I ragazzi che frequentano dell'Associazione Mosaico di Codroipo partecipano al laboratorio di riciclo della carta. Un esempio eccellente di sostenibilità e solidarietà.
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Dedicarsi agli altri, l'esperienza "Il Mosaico Onlus"
Il Centro Occupazionale Diurno “Il Mosaico” ha come finalità il benessere globale della persona disabile e il miglioramento della sua qualità di vita, raggiunti principalmente attraverso la relazione con gli educatori, i compagni, il mondo esterno. In particolare la Cooperativa ha il fine di rimuovere gli ostacoli di ordine soggettivo, economico e sociale che impediscono la piena realizzazione spirituale e materiale della persona e la sua compartecipazione alla crescita ed allo sviluppo della comunità d’appartenenza. Per le sue origini, il Mosaico persegue l’obiettivo di offrire occasioni concrete per vivere un’esperienza di condivisione, allo scopo di favorire un cambiamento culturale nei confronti della disabilità. Un mosaico non può essere completo senza ogni sua tessera. Una società non può essere completa senza la partecipazione di ogni suo individuo.
Il Centro Occupazionale Diurno “Il Mosaico” ha come finalità il benessere globale della persona disabile e il miglioramento della sua qualità di vita, raggiunti principalmente attraverso la relazione con gli educatori, i compagni, il mondo esterno. In particolare la Cooperativa ha il fine di rimuovere gli ostacoli di ordine soggettivo, economico e sociale che impediscono la piena realizzazione spirituale e materiale della persona e la sua compartecipazione alla crescita ed allo sviluppo della comunità d’appartenenza. Per le sue origini, il Mosaico persegue l’obiettivo di offrire occasioni concrete per vivere un’esperienza di condivisione, allo scopo di favorire un cambiamento culturale nei confronti della disabilità. Un mosaico non può essere completo senza ogni sua tessera. Una società non può essere completa senza la partecipazione di ogni suo individuo.
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Rivoluzione Naturale, sessant'anni di WWF al MAXXI
Fino all’8 novembre 2026, il Corner MAXXI di Roma ospita “Rivoluzione Naturale. Viaggio tra temi, media e linguaggi che hanno costruito la coscienza ambientale in Italia”, la mostra con cui il WWF Italia ripercorre 60 anni di campagne, battaglie, intuizioni ed innovazione che hanno contribuito alla costruzione nel nostro Paese di una cultura della natura fondata su conoscenza, rispetto e responsabilità. La mostra racconta come, nel corso di sei decenni, il WWF abbia contribuito a cambiare il modo in cui l’Italia guarda alla natura, trasformando l’ecologia da interesse di pochi a patrimonio collettivo e sviluppando un nuovo linguaggio capace di coinvolgere cittadini, istituzioni, imprese e mondo della cultura.
Fino all’8 novembre 2026, il Corner MAXXI di Roma ospita “Rivoluzione Naturale. Viaggio tra temi, media e linguaggi che hanno costruito la coscienza ambientale in Italia”, la mostra con cui il WWF Italia ripercorre 60 anni di campagne, battaglie, intuizioni ed innovazione che hanno contribuito alla costruzione nel nostro Paese di una cultura della natura fondata su conoscenza, rispetto e responsabilità. La mostra racconta come, nel corso di sei decenni, il WWF abbia contribuito a cambiare il modo in cui l’Italia guarda alla natura, trasformando l’ecologia da interesse di pochi a patrimonio collettivo e sviluppando un nuovo linguaggio capace di coinvolgere cittadini, istituzioni, imprese e mondo della cultura.
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“Il libro di tutti” - II progetto di Ilenia che unisce storie e persone
Un libro che viaggia di mano in mano per offrire ascolto e far sentire le persone meno sole. È l’idea di Ilenia, ideatrice de «Il libro che non vuole stare da solo», un progetto che affida alla scrittura il compito di creare legami tra sconosciuti. L’iniziativa nasce da un’esperienza personale: la solitudine vissuta anche dopo il trasferimento in Germania e il ricordo della madre, scomparsa quando Ilenia aveva otto anni. Da qui il desiderio di creare qualcosa che non restasse fermo su uno scaffale, ma potesse raggiungere e aiutare gli altri. Il libro passa tra i viaggiatori su un treno. Contiene dodici domande che invitano a fermarsi, prendere una penna e raccontare ciò che si prova. Le pagine vuote diventano così uno spazio condiviso, nel quale lasciare emozioni e pensieri. Ogni contributo trasforma il volume in un’opera collettiva, aperta alle storie delle persone che incontra. Un QR code rimanda al sito del progetto, dove una mappa, aggiornata personalmente da Ilenia attraverso le segnalazioni ricevute, permette di seguirne il percorso. Il digitale accompagna così un invito a riscoprire la scrittura a mano e a dedicare tempo alle proprie emozioni. Tra i riscontri più preziosi, il ringraziamento di una persona che, grazie al progetto, ha ricominciato a scrivere. Un piccolo gesto che racchiude il senso dell’iniziativa: dare fiducia agli altri e costruire occasioni di condivisione. Per Ilenia, affrontare la solitudine richiede coraggio, sostegno umano e spazio per esprimere i propri sentimenti.
Un libro che viaggia di mano in mano per offrire ascolto e far sentire le persone meno sole. È l’idea di Ilenia, ideatrice de «Il libro che non vuole stare da solo», un progetto che affida alla scrittura il compito di creare legami tra sconosciuti. L’iniziativa nasce da un’esperienza personale: la solitudine vissuta anche dopo il trasferimento in Germania e il ricordo della madre, scomparsa quando Ilenia aveva otto anni. Da qui il desiderio di creare qualcosa che non restasse fermo su uno scaffale, ma potesse raggiungere e aiutare gli altri. Il libro passa tra i viaggiatori su un treno. Contiene dodici domande che invitano a fermarsi, prendere una penna e raccontare ciò che si prova. Le pagine vuote diventano così uno spazio condiviso, nel quale lasciare emozioni e pensieri. Ogni contributo trasforma il volume in un’opera collettiva, aperta alle storie delle persone che incontra. Un QR code rimanda al sito del progetto, dove una mappa, aggiornata personalmente da Ilenia attraverso le segnalazioni ricevute, permette di seguirne il percorso. Il digitale accompagna così un invito a riscoprire la scrittura a mano e a dedicare tempo alle proprie emozioni. Tra i riscontri più preziosi, il ringraziamento di una persona che, grazie al progetto, ha ricominciato a scrivere. Un piccolo gesto che racchiude il senso dell’iniziativa: dare fiducia agli altri e costruire occasioni di condivisione. Per Ilenia, affrontare la solitudine richiede coraggio, sostegno umano e spazio per esprimere i propri sentimenti.
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L’acqua diventa arte – Water Flow unisce creatività e scienza per l’ambiente
L’acqua sostiene la vita, modella i paesaggi e lega il futuro delle comunità a quello degli ecosistemi. Alla necessità di proteggerla è dedicata “Water Flow. Acqua, arte, scienza, umanità”, la mostra prodotta da Mart e MUSE a Palazzo delle Albere, a Trento, dal 10 ottobre 2026 al 6 giugno 2027. Fotografie, video, dipinti e installazioni intrecciano linguaggi artistici e ricerca scientifica per ripensare il rapporto con questa risorsa. Il percorso affronta inquinamento, siccità e desertificazione, invitando a riflettere sulle conseguenze delle attività umane e sulla responsabilità condivisa nella tutela dell’ambiente. Le immagini aeree di J Henry Fair rivelano i danni delle attività industriali, mentre Mandy Barker richiama l’attenzione sui materiali sintetici e sulle microfibre negli oceani. Con “The Raft”, Bill Viola racconta la vulnerabilità umana davanti alla forza dell’acqua. Dieci progetti del programma europeo S+T+ARTS AQUA MOTION arricchiscono il percorso. Dal confronto tra artisti e ricercatori nascono esperienze visive e sonore che avvicinano il pubblico alla salute dei fiumi, alla biodiversità e agli effetti della crisi climatica. Le opere sviluppate nelle residenze al MUSE riscoprono il legame con l’Adige e le tracce dell’acqua nei paesaggi alpini. Chiude la mostra “All Is Water” dei SUPERFLEX, che invita a osservare il mondo dal punto di vista dei pesci. Un cambio di prospettiva per riconoscere l’acqua come bene condiviso e costruire un rapporto più consapevole con gli ecosistemi e le altre specie.
L’acqua sostiene la vita, modella i paesaggi e lega il futuro delle comunità a quello degli ecosistemi. Alla necessità di proteggerla è dedicata “Water Flow. Acqua, arte, scienza, umanità”, la mostra prodotta da Mart e MUSE a Palazzo delle Albere, a Trento, dal 10 ottobre 2026 al 6 giugno 2027. Fotografie, video, dipinti e installazioni intrecciano linguaggi artistici e ricerca scientifica per ripensare il rapporto con questa risorsa. Il percorso affronta inquinamento, siccità e desertificazione, invitando a riflettere sulle conseguenze delle attività umane e sulla responsabilità condivisa nella tutela dell’ambiente. Le immagini aeree di J Henry Fair rivelano i danni delle attività industriali, mentre Mandy Barker richiama l’attenzione sui materiali sintetici e sulle microfibre negli oceani. Con “The Raft”, Bill Viola racconta la vulnerabilità umana davanti alla forza dell’acqua. Dieci progetti del programma europeo S+T+ARTS AQUA MOTION arricchiscono il percorso. Dal confronto tra artisti e ricercatori nascono esperienze visive e sonore che avvicinano il pubblico alla salute dei fiumi, alla biodiversità e agli effetti della crisi climatica. Le opere sviluppate nelle residenze al MUSE riscoprono il legame con l’Adige e le tracce dell’acqua nei paesaggi alpini. Chiude la mostra “All Is Water” dei SUPERFLEX, che invita a osservare il mondo dal punto di vista dei pesci. Un cambio di prospettiva per riconoscere l’acqua come bene condiviso e costruire un rapporto più consapevole con gli ecosistemi e le altre specie.
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Una risata che include - Paolo Ruffini porta in scena il valore dell’incontro
Avvicinare le persone attraverso una risata e accompagnarle dentro temi complessi: l’impegno di Paolo Ruffini passa da un’idea di spettacolo capace di creare ascolto e partecipazione. Cinema e teatro diventano occasioni per incontrare realtà spesso poco conosciute, superare i pregiudizi e riconoscere il valore di ogni persona. Un percorso che nasce dalla curiosità e si costruisce attraverso l’incontro diretto, come nel documentario “Perdutamente”, dedicato all’Alzheimer e ai legami affettivi che resistono alla malattia. L’ironia apre uno spazio in cui avvicinarsi alle fragilità, alle differenze e alle esperienze degli altri. La risata si intreccia così con l’emozione, favorendo un dialogo che coinvolge anche generazioni diverse. Al centro resta la volontà di dare spazio alle persone e alle loro storie: un impegno per un’inclusione che prende forma nell’ascolto, nella condivisione e nella capacità di riconoscersi nell’altro.
Avvicinare le persone attraverso una risata e accompagnarle dentro temi complessi: l’impegno di Paolo Ruffini passa da un’idea di spettacolo capace di creare ascolto e partecipazione. Cinema e teatro diventano occasioni per incontrare realtà spesso poco conosciute, superare i pregiudizi e riconoscere il valore di ogni persona. Un percorso che nasce dalla curiosità e si costruisce attraverso l’incontro diretto, come nel documentario “Perdutamente”, dedicato all’Alzheimer e ai legami affettivi che resistono alla malattia. L’ironia apre uno spazio in cui avvicinarsi alle fragilità, alle differenze e alle esperienze degli altri. La risata si intreccia così con l’emozione, favorendo un dialogo che coinvolge anche generazioni diverse. Al centro resta la volontà di dare spazio alle persone e alle loro storie: un impegno per un’inclusione che prende forma nell’ascolto, nella condivisione e nella capacità di riconoscersi nell’altro.
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Uomo e Natura, l'unione ribadita anche dalla Chiesa
Il 2 settembre 2026 la Commissione Teologica Internazionale, con l'autorizzazione di Leone XIV, ha proposto di parlare di peccato contro il Creato e contro il Creatore. È una buona notizia: la cura della Terra diventa parte concreta della vita di fede. In che cosa consiste? Nell'usare i beni della natura oltre la necessità e la moderazione: lo spreco, il consumo senza misura, lo sfruttamento che inquina l'aria e l'acqua, le scelte che scaricano i danni sui più poveri e sulle generazioni future. Il documento lo riassume così: ogni acquisto è un atto morale. Come capire se si pecca? Valgono i criteri di sempre: consapevolezza e libertà. Chi sa e può scegliere, ne risponde. Alcune domande aiutano l'esame di coscienza: - Ho sprecato cibo, acqua o energia potendo evitarlo? - Ho comprato più del necessario, solo per possedere? - Le mie scelte, in casa o al lavoro, hanno danneggiato qualcuno che non vedo? La responsabilità cresce con il potere: più alta per chi governa, produce o vive nei Paesi ricchi. E qui sta la rinascita. Ciò che si riconosce si può confessare e cambiare. Un pasto non buttato, un viaggio in meno, un acquisto più sobrio diventano gesti di conversione: liberano l'anima dall'ansia di possedere e restituiscono alla Terra un po' del respiro che le abbiamo tolto.
Il 2 settembre 2026 la Commissione Teologica Internazionale, con l'autorizzazione di Leone XIV, ha proposto di parlare di peccato contro il Creato e contro il Creatore. È una buona notizia: la cura della Terra diventa parte concreta della vita di fede. In che cosa consiste? Nell'usare i beni della natura oltre la necessità e la moderazione: lo spreco, il consumo senza misura, lo sfruttamento che inquina l'aria e l'acqua, le scelte che scaricano i danni sui più poveri e sulle generazioni future. Il documento lo riassume così: ogni acquisto è un atto morale. Come capire se si pecca? Valgono i criteri di sempre: consapevolezza e libertà. Chi sa e può scegliere, ne risponde. Alcune domande aiutano l'esame di coscienza: - Ho sprecato cibo, acqua o energia potendo evitarlo? - Ho comprato più del necessario, solo per possedere? - Le mie scelte, in casa o al lavoro, hanno danneggiato qualcuno che non vedo? La responsabilità cresce con il potere: più alta per chi governa, produce o vive nei Paesi ricchi. E qui sta la rinascita. Ciò che si riconosce si può confessare e cambiare. Un pasto non buttato, un viaggio in meno, un acquisto più sobrio diventano gesti di conversione: liberano l'anima dall'ansia di possedere e restituiscono alla Terra un po' del respiro che le abbiamo tolto.
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Flo, la moda che include - Bellezza e lavoro trasformano la fragilità in opportunità
La moda incontra il sociale attraverso l’esperienza della Cooperativa Flo Concept, nata nel 2010 con l’obiettivo di offrire percorsi formativi e opportunità di inserimento lavorativo a persone in condizioni di fragilità. La cooperativa opera in un settore tradizionalmente distante dal mondo del sociale, trasformando la produzione artigianale in uno strumento di inclusione, crescita e autonomia. Nel corso degli anni Flo ha accolto persone con esperienze e fragilità differenti, accompagnandole nell’acquisizione di competenze non soltanto tecniche, ma anche personali e relazionali. Tra le storie più significative c’è quella di una persona che, grazie al percorso svolto all’interno della cooperativa, è riuscita successivamente a trovare un impiego al di fuori dell’ambiente protetto, costruendo un cammino professionale stabile e di realizzazione personale. Attualmente Flow accoglie tra le dodici e le quindici persone. L’obiettivo per il futuro non è semplicemente crescere nelle dimensioni, ma sviluppare nuove opportunità e coinvolgere un numero ancora maggiore di lavoratori. A guidare ogni attività sono tre parole: bellezza, inclusione e ascolto. La bellezza di prodotti curati dal punto di vista stilistico e manifatturiero; l’inclusione come vocazione; l’ascolto come elemento indispensabile per accompagnare ogni persona nel proprio percorso lavorativo.
La moda incontra il sociale attraverso l’esperienza della Cooperativa Flo Concept, nata nel 2010 con l’obiettivo di offrire percorsi formativi e opportunità di inserimento lavorativo a persone in condizioni di fragilità. La cooperativa opera in un settore tradizionalmente distante dal mondo del sociale, trasformando la produzione artigianale in uno strumento di inclusione, crescita e autonomia. Nel corso degli anni Flo ha accolto persone con esperienze e fragilità differenti, accompagnandole nell’acquisizione di competenze non soltanto tecniche, ma anche personali e relazionali. Tra le storie più significative c’è quella di una persona che, grazie al percorso svolto all’interno della cooperativa, è riuscita successivamente a trovare un impiego al di fuori dell’ambiente protetto, costruendo un cammino professionale stabile e di realizzazione personale. Attualmente Flow accoglie tra le dodici e le quindici persone. L’obiettivo per il futuro non è semplicemente crescere nelle dimensioni, ma sviluppare nuove opportunità e coinvolgere un numero ancora maggiore di lavoratori. A guidare ogni attività sono tre parole: bellezza, inclusione e ascolto. La bellezza di prodotti curati dal punto di vista stilistico e manifatturiero; l’inclusione come vocazione; l’ascolto come elemento indispensabile per accompagnare ogni persona nel proprio percorso lavorativo.
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Io corro per... 24° edizione di Corri la Vita
La fine di settembre sta giungendo e con essa l'imperdibile appuntamento della città di Firenze: Corri la Vita. L'appuntamento benefico-sportivo-culturale che ogni anno riunisce tutta la città con l'obiettivo di combattere il tumore al seno. Ogni anno i partecipanti aumentano e così anche i progetti portati avanti dall'organizzazione, che quest'anno ha visto il bando ampliarsi alla nazione intera. Tante persone, tanti progetti, un solo cuore.
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BeeSafe: l’impatto delle microplastiche su api e impollinatori
Le microplastiche non si trovano solo nei mari: sono presenti anche nei suoli, nei fiori e persino negli insetti impollinatori. BeeSafe, il progetto coordinato da Ilaria Colzi dell’Università di Firenze e finanziato dalla National Geographic Society, studia come queste particelle possano alterare il rapporto tra piante e api, modificando colori, profumi e qualità del nettare. Un’indagine che ci aiuta a capire come l’inquinamento invisibile possa influenzare la biodiversità e il futuro dell’impollinazione.
Le microplastiche non si trovano solo nei mari: sono presenti anche nei suoli, nei fiori e persino negli insetti impollinatori. BeeSafe, il progetto coordinato da Ilaria Colzi dell’Università di Firenze e finanziato dalla National Geographic Society, studia come queste particelle possano alterare il rapporto tra piante e api, modificando colori, profumi e qualità del nettare. Un’indagine che ci aiuta a capire come l’inquinamento invisibile possa influenzare la biodiversità e il futuro dell’impollinazione.
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Microplastiche: un rischio invisibile
Sono minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai si trovano ovunque. Le microplastiche contaminano mari, fiumi, suoli agricoli e persino l’aria che respiriamo. Derivano dalla degradazione degli oggetti in plastica e dall’uso quotidiano di numerosi prodotti. Una volta disperse nell’ambiente, possono essere ingerite da animali e insetti, entrando nelle catene alimentari e alterando gli equilibri degli ecosistemi. La loro diffusione rappresenta una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Comprendere dove si accumulano, come si muovono e quali effetti producono è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastica.
Sono minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai si trovano ovunque. Le microplastiche contaminano mari, fiumi, suoli agricoli e persino l’aria che respiriamo. Derivano dalla degradazione degli oggetti in plastica e dall’uso quotidiano di numerosi prodotti. Una volta disperse nell’ambiente, possono essere ingerite da animali e insetti, entrando nelle catene alimentari e alterando gli equilibri degli ecosistemi. La loro diffusione rappresenta una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Comprendere dove si accumulano, come si muovono e quali effetti producono è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastica.
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“Camminare insieme” – Parte il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026
Parte ufficialmente il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla solidarietà, alla prevenzione, all'inclusione e allo sport. L'evento tornerà a colorare le strade di Firenze domenica 27 settembre 2026, riunendo migliaia di persone accomunate da un unico obiettivo: sostenere la lotta contro il tumore al seno e promuovere la cultura della prevenzione. Corri La Vita è molto più di una manifestazione sportiva: è un grande momento di partecipazione collettiva, capace di unire cittadini, volontari, associazioni, istituzioni e sostenitori in una giornata all'insegna della condivisione e della solidarietà. Ogni passo compiuto rappresenta un gesto concreto a favore dei progetti che ogni anno vengono sostenuti grazie alla raccolta fondi dell'evento. Ogni sorriso, ogni incontro, ogni presenza racconta una storia di impegno, speranza e vicinanza. Perché la forza di Corri La Vita è proprio questa: trasformare un semplice percorso in un messaggio di consapevolezza e in un aiuto concreto per chi affronta il tumore al seno.
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