Loading...

Ichnusa e Legambiente Sardegna insieme per ispirare il cambiamento


“Se deve finire così, non beveteci nemmeno.” Così, Ichnusa, la birra con anima sarda, insieme a Legambiente Sardegna decide di mandare un messaggio forte e diretto per ispirare il cambiamento. Una presa di posizione che invita tutti a riflettere sull’importanza della responsabilità sociale, andando anche contro i loro interessi. Ichnusa e Legambiente Sardegna scendono in campo in prima persona in giornate di pulizia organizzate in tutta l’isola, nei principali luoghi della società: momenti di aggregazione e responsabilità per mostrare quello in cui credono, attraverso un gesto concreto.

Rubrica: Dillo a Plaple

Tag: Nessun tag

Titoli simili

Dallo spreco alla risorsa, la cucina sostenibile di Mesa Noa


play

La Cucina Sociale di Mesa Noa nasce a Cagliari come progetto innovativo che mette al centro la sostenibilità ambientale e la lotta allo spreco alimentare. L’iniziativa, promossa dalla food coop autogestita Mesa Noa, si propone di recuperare eccedenze alimentari e trasformarle in piatti sani, valorizzando i prodotti locali e stagionali. Questo spazio non è solo una cucina, ma un luogo di comunità, inclusione e apprendimento, dove persone di tutte le età possono incontrarsi, collaborare e acquisire maggiore consapevolezza sul cibo e sull’ambiente. È pensato come un punto di riferimento aperto al territorio, capace di coinvolgere cittadini, volontari, produttori e realtà sociali. Il progetto promuove un modello di economia circolare, in cui il cibo non viene sprecato ma recuperato e restituito alla collettività, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale e a sostenere i produttori locali. Grande attenzione è rivolta alla filiera corta, privilegiando ingredienti provenienti da agricoltura sostenibile e realtà del territorio sardo. La Cucina Sociale si inserisce all’interno dei valori della cooperativa Mesa Noa, che da anni promuove consumo critico, giustizia alimentare e accesso equo al cibo di qualità. L’obiettivo è costruire un sistema alimentare alternativo, più etico e trasparente, basato sulla partecipazione attiva dei soci. Attraverso laboratori, corsi e momenti conviviali, la Cucina Sociale educa a un consumo responsabile, rafforzando il legame tra territorio, alimentazione e sostenibilità. Le attività includono anche percorsi formativi su nutrizione, autoproduzione e riduzione degli sprechi domestici. Il progetto ha inoltre una forte dimensione sociale: favorisce l’inclusione di persone in situazioni di fragilità e crea occasioni di incontro interculturale, utilizzando il cibo come strumento di relazione e integrazione. In questo modo Mesa Noa dimostra come la collaborazione e la partecipazione attiva possano generare un cambiamento concreto verso uno stile di vita più sostenibile, equo e solidale. La Cucina Sociale rappresenta così un esempio replicabile di innovazione sociale, capace di coniugare tutela ambientale, solidarietà e valorizzazione del territorio.

La Cucina Sociale di Mesa Noa nasce a Cagliari come progetto innovativo che mette al centro la sostenibilità ambientale e la lotta allo spreco alimentare. L’iniziativa, promossa dalla food coop autogestita Mesa Noa, si propone di recuperare eccedenze alimentari e trasformarle in piatti sani, valorizzando i prodotti locali e stagionali. Questo spazio non è solo una cucina, ma un luogo di comunità, inclusione e apprendimento, dove persone di tutte le età possono incontrarsi, collaborare e acquisire maggiore consapevolezza sul cibo e sull’ambiente. È pensato come un punto di riferimento aperto al territorio, capace di coinvolgere cittadini, volontari, produttori e realtà sociali. Il progetto promuove un modello di economia circolare, in cui il cibo non viene sprecato ma recuperato e restituito alla collettività, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale e a sostenere i produttori locali. Grande attenzione è rivolta alla filiera corta, privilegiando ingredienti provenienti da agricoltura sostenibile e realtà del territorio sardo. La Cucina Sociale si inserisce all’interno dei valori della cooperativa Mesa Noa, che da anni promuove consumo critico, giustizia alimentare e accesso equo al cibo di qualità. L’obiettivo è costruire un sistema alimentare alternativo, più etico e trasparente, basato sulla partecipazione attiva dei soci. Attraverso laboratori, corsi e momenti conviviali, la Cucina Sociale educa a un consumo responsabile, rafforzando il legame tra territorio, alimentazione e sostenibilità. Le attività includono anche percorsi formativi su nutrizione, autoproduzione e riduzione degli sprechi domestici. Il progetto ha inoltre una forte dimensione sociale: favorisce l’inclusione di persone in situazioni di fragilità e crea occasioni di incontro interculturale, utilizzando il cibo come strumento di relazione e integrazione. In questo modo Mesa Noa dimostra come la collaborazione e la partecipazione attiva possano generare un cambiamento concreto verso uno stile di vita più sostenibile, equo e solidale. La Cucina Sociale rappresenta così un esempio replicabile di innovazione sociale, capace di coniugare tutela ambientale, solidarietà e valorizzazione del territorio.

Dillo a Plaple

L’ingegnere “più forte della sclerosi multipla”


play

Dal 8 al 14 ottobre ha percorso, insieme a un gruppo di volontari, alcuni tratti del Cammino di Nostra Signora di Bonaria e del Cammino Minerario di Santa Barbara. Matteo si muove grazie a una joëlette, una speciale carrozzina fuoristrada, che gli consente di affrontare sentieri e percorsi naturali. Durante il viaggio sono stati organizzati incontri pubblici e proiezioni del docufilm “Si può fare”, per sensibilizzare sul tema della disabilità e dell’inclusione. Nonostante la malattia lo costringa sulla sedia a rotelle e a comunicare tramite puntatore oculare, Matteo ha dimostrato che la determinazione può superare ogni ostacolo. Il suo messaggio finale, semplice ma potente, riassume il senso dell’impresa: “Non cammino più con le gambe, ma con il cuore e con gli occhi.”

Dal 8 al 14 ottobre ha percorso, insieme a un gruppo di volontari, alcuni tratti del Cammino di Nostra Signora di Bonaria e del Cammino Minerario di Santa Barbara. Matteo si muove grazie a una joëlette, una speciale carrozzina fuoristrada, che gli consente di affrontare sentieri e percorsi naturali. Durante il viaggio sono stati organizzati incontri pubblici e proiezioni del docufilm “Si può fare”, per sensibilizzare sul tema della disabilità e dell’inclusione. Nonostante la malattia lo costringa sulla sedia a rotelle e a comunicare tramite puntatore oculare, Matteo ha dimostrato che la determinazione può superare ogni ostacolo. Il suo messaggio finale, semplice ma potente, riassume il senso dell’impresa: “Non cammino più con le gambe, ma con il cuore e con gli occhi.”

Dillo a Plaple

Pesce, da scarto a bioplastica idrosolubile. L’idea nata da una startup di Sassari


play

Relicta è una startup di Sassari che ha sviluppato una bioplastica idrosolubile da scarti di pesce. L'azienda vuole essere parte della soluzione a un grande problema che è l'inquinamento da plastica. Come funziona? Lo spiegano proprio i giovani fondatori della strartup. La soluzione Relicta è un materiale bioplastico idrosolubile ottenuto dagli scarti della lavorazione del pesce e adatto per soluzioni di imballaggio. In particolare, dalla pelle del pesce è possibile ottenere, tramite una miscela specifica, una pellicola di plastica trasparente e inodore. La plastica, per la sua composizione, è compostabile, biodegradabile e idrosolubile. La solubilità in acqua è la caratteristica più importante del nostro prodotto che apre nuove vie di smaltimento per questo materiale.

Relicta è una startup di Sassari che ha sviluppato una bioplastica idrosolubile da scarti di pesce. L'azienda vuole essere parte della soluzione a un grande problema che è l'inquinamento da plastica. Come funziona? Lo spiegano proprio i giovani fondatori della strartup. La soluzione Relicta è un materiale bioplastico idrosolubile ottenuto dagli scarti della lavorazione del pesce e adatto per soluzioni di imballaggio. In particolare, dalla pelle del pesce è possibile ottenere, tramite una miscela specifica, una pellicola di plastica trasparente e inodore. La plastica, per la sua composizione, è compostabile, biodegradabile e idrosolubile. La solubilità in acqua è la caratteristica più importante del nostro prodotto che apre nuove vie di smaltimento per questo materiale.

Dillo a Plaple

Riportami al Mare, la sfida per il ripristino dei litorali


play

Aumentare le consapevolezze rispetto alla tutela dei litorali, far comprendere il danno generato dal “particolare” souvenir contraddistinto da sabbia e conchiglie che ogni anno finiscono in valigia dei turisti di passaggio dall’aeroporto di Olbia. Testimonial per il 2024 l'artista Geppi Cucciari Nasce così nel 2019 il progetto “Riportami al Mare”, sviluppato grazie ad un protocollo di intesa tra Geasar S.p.A., il Consorzio di Gestione dell'AreaMarina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, con l'obiettivo di coordinare gli sforzi per tutelare l'ambiente e ripristinare i litorali. "Riportami al Mare", un progetto che prevede la reimmissione in natura di oltre 6 tonnellate di rocce, sabbia e conchiglie sequestrate ai controlli di sicurezza dell'Aeroporto di Olbia negli ultimi cinque anni grazie al lavoro degli enti di Stato preposti e dal personale di sicurezza aeroportuale. Quest'anno, l'ingente quantitativo di materiale naturale confiscato e reimmesso in natura si aggiunge alle oltre 10 tonnellate di materiale "restituito" durante la prima edizione del progetto nel 2019. Il riposizionamento nelle spiagge è stato effettuato dopo un dettagliato lavoro di classificazione svolto dai biologi dell'Area Marina Protetta di Tavolara.

Aumentare le consapevolezze rispetto alla tutela dei litorali, far comprendere il danno generato dal “particolare” souvenir contraddistinto da sabbia e conchiglie che ogni anno finiscono in valigia dei turisti di passaggio dall’aeroporto di Olbia. Testimonial per il 2024 l'artista Geppi Cucciari Nasce così nel 2019 il progetto “Riportami al Mare”, sviluppato grazie ad un protocollo di intesa tra Geasar S.p.A., il Consorzio di Gestione dell'AreaMarina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, con l'obiettivo di coordinare gli sforzi per tutelare l'ambiente e ripristinare i litorali. "Riportami al Mare", un progetto che prevede la reimmissione in natura di oltre 6 tonnellate di rocce, sabbia e conchiglie sequestrate ai controlli di sicurezza dell'Aeroporto di Olbia negli ultimi cinque anni grazie al lavoro degli enti di Stato preposti e dal personale di sicurezza aeroportuale. Quest'anno, l'ingente quantitativo di materiale naturale confiscato e reimmesso in natura si aggiunge alle oltre 10 tonnellate di materiale "restituito" durante la prima edizione del progetto nel 2019. Il riposizionamento nelle spiagge è stato effettuato dopo un dettagliato lavoro di classificazione svolto dai biologi dell'Area Marina Protetta di Tavolara.

News

Ichnusa e Legambiente Sardegna insieme per ispirare il cambiamento


play

“Se deve finire così, non beveteci nemmeno.” Così, Ichnusa, la birra con anima sarda, insieme a Legambiente Sardegna decide di mandare un messaggio forte e diretto per ispirare il cambiamento. Una presa di posizione che invita tutti a riflettere sull’importanza della responsabilità sociale, andando anche contro i loro interessi. Ichnusa e Legambiente Sardegna scendono in campo in prima persona in giornate di pulizia organizzate in tutta l’isola, nei principali luoghi della società: momenti di aggregazione e responsabilità per mostrare quello in cui credono, attraverso un gesto concreto.

“Se deve finire così, non beveteci nemmeno.” Così, Ichnusa, la birra con anima sarda, insieme a Legambiente Sardegna decide di mandare un messaggio forte e diretto per ispirare il cambiamento. Una presa di posizione che invita tutti a riflettere sull’importanza della responsabilità sociale, andando anche contro i loro interessi. Ichnusa e Legambiente Sardegna scendono in campo in prima persona in giornate di pulizia organizzate in tutta l’isola, nei principali luoghi della società: momenti di aggregazione e responsabilità per mostrare quello in cui credono, attraverso un gesto concreto.

Dillo a Plaple

Ozieri, il Presidente della Repubblica premia una scuola


play

In provincia di Sassari, a Ozieri, le classi 5AS, 5BS e 5AC del liceo scientifico e classico Antonio Segni, hanno ricevuto dal Presidente della repubblica tre targhe per essersi contraddistinti con gesti collettivi di solidarietà. Nel Dicembre 2022 gli studenti prestarono servizio di volontariato presso la mensa della Caritas di Sassari e alla Croce Ottagona di Ozieri. Tale iniziativa rientra nel progetto lanciato dalla scuola, “Mi metto al servizio”. Le testimonianze di questi studenti ha poi coinvolto altri giovani, che si sono messi in gioco, offrendo la propria disponibilità per svolgere attività di volontariato.

In provincia di Sassari, a Ozieri, le classi 5AS, 5BS e 5AC del liceo scientifico e classico Antonio Segni, hanno ricevuto dal Presidente della repubblica tre targhe per essersi contraddistinti con gesti collettivi di solidarietà. Nel Dicembre 2022 gli studenti prestarono servizio di volontariato presso la mensa della Caritas di Sassari e alla Croce Ottagona di Ozieri. Tale iniziativa rientra nel progetto lanciato dalla scuola, “Mi metto al servizio”. Le testimonianze di questi studenti ha poi coinvolto altri giovani, che si sono messi in gioco, offrendo la propria disponibilità per svolgere attività di volontariato.

Dillo a Plaple

Canopoleno Green, un progetto sostenibile a Sassari


play

Si svolge oggi negli spazi del Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari l’appuntamento con “Canopoleno Green”. Appuntamento fissato con la responsabilità e la sostenibilità, con la sensibilità ed il rispetto. Protagonista sarà l’ambiente. Protagonisti saranno i giovani studenti e studentesse della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’istituto che dal 2018 con la sua equipe educativa porta avanti un progetto di sostenibilità ambientale sviluppato attraverso iniziative annuali che confluiscono poi in una manifestazione finale, “Canopoleno Green” appunto. Lungo il suo percorso l’equipe è supportata da partner come Legambiente ed Eco volontari di Sassari e Assessorato all’Ambiente del Comune di Sassari. Il tema 2024 risponde appieno agli obiettivi della agenda 2030 e nello specifico all’obiettivo 14: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. Il Canopoleno crede fermamente che il parlare ai bambini e alle bambine di sostenibilità, di pesca illegale a salvaguardia delle aree marine protette con strumenti didattici e strategie educative alternative sia chiave utile al prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolare modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma.

Si svolge oggi negli spazi del Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari l’appuntamento con “Canopoleno Green”. Appuntamento fissato con la responsabilità e la sostenibilità, con la sensibilità ed il rispetto. Protagonista sarà l’ambiente. Protagonisti saranno i giovani studenti e studentesse della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’istituto che dal 2018 con la sua equipe educativa porta avanti un progetto di sostenibilità ambientale sviluppato attraverso iniziative annuali che confluiscono poi in una manifestazione finale, “Canopoleno Green” appunto. Lungo il suo percorso l’equipe è supportata da partner come Legambiente ed Eco volontari di Sassari e Assessorato all’Ambiente del Comune di Sassari. Il tema 2024 risponde appieno agli obiettivi della agenda 2030 e nello specifico all’obiettivo 14: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. Il Canopoleno crede fermamente che il parlare ai bambini e alle bambine di sostenibilità, di pesca illegale a salvaguardia delle aree marine protette con strumenti didattici e strategie educative alternative sia chiave utile al prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolare modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma.

Dillo a Plaple

Italian Turtle Day


play

Oggi l’Italia si unisce idealmente da nord a sud per restituire il mare ad alcune tartarughe marine salvate, curate e finalmente pronte a tornare nel loro habitat naturale. In occasione del World Sea Turtle Day, Plastic Free Onlus promuove l’Italian Turtle Day, un’iniziativa diffusa che coinvolge contemporaneamente sei località italiane: Genova, Viareggio, Pescara, Castro Marina, Stintino e Lampedusa. Si tratta di una giornata dal forte valore simbolico e ambientale che conferma l’impegno di Plastic Free Onlus non solo nella lotta all’inquinamento da plastica, ma anche nella tutela concreta della biodiversità marina. L’organizzazione, attiva dal 2019 su tutto il territorio nazionale, ha già contribuito al salvataggio di oltre 300 tartarughe marine e accompagnato alla nascita di quasi 11mila piccoli esemplari lungo le coste italiane, grazie alla collaborazione con centri di recupero, biologi, veterinari, volontari, istituzioni e realtà locali. Protagonisti dell’iniziativa sono alcuni esemplari di Caretta caretta, la specie di tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo e tra le più esposte alle conseguenze delle attività umane: ingestione di plastica, catture accidentali nelle reti da pesca, traumi causati da eliche, ami, lenze e rifiuti dispersi in mare. Ogni liberazione racconta una storia diversa di recupero e rinascita, ma tutte portano lo stesso messaggio: proteggere il mare significa proteggere la vita. Certo. Se la notizia esce il giorno stesso dell'iniziativa, conviene usare il presente e rendere il testo più "in corso", eliminando gli orari precisi. A Genova, il rilascio avviene al largo della città a bordo di un’imbarcazione messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto. Sul molo sottostante l’Acquario di Genova si tiene un momento divulgativo durante il quale biologi e veterinari raccontano al pubblico la storia di Lorena, l’esemplare che viene liberato, e l’attività del Centro di Recupero che da oltre trent’anni si occupa della cura delle tartarughe marine. Al termine dell’incontro, Lorena torna in mare. In Toscana, l’appuntamento è a Viareggio, in Piazza Palombari dell’Artiglio, dove si svolge un incontro di sensibilizzazione curato da Mare Vivo Toscana e dallo staff dell’Acquario di Livorno – Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine. Successivamente, al largo del Porto di Viareggio, viene liberata Dede, una Caretta caretta dotata di microchip e tag metallico, grazie alla collaborazione con il Comune di Viareggio, Ampana Livorno, Capitaneria di Porto di Viareggio, Direzione Marittima di Livorno, OTB e WWF Ronchi. A Pescara, il Centro Recupero Tartarughe Marine “L. Cagnolaro”, gestito dal Centro Studi Cetacei, organizza un momento divulgativo presso la banchina di attracco delle motovedette del porto turistico Marina di Pescara. Volontari, veterinari e biologi raccontano la storia di Lacey e l’attività di tutela della fauna marina protetta svolta da oltre quarant’anni. Il rilascio avviene a circa tre miglia nautiche dalla costa, con il supporto della Capitaneria di Porto, del pescaturismo “Nonno Remo” e di Assonautica Pescara-Chieti. A Castro Marina, in provincia di Lecce, vengono liberati quattro esemplari di Caretta caretta dalla parte esterna del porto turistico. L’iniziativa prevede un momento di sensibilizzazione rivolto al pubblico prima del ritorno in mare degli animali. L’evento coinvolge il Comune di Castro, Marevivo, l’Ufficio Locale Marittimo di Castro Marina, Plastic Free e CIHEAM Bari-Tricase. Proprio nella sede di Tricase del CIHEAM Bari è ospitata la settima edizione del corso avanzato internazionale di specializzazione “Sviluppo sostenibile delle comunità costiere”, organizzato con il supporto tecnico della FAO e della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per l’occasione sono presenti anche funzionari ministeriali provenienti da diversi Paesi, con momenti di sensibilizzazione anche in lingua inglese. A Stintino, sulla spiaggia della Pelosa, si svolge un incontro con il pubblico prima della liberazione di Caterina, una tartaruga recuperata a metà marzo dai pescatori dopo una cattura accidentale in una rete da pesca. L’evento coinvolge il Parco Nazionale dell’Asinara con l’associazione CRAMA, il Centro di Recupero del Sinis dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, entrambi nodi della Rete Regionale per la conservazione della fauna marina, oltre a Corpo forestale, Capitaneria di Porto, Barracelli, Comune di Stintino, pescatori, operatori economici e bagnanti. A Lampedusa viene liberata Lina, una tartaruga marina “miracolata”, recuperata lo scorso ottobre grazie a un intervento particolarmente rischioso della Capitaneria di Porto, effettuato di notte e in condizioni meteomarine proibitive, con un subacqueo costretto a entrare in mare per liberare l’animale impigliato a una roccia sul fondale. L’esemplare, successivamente operato e amputato, è stato curato presso il Centro Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine di Cattolica Eraclea (Agrigento), gestito dall’Associazione Caretta caretta. Oggi, finalmente in buone condizioni, torna in mare grazie all’impegno dei volontari dell’Unità Soccorso di Lampedusa, accompagnata dalla vedetta della Capitaneria di Porto che contribuì al suo salvataggio. Il suo ritorno in mare conclude simbolicamente una giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine, promossa da Plastic Free e resa possibile dalla collaborazione di numerosi centri di recupero lungo le coste italiane.

Oggi l’Italia si unisce idealmente da nord a sud per restituire il mare ad alcune tartarughe marine salvate, curate e finalmente pronte a tornare nel loro habitat naturale. In occasione del World Sea Turtle Day, Plastic Free Onlus promuove l’Italian Turtle Day, un’iniziativa diffusa che coinvolge contemporaneamente sei località italiane: Genova, Viareggio, Pescara, Castro Marina, Stintino e Lampedusa. Si tratta di una giornata dal forte valore simbolico e ambientale che conferma l’impegno di Plastic Free Onlus non solo nella lotta all’inquinamento da plastica, ma anche nella tutela concreta della biodiversità marina. L’organizzazione, attiva dal 2019 su tutto il territorio nazionale, ha già contribuito al salvataggio di oltre 300 tartarughe marine e accompagnato alla nascita di quasi 11mila piccoli esemplari lungo le coste italiane, grazie alla collaborazione con centri di recupero, biologi, veterinari, volontari, istituzioni e realtà locali. Protagonisti dell’iniziativa sono alcuni esemplari di Caretta caretta, la specie di tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo e tra le più esposte alle conseguenze delle attività umane: ingestione di plastica, catture accidentali nelle reti da pesca, traumi causati da eliche, ami, lenze e rifiuti dispersi in mare. Ogni liberazione racconta una storia diversa di recupero e rinascita, ma tutte portano lo stesso messaggio: proteggere il mare significa proteggere la vita. Certo. Se la notizia esce il giorno stesso dell'iniziativa, conviene usare il presente e rendere il testo più "in corso", eliminando gli orari precisi. A Genova, il rilascio avviene al largo della città a bordo di un’imbarcazione messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto. Sul molo sottostante l’Acquario di Genova si tiene un momento divulgativo durante il quale biologi e veterinari raccontano al pubblico la storia di Lorena, l’esemplare che viene liberato, e l’attività del Centro di Recupero che da oltre trent’anni si occupa della cura delle tartarughe marine. Al termine dell’incontro, Lorena torna in mare. In Toscana, l’appuntamento è a Viareggio, in Piazza Palombari dell’Artiglio, dove si svolge un incontro di sensibilizzazione curato da Mare Vivo Toscana e dallo staff dell’Acquario di Livorno – Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine. Successivamente, al largo del Porto di Viareggio, viene liberata Dede, una Caretta caretta dotata di microchip e tag metallico, grazie alla collaborazione con il Comune di Viareggio, Ampana Livorno, Capitaneria di Porto di Viareggio, Direzione Marittima di Livorno, OTB e WWF Ronchi. A Pescara, il Centro Recupero Tartarughe Marine “L. Cagnolaro”, gestito dal Centro Studi Cetacei, organizza un momento divulgativo presso la banchina di attracco delle motovedette del porto turistico Marina di Pescara. Volontari, veterinari e biologi raccontano la storia di Lacey e l’attività di tutela della fauna marina protetta svolta da oltre quarant’anni. Il rilascio avviene a circa tre miglia nautiche dalla costa, con il supporto della Capitaneria di Porto, del pescaturismo “Nonno Remo” e di Assonautica Pescara-Chieti. A Castro Marina, in provincia di Lecce, vengono liberati quattro esemplari di Caretta caretta dalla parte esterna del porto turistico. L’iniziativa prevede un momento di sensibilizzazione rivolto al pubblico prima del ritorno in mare degli animali. L’evento coinvolge il Comune di Castro, Marevivo, l’Ufficio Locale Marittimo di Castro Marina, Plastic Free e CIHEAM Bari-Tricase. Proprio nella sede di Tricase del CIHEAM Bari è ospitata la settima edizione del corso avanzato internazionale di specializzazione “Sviluppo sostenibile delle comunità costiere”, organizzato con il supporto tecnico della FAO e della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per l’occasione sono presenti anche funzionari ministeriali provenienti da diversi Paesi, con momenti di sensibilizzazione anche in lingua inglese. A Stintino, sulla spiaggia della Pelosa, si svolge un incontro con il pubblico prima della liberazione di Caterina, una tartaruga recuperata a metà marzo dai pescatori dopo una cattura accidentale in una rete da pesca. L’evento coinvolge il Parco Nazionale dell’Asinara con l’associazione CRAMA, il Centro di Recupero del Sinis dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, entrambi nodi della Rete Regionale per la conservazione della fauna marina, oltre a Corpo forestale, Capitaneria di Porto, Barracelli, Comune di Stintino, pescatori, operatori economici e bagnanti. A Lampedusa viene liberata Lina, una tartaruga marina “miracolata”, recuperata lo scorso ottobre grazie a un intervento particolarmente rischioso della Capitaneria di Porto, effettuato di notte e in condizioni meteomarine proibitive, con un subacqueo costretto a entrare in mare per liberare l’animale impigliato a una roccia sul fondale. L’esemplare, successivamente operato e amputato, è stato curato presso il Centro Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine di Cattolica Eraclea (Agrigento), gestito dall’Associazione Caretta caretta. Oggi, finalmente in buone condizioni, torna in mare grazie all’impegno dei volontari dell’Unità Soccorso di Lampedusa, accompagnata dalla vedetta della Capitaneria di Porto che contribuì al suo salvataggio. Il suo ritorno in mare conclude simbolicamente una giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine, promossa da Plastic Free e resa possibile dalla collaborazione di numerosi centri di recupero lungo le coste italiane.

Dillo a Plaple

Difendere la foresta partendo dai suoi custodi


play

Il Brasile ha compiuto un importante passo nella protezione dell'ambiente. Il governo ha riconosciuto dieci nuovi territori indigeni.
Queste aree rappresentano una difesa concreta contro la deforestazione. Le popolazioni indigene custodiscono da secoli alcuni degli ecosistemi più preziosi del pianeta.
Le loro conoscenze tradizionali contribuiscono alla conservazione della biodiversità. Numerosi studi dimostrano che le foreste indigene subiscono meno distruzione rispetto ad altre zone.
La tutela dei territori significa anche proteggere fiumi e risorse naturali. L'Amazzonia svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del clima globale. Ogni ettaro salvaguardato contribuisce a contrastare il cambiamento climatico. Il riconoscimento dei diritti indigeni favorisce una gestione più sostenibile delle risorse. Le comunità locali diventano protagoniste della conservazione ambientale. Questa scelta rafforza la lotta contro attività illegali come il disboscamento abusivo. Proteggere le popolazioni indigene significa proteggere anche la natura. L'iniziativa è stata accolta positivamente da molte organizzazioni ambientaliste. Un esempio di come diritti umani e tutela ambientale possano procedere insieme.

Il Brasile ha compiuto un importante passo nella protezione dell'ambiente. Il governo ha riconosciuto dieci nuovi territori indigeni.
Queste aree rappresentano una difesa concreta contro la deforestazione. Le popolazioni indigene custodiscono da secoli alcuni degli ecosistemi più preziosi del pianeta.
Le loro conoscenze tradizionali contribuiscono alla conservazione della biodiversità. Numerosi studi dimostrano che le foreste indigene subiscono meno distruzione rispetto ad altre zone.
La tutela dei territori significa anche proteggere fiumi e risorse naturali. L'Amazzonia svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del clima globale. Ogni ettaro salvaguardato contribuisce a contrastare il cambiamento climatico. Il riconoscimento dei diritti indigeni favorisce una gestione più sostenibile delle risorse. Le comunità locali diventano protagoniste della conservazione ambientale. Questa scelta rafforza la lotta contro attività illegali come il disboscamento abusivo. Proteggere le popolazioni indigene significa proteggere anche la natura. L'iniziativa è stata accolta positivamente da molte organizzazioni ambientaliste. Un esempio di come diritti umani e tutela ambientale possano procedere insieme.

Dillo a Plaple

In Giappone la natura protegge i libri


play

Nel cuore della campagna giapponese esiste una biblioteca che sembra nascere direttamente dalla terra. Si chiama "Library in the Earth" ed è stata costruita sotto una collina verde nella prefettura di Chiba. A prima vista è quasi invisibile, perché la natura ne ricopre il tetto e ne protegge la struttura. L'edificio rappresenta un esempio concreto di architettura sostenibile e rispettosa dell'ambiente. Invece di imporsi sul paesaggio, la biblioteca si integra perfettamente con esso. L'erba e il terreno che la avvolgono contribuiscono all'isolamento naturale degli spazi interni. Questo permette di ridurre il consumo energetico e l'impatto ambientale dell'edificio. Al suo interno trovano posto circa 3.000 libri dedicati alla natura, alla scienza e alla vita agricola. La luce entra attraverso aperture studiate per valorizzare il rapporto tra lettura e ambiente. Ogni dettaglio invita i visitatori a rallentare e a riconnettersi con il mondo naturale. La biblioteca dimostra che innovazione e sostenibilità possono procedere insieme. È un luogo dove il sapere non è separato dalla terra, ma ne diventa parte integrante. La struttura celebra il valore della biodiversità e del rispetto per il territorio. In un'epoca segnata dalle sfide climatiche, offre un modello ispiratore per il futuro. Un esempio straordinario di come la cultura possa crescere in armonia con la natura.

Nel cuore della campagna giapponese esiste una biblioteca che sembra nascere direttamente dalla terra. Si chiama "Library in the Earth" ed è stata costruita sotto una collina verde nella prefettura di Chiba. A prima vista è quasi invisibile, perché la natura ne ricopre il tetto e ne protegge la struttura. L'edificio rappresenta un esempio concreto di architettura sostenibile e rispettosa dell'ambiente. Invece di imporsi sul paesaggio, la biblioteca si integra perfettamente con esso. L'erba e il terreno che la avvolgono contribuiscono all'isolamento naturale degli spazi interni. Questo permette di ridurre il consumo energetico e l'impatto ambientale dell'edificio. Al suo interno trovano posto circa 3.000 libri dedicati alla natura, alla scienza e alla vita agricola. La luce entra attraverso aperture studiate per valorizzare il rapporto tra lettura e ambiente. Ogni dettaglio invita i visitatori a rallentare e a riconnettersi con il mondo naturale. La biblioteca dimostra che innovazione e sostenibilità possono procedere insieme. È un luogo dove il sapere non è separato dalla terra, ma ne diventa parte integrante. La struttura celebra il valore della biodiversità e del rispetto per il territorio. In un'epoca segnata dalle sfide climatiche, offre un modello ispiratore per il futuro. Un esempio straordinario di come la cultura possa crescere in armonia con la natura.

Dillo a Plaple

L'invenzione di un padre per far camminare sua figlia


play

L'amore di un genitore può superare ostacoli apparentemente insormontabili. Un padre ha deciso di trovare una soluzione per aiutare la propria figlia paralizzata.
Non si è arreso davanti alle difficoltà. Ha studiato, sperimentato e progettato un sistema speciale di scarpe assistite. L'obiettivo era permettere alla bambina di vivere l'esperienza della camminata. Dopo numerosi tentativi è riuscito a realizzare il suo progetto. I primi passi sono stati un momento di grande emozione.
La bambina ha potuto osservare il mondo da una prospettiva nuova. L'iniziativa ha commosso migliaia di persone in tutto il mondo. La storia dimostra il valore della determinazione familiare. Spesso le innovazioni più significative nascono da bisogni concreti. L'inclusione passa anche attraverso soluzioni semplici ma efficaci. Ogni progresso rappresenta una conquista importante per l'autonomia delle persone. Il progetto ha acceso l'attenzione sul tema della disabilità. E ha ricordato che l'amore può essere una straordinaria forza creativa.

L'amore di un genitore può superare ostacoli apparentemente insormontabili. Un padre ha deciso di trovare una soluzione per aiutare la propria figlia paralizzata.
Non si è arreso davanti alle difficoltà. Ha studiato, sperimentato e progettato un sistema speciale di scarpe assistite. L'obiettivo era permettere alla bambina di vivere l'esperienza della camminata. Dopo numerosi tentativi è riuscito a realizzare il suo progetto. I primi passi sono stati un momento di grande emozione.
La bambina ha potuto osservare il mondo da una prospettiva nuova. L'iniziativa ha commosso migliaia di persone in tutto il mondo. La storia dimostra il valore della determinazione familiare. Spesso le innovazioni più significative nascono da bisogni concreti. L'inclusione passa anche attraverso soluzioni semplici ma efficaci. Ogni progresso rappresenta una conquista importante per l'autonomia delle persone. Il progetto ha acceso l'attenzione sul tema della disabilità. E ha ricordato che l'amore può essere una straordinaria forza creativa.

Dillo a Plaple

Quando la musica abbatte ogni barriera


play

La musica ha il potere di unire persone molto diverse tra loro. Durante il Resurrection Fest in Spagna si è verificato un episodio straordinario. Alex Dominguez, affetto da paralisi cerebrale, desiderava vivere il concerto nel modo più intenso possibile. I suoi amici hanno deciso di aiutarlo. Insieme al pubblico hanno sollevato la sua carrozzina sopra la folla.
Per alcuni minuti Alex è diventato parte integrante dello spettacolo. L'emozione si è diffusa tra migliaia di persone presenti.
Il gesto è stato accolto da applausi e sorrisi. Nessuno ha visto una disabilità. Tutti hanno visto una persona che stava vivendo un sogno. La solidarietà può manifestarsi anche nei contesti più inaspettati. Un concerto si è trasformato in una lezione di inclusione. La partecipazione collettiva ha reso possibile qualcosa di speciale. L'episodio è diventato un simbolo di amicizia e rispetto. Un ricordo che continuerà a emozionare chiunque ne ascolti la storia.

La musica ha il potere di unire persone molto diverse tra loro. Durante il Resurrection Fest in Spagna si è verificato un episodio straordinario. Alex Dominguez, affetto da paralisi cerebrale, desiderava vivere il concerto nel modo più intenso possibile. I suoi amici hanno deciso di aiutarlo. Insieme al pubblico hanno sollevato la sua carrozzina sopra la folla.
Per alcuni minuti Alex è diventato parte integrante dello spettacolo. L'emozione si è diffusa tra migliaia di persone presenti.
Il gesto è stato accolto da applausi e sorrisi. Nessuno ha visto una disabilità. Tutti hanno visto una persona che stava vivendo un sogno. La solidarietà può manifestarsi anche nei contesti più inaspettati. Un concerto si è trasformato in una lezione di inclusione. La partecipazione collettiva ha reso possibile qualcosa di speciale. L'episodio è diventato un simbolo di amicizia e rispetto. Un ricordo che continuerà a emozionare chiunque ne ascolti la storia.

Dillo a Plaple