finire così, non beveteci nemmeno.” Così, Ichnusa, la birra con anima sarda, insieme a Legambiente Sardegna decide di mandare un messaggio forte e diretto per ispirare il cambiamento. Una presa di posizione che invita tutti a riflettere sull’importanza della responsabilità sociale, andando anche contro i loro interessi. Ichnusa e Legambiente Sardegna scendono in campo in prima persona in giornate di pulizia organizzate in tutta l’isola, nei principali luoghi della società: momenti di aggregazione e responsabilità per mostrare quello in cui credono, attraverso un gesto concreto.
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Ozieri, il Presidente della Repubblica premia una scuola
In provincia di Sassari, a Ozieri, le classi 5AS, 5BS e 5AC del liceo scientifico e classico Antonio Segni, hanno ricevuto dal Presidente della repubblica tre targhe per essersi contraddistinti con gesti collettivi di solidarietà. Nel Dicembre 2022 gli studenti prestarono servizio di volontariato presso la mensa della Caritas di Sassari e alla Croce Ottagona di Ozieri. Tale iniziativa rientra nel progetto lanciato dalla scuola, “Mi metto al servizio”. Le testimonianze di questi studenti ha poi coinvolto altri giovani, che si sono messi in gioco, offrendo la propria disponibilità per svolgere attività di volontariato.
In provincia di Sassari, a Ozieri, le classi 5AS, 5BS e 5AC del liceo scientifico e classico Antonio Segni, hanno ricevuto dal Presidente della repubblica tre targhe per essersi contraddistinti con gesti collettivi di solidarietà. Nel Dicembre 2022 gli studenti prestarono servizio di volontariato presso la mensa della Caritas di Sassari e alla Croce Ottagona di Ozieri. Tale iniziativa rientra nel progetto lanciato dalla scuola, “Mi metto al servizio”. Le testimonianze di questi studenti ha poi coinvolto altri giovani, che si sono messi in gioco, offrendo la propria disponibilità per svolgere attività di volontariato.
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Canopoleno Green, un progetto sostenibile a Sassari
Si svolge oggi negli spazi del Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari l’appuntamento con “Canopoleno Green”. Appuntamento fissato con la responsabilità e la sostenibilità, con la sensibilità ed il rispetto. Protagonista sarà l’ambiente. Protagonisti saranno i giovani studenti e studentesse della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’istituto che dal 2018 con la sua equipe educativa porta avanti un progetto di sostenibilità ambientale sviluppato attraverso iniziative annuali che confluiscono poi in una manifestazione finale, “Canopoleno Green” appunto. Lungo il suo percorso l’equipe è supportata da partner come Legambiente ed Eco volontari di Sassari e Assessorato all’Ambiente del Comune di Sassari. Il tema 2024 risponde appieno agli obiettivi della agenda 2030 e nello specifico all’obiettivo 14: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. Il Canopoleno crede fermamente che il parlare ai bambini e alle bambine di sostenibilità, di pesca illegale a salvaguardia delle aree marine protette con strumenti didattici e strategie educative alternative sia chiave utile al prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolare modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma.
Si svolge oggi negli spazi del Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari l’appuntamento con “Canopoleno Green”. Appuntamento fissato con la responsabilità e la sostenibilità, con la sensibilità ed il rispetto. Protagonista sarà l’ambiente. Protagonisti saranno i giovani studenti e studentesse della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’istituto che dal 2018 con la sua equipe educativa porta avanti un progetto di sostenibilità ambientale sviluppato attraverso iniziative annuali che confluiscono poi in una manifestazione finale, “Canopoleno Green” appunto. Lungo il suo percorso l’equipe è supportata da partner come Legambiente ed Eco volontari di Sassari e Assessorato all’Ambiente del Comune di Sassari. Il tema 2024 risponde appieno agli obiettivi della agenda 2030 e nello specifico all’obiettivo 14: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. Il Canopoleno crede fermamente che il parlare ai bambini e alle bambine di sostenibilità, di pesca illegale a salvaguardia delle aree marine protette con strumenti didattici e strategie educative alternative sia chiave utile al prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolare modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma.
Dillo a Plaple
A scuola di inclusione con “Cambiamo sguardo”
Conoscere i diritti delle persone con disabilità, riflettere sulle parole e imparare a riconoscere gli ostacoli che limitano la partecipazione. Sono alcuni degli obiettivi di Cambiamo sguardo, il progetto gratuito promosso da CBM Italia per portare la cultura dell’inclusione nelle scuole. Il percorso si rivolge agli istituti di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, e mette a disposizione di insegnanti ed educatori strumenti da utilizzare nelle attività didattiche. La quarta edizione comprende incontri online con esperti, videolezioni registrate e un kit digitale con proposte e laboratori da svolgere in classe. Tra i temi affrontati ci sono il linguaggio, le diverse forme di disabilità, le strategie educative e le possibilità offerte dalla tecnologia per rendere gli ambienti più accessibili. Gli incontri si sviluppano nel corso dell’anno scolastico, da ottobre 2026 ad aprile 2027. Il progetto offre così occasioni di formazione e confronto per chi accompagna bambini e ragazzi nella crescita. Attraverso la conoscenza e il dialogo, Cambiamo sguardo invita a superare stereotipi e pregiudizi, contribuendo a costruire una scuola in cui ogni persona possa sentirsi parte della comunità.
Conoscere i diritti delle persone con disabilità, riflettere sulle parole e imparare a riconoscere gli ostacoli che limitano la partecipazione. Sono alcuni degli obiettivi di Cambiamo sguardo, il progetto gratuito promosso da CBM Italia per portare la cultura dell’inclusione nelle scuole. Il percorso si rivolge agli istituti di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, e mette a disposizione di insegnanti ed educatori strumenti da utilizzare nelle attività didattiche. La quarta edizione comprende incontri online con esperti, videolezioni registrate e un kit digitale con proposte e laboratori da svolgere in classe. Tra i temi affrontati ci sono il linguaggio, le diverse forme di disabilità, le strategie educative e le possibilità offerte dalla tecnologia per rendere gli ambienti più accessibili. Gli incontri si sviluppano nel corso dell’anno scolastico, da ottobre 2026 ad aprile 2027. Il progetto offre così occasioni di formazione e confronto per chi accompagna bambini e ragazzi nella crescita. Attraverso la conoscenza e il dialogo, Cambiamo sguardo invita a superare stereotipi e pregiudizi, contribuendo a costruire una scuola in cui ogni persona possa sentirsi parte della comunità.
Dillo a Plaple
Il cibo che diventa aiuto
Il cibo che rischia di essere sprecato può diventare una risorsa per chi attraversa un momento di difficoltà. A Roma nasce con questo obiettivo la Dispensa solidale delle ACLI: uno spazio dedicato al recupero e alla redistribuzione delle eccedenze alimentari. Il progetto raccoglie prodotti ancora utilizzabili e li destina alle persone e alle famiglie che hanno bisogno di sostegno. Un impegno che unisce solidarietà e attenzione all’ambiente, valorizzando gli alimenti che altrimenti rischierebbero di andare perduti. La dispensa non è soltanto un luogo dedicato alla raccolta e alla consegna del cibo. È pensata anche come spazio di ascolto e orientamento, dove accogliere le persone, comprendere le loro necessità e accompagnarle verso altre opportunità di aiuto presenti sul territorio. L’iniziativa rappresenta un’evoluzione del progetto Il Cibo che serve, attraverso il quale le ACLI di Roma recuperano da anni eccedenze alimentari da redistribuire nella provincia. L’esperienza mette in relazione volontari, realtà del territorio e persone in difficoltà, ricordando che dietro ogni alimento recuperato possono esserci un gesto di cura, un incontro e la possibilità di costruire legami.
Il cibo che rischia di essere sprecato può diventare una risorsa per chi attraversa un momento di difficoltà. A Roma nasce con questo obiettivo la Dispensa solidale delle ACLI: uno spazio dedicato al recupero e alla redistribuzione delle eccedenze alimentari. Il progetto raccoglie prodotti ancora utilizzabili e li destina alle persone e alle famiglie che hanno bisogno di sostegno. Un impegno che unisce solidarietà e attenzione all’ambiente, valorizzando gli alimenti che altrimenti rischierebbero di andare perduti. La dispensa non è soltanto un luogo dedicato alla raccolta e alla consegna del cibo. È pensata anche come spazio di ascolto e orientamento, dove accogliere le persone, comprendere le loro necessità e accompagnarle verso altre opportunità di aiuto presenti sul territorio. L’iniziativa rappresenta un’evoluzione del progetto Il Cibo che serve, attraverso il quale le ACLI di Roma recuperano da anni eccedenze alimentari da redistribuire nella provincia. L’esperienza mette in relazione volontari, realtà del territorio e persone in difficoltà, ricordando che dietro ogni alimento recuperato possono esserci un gesto di cura, un incontro e la possibilità di costruire legami.
Dillo a Plaple
Fermare i rifiuti prima che arrivi in mare
Intercettare la plastica e gli altri rifiuti lungo il loro percorso, prima che raggiungano il mare. È l’obiettivo dell’impianto installato a Porto Viro, nel Delta del Po, nell’ambito del progetto europeo INSPIRE, dedicato alla tutela degli ambienti acquatici. Il sistema è stato realizzato per raccogliere i materiali trasportati dalle acque del fiume e intervenire su una delle vie attraverso cui i rifiuti possono arrivare nell’Adriatico. Un’azione che punta a contrastare l’inquinamento partendo dai corsi d’acqua e unendo prevenzione, ricerca e tecnologia. Al progetto partecipa anche l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il sostegno della Regione Veneto. L’impianto si inserisce in un lavoro più ampio che comprende il monitoraggio ambientale, l’osservazione delle microplastiche e iniziative di pulizia delle rive. Nel territorio è stato inoltre sviluppato un sistema di telecamere per contribuire all’analisi dei rifiuti presenti nel fiume. La raccolta dei materiali e lo studio della loro presenza possono così affiancarsi, aiutando a conoscere meglio il problema. Un’esperienza che ricorda quanto la salute dei fiumi sia legata a quella del mare e quanto sia importante intervenire prima che i rifiuti si disperdano nell’ambiente.
Intercettare la plastica e gli altri rifiuti lungo il loro percorso, prima che raggiungano il mare. È l’obiettivo dell’impianto installato a Porto Viro, nel Delta del Po, nell’ambito del progetto europeo INSPIRE, dedicato alla tutela degli ambienti acquatici. Il sistema è stato realizzato per raccogliere i materiali trasportati dalle acque del fiume e intervenire su una delle vie attraverso cui i rifiuti possono arrivare nell’Adriatico. Un’azione che punta a contrastare l’inquinamento partendo dai corsi d’acqua e unendo prevenzione, ricerca e tecnologia. Al progetto partecipa anche l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il sostegno della Regione Veneto. L’impianto si inserisce in un lavoro più ampio che comprende il monitoraggio ambientale, l’osservazione delle microplastiche e iniziative di pulizia delle rive. Nel territorio è stato inoltre sviluppato un sistema di telecamere per contribuire all’analisi dei rifiuti presenti nel fiume. La raccolta dei materiali e lo studio della loro presenza possono così affiancarsi, aiutando a conoscere meglio il problema. Un’esperienza che ricorda quanto la salute dei fiumi sia legata a quella del mare e quanto sia importante intervenire prima che i rifiuti si disperdano nell’ambiente.
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L’arte oltre lo sguardo
Ascoltare un dipinto e scoprire la storia di chi lo ha realizzato. Alla Pinacoteca di Brera, a Milano, la tecnologia apre nuove possibilità per avvicinare le persone cieche e Ascoltare la descrizione di un dipinto, scoprire la storia dell’artista e orientarsi tra le sale di un museo. Alla Pinacoteca di Brera, a Milano, la tecnologia apre nuove possibilità per avvicinare le persone cieche e ipovedenti al patrimonio artistico. È l’obiettivo di Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo, una sperimentazione che introduce gli occhiali intelligenti nel percorso accessibile della Pinacoteca. Grazie al dispositivo, i visitatori possono riconoscere otto opere della collezione e ascoltare contenuti dedicati a ciascun capolavoro: dalla descrizione della composizione agli approfondimenti storico-artistici, fino alla biografia dell’autore. Sono disponibili anche brevi tracce audio pensate per accompagnare gli spostamenti da un’opera all’altra. Gli occhiali vengono messi gratuitamente a disposizione delle persone cieche e ipovedenti, previa prenotazione. La sperimentazione si inserisce nel percorso DescriVedendo, già presente al museo da diversi anni, e nasce dalla collaborazione tra la Pinacoteca, Meta ed EssilorLuxottica, insieme ad associazioni e realtà impegnate nel campo della disabilità visiva. Un’esperienza che mette l’innovazione al servizio dell’accessibilità culturale.
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