Wings for Life World Run porta in Italia l'evento di corsa benefica
Wings for Life sostiene la ricerca all'avanguardia in tutto il mondo per trovare una cura per le lesioni del midollo spinale. Una corsa unica nel suo genere per tutti, sia runner che partecipanti in carrozzina. Invece del traguardo, tutti i partecipanti correranno insieme per tenere testa alla Catcher Car virtuale. Ora per l'undicesimo anno, il 4 maggio 2025 i partecipanti della Wings for Life World Run a Italia potranno correre insieme a Aosta. La nuova edizione è stata possibile grazie all’iniziativa di Samuele Buffa e Leonardo Lotto. Quest’ultimo è un giovane valdostano rimasto paralizzato in seguito a un incidente in Australia nel 2023 e oggi è impegnato attivamente nella sensibilizzazione sul tema delle lesioni al midollo spinale.
Rubrica: Dillo a Plaple
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Difendersi dal sole... naturalmente!
Le creme solari sono indispensabili, ma ammettiamolo: sono anche un impiccio per tutti. Bisogna applicarle con attenzione su tutto il corpo, senza dimenticare nemmeno un piccolo punto per evitare scottature, riapplicarle ogni due ore e dopo ogni bagno, facendo anche i conti con la sabbia che si attacca alla pelle. E, come se non bastasse, scegliere quella giusta non è sempre semplice. Non tutte le protezioni solari sono uguali. Alcune contengono ingredienti che, una volta dispersi in mare, possono avere un impatto negativo sugli ecosistemi marini. Per questo è importante scegliere con consapevolezza ciò che applichiamo sulla nostra pelle. Molte creme solari utilizzano filtri di tipo chimico, efficaci nel proteggerci dai raggi ultravioletti, ma alcuni di questi ingredienti possono causare danni all'ambiente marino. Le creme solari con filtri fisici (o minerali) rappresentano una scelta più rispettosa dell'ambiente marino. Grazie alla loro formulazione, contribuiscono a preservare l'equilibrio degli ecosistemi acquatici e a proteggere la biodiversità. 1. Aiutano a salvaguardare le barriere coralline, senza favorire fenomeni di sbiancamento (coral bleaching), essenziali per la vita di migliaia di specie marine. 2. Rispettano l'equilibrio biologico degli organismi marini, evitando sostanze che possono interferire con i delicati sistemi endocrini e riproduttivi. 3. Proteggono la fauna acquatica, contribuendo a ridurre l'esposizione di coralli, pesci e altri organismi a ingredienti potenzialmente dannosi. 4. Favoriscono il mantenimento della fotosintesi marina, preservando la trasparenza dell'acqua e consentendo alla luce di raggiungere gli organismi fotosintetici, fondamentali per la salute e l'equilibrio degli ecosistemi. Scegliere una crema solare con filtri fisici significa proteggere la propria pelle prendendosi cura anche del mare e delle sue straordinarie forme di vita.
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Quando il pranzo a scuola diventa un diritto da proteggere
Negli Stati Uniti il problema del “school lunch debt”, cioè il debito accumulato dalle famiglie per i pasti scolastici, è una realtà diffusa e spesso invisibile. Molti distretti scolastici tengono registri dei debiti e in alcuni casi le famiglie possono subire restrizioni nell’accesso ai pasti. Per questo motivo sono nate numerose iniziative di solidarietà che mirano a cancellare questi debiti. Fondazioni, donatori privati e talvolta anche celebrità hanno contribuito a pagare arretrati nelle scuole locali. L’obiettivo è garantire che nessun bambino venga escluso dal pasto per motivi economici. Alcuni stati americani hanno iniziato a introdurre programmi di “free school meals” per ridurre il problema alla radice. Le campagne di sensibilizzazione hanno portato l’attenzione sul tema della povertà infantile. Anche se non sempre legate a singoli nomi famosi, queste iniziative hanno un impatto concreto sulle comunità. Il gesto della cancellazione dei debiti ha anche un forte valore simbolico. Aiuta a ridurre lo stigma sociale legato alle difficoltà economiche. Le scuole diventano così luoghi più equi e inclusivi. Il dibattito politico negli USA è ancora aperto su come finanziare questi programmi. Tuttavia, il movimento per garantire pasti gratuiti è in crescita. L’accesso al cibo viene sempre più considerato parte del diritto all’istruzione. È un esempio di solidarietà sistemica più che individuale.
Negli Stati Uniti il problema del “school lunch debt”, cioè il debito accumulato dalle famiglie per i pasti scolastici, è una realtà diffusa e spesso invisibile. Molti distretti scolastici tengono registri dei debiti e in alcuni casi le famiglie possono subire restrizioni nell’accesso ai pasti. Per questo motivo sono nate numerose iniziative di solidarietà che mirano a cancellare questi debiti. Fondazioni, donatori privati e talvolta anche celebrità hanno contribuito a pagare arretrati nelle scuole locali. L’obiettivo è garantire che nessun bambino venga escluso dal pasto per motivi economici. Alcuni stati americani hanno iniziato a introdurre programmi di “free school meals” per ridurre il problema alla radice. Le campagne di sensibilizzazione hanno portato l’attenzione sul tema della povertà infantile. Anche se non sempre legate a singoli nomi famosi, queste iniziative hanno un impatto concreto sulle comunità. Il gesto della cancellazione dei debiti ha anche un forte valore simbolico. Aiuta a ridurre lo stigma sociale legato alle difficoltà economiche. Le scuole diventano così luoghi più equi e inclusivi. Il dibattito politico negli USA è ancora aperto su come finanziare questi programmi. Tuttavia, il movimento per garantire pasti gratuiti è in crescita. L’accesso al cibo viene sempre più considerato parte del diritto all’istruzione. È un esempio di solidarietà sistemica più che individuale.
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Piantare alberi dal cielo, la tecnologia che aiuta le foreste
La startup Flash Forest sta sviluppando un sistema innovativo per la riforestazione basato sull’uso di droni e intelligenza artificiale. L’obiettivo è accelerare il ripristino delle foreste in aree danneggiate da incendi o deforestazione. I droni rilasciano capsule contenenti semi e nutrienti, posizionandoli in modo strategico sul territorio. L’AI aiuta a selezionare le specie più adatte in base alle condizioni del suolo. Questo approccio permette di intervenire rapidamente su grandi superfici. Non si tratta di sostituire il lavoro umano, ma di integrarlo in contesti difficili da raggiungere. La riforestazione è una delle strategie più importanti per contrastare il cambiamento climatico. La tecnologia consente di rendere più efficaci gli interventi ambientali. Il progetto è stato testato in diverse aree del Canada. L’efficienza dichiarata varia in base alle condizioni operative. L’innovazione sta nel combinare biologia e sistemi digitali. Le foreste così ripristinate contribuiscono alla riduzione della CO₂. Il modello è ancora in fase di sviluppo ma promettente. L’uso dei droni apre nuove possibilità nella gestione ambientale. È un esempio di come la tecnologia possa supportare la natura.
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Ridurre lo spreco, aumentare il valore del cibo
La catena Makro opera in diversi paesi e partecipa a iniziative per la riduzione dello spreco alimentare, un tema centrale nella sostenibilità globale. Nei supermercati moderni vengono adottati sistemi di etichettatura che indicano freschezza e maturazione dei prodotti. Questo consente una gestione più efficiente delle scadenze e una riduzione significativa del cibo buttato. Le strategie includono anche sconti dinamici e ottimizzazione delle scorte. Il food waste rappresenta uno dei principali problemi ambientali a livello mondiale. Ridurlo significa anche diminuire le emissioni legate alla produzione e al trasporto degli alimenti. In America Latina, queste pratiche stanno diventando sempre più diffuse. La tecnologia gioca un ruolo importante nella gestione intelligente dei prodotti. Tuttavia, alcune cifre diffuse online potrebbero essere semplificate o riferite a singole realtà locali. Il principio generale resta comunque valido e applicato. Le aziende stanno cercando di rendere la distribuzione alimentare più sostenibile. Anche i consumatori hanno un ruolo fondamentale in questo cambiamento. Le etichette aiutano a prendere decisioni più consapevoli. La lotta allo spreco alimentare è oggi una priorità globale. È un esempio concreto di economia circolare applicata alla vita quotidiana.
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Quando i giocattoli diventano specchio della società
Negli ultimi anni molte aziende di giocattoli hanno introdotto bambole con caratteristiche fisiche diverse per promuovere inclusione e rappresentazione. Questo movimento non nasce da un singolo inventore, ma da una tendenza globale verso una maggiore diversità nei prodotti per bambini. Brand internazionali hanno creato bambole con differenti tonalità di pelle, disabilità, e condizioni come la vitiligine. L’obiettivo è permettere ai bambini di riconoscersi nei giochi e sviluppare un’immagine positiva di sé. La vitiligine, in particolare, è diventata simbolo di campagne contro lo stigma estetico. Anche organizzazioni e associazioni mediche sostengono iniziative di sensibilizzazione su questa condizione. Il gioco viene così utilizzato come strumento educativo e sociale. In molti casi, queste linee di prodotti sono nate dopo richieste delle famiglie e delle comunità. La rappresentazione inclusiva aiuta a ridurre pregiudizi fin dall’infanzia. Non si tratta solo di estetica, ma di cultura e accettazione. Le scuole e i contesti educativi stanno integrando questi temi nelle attività formative. Il mercato dei giocattoli sta quindi evolvendo verso una maggiore responsabilità sociale. L’inclusione diventa parte del linguaggio quotidiano dei bambini. È un cambiamento graduale ma significativo. Il valore educativo di questi prodotti è ormai riconosciuto a livello internazionale.
Negli ultimi anni molte aziende di giocattoli hanno introdotto bambole con caratteristiche fisiche diverse per promuovere inclusione e rappresentazione. Questo movimento non nasce da un singolo inventore, ma da una tendenza globale verso una maggiore diversità nei prodotti per bambini. Brand internazionali hanno creato bambole con differenti tonalità di pelle, disabilità, e condizioni come la vitiligine. L’obiettivo è permettere ai bambini di riconoscersi nei giochi e sviluppare un’immagine positiva di sé. La vitiligine, in particolare, è diventata simbolo di campagne contro lo stigma estetico. Anche organizzazioni e associazioni mediche sostengono iniziative di sensibilizzazione su questa condizione. Il gioco viene così utilizzato come strumento educativo e sociale. In molti casi, queste linee di prodotti sono nate dopo richieste delle famiglie e delle comunità. La rappresentazione inclusiva aiuta a ridurre pregiudizi fin dall’infanzia. Non si tratta solo di estetica, ma di cultura e accettazione. Le scuole e i contesti educativi stanno integrando questi temi nelle attività formative. Il mercato dei giocattoli sta quindi evolvendo verso una maggiore responsabilità sociale. L’inclusione diventa parte del linguaggio quotidiano dei bambini. È un cambiamento graduale ma significativo. Il valore educativo di questi prodotti è ormai riconosciuto a livello internazionale.
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Un campus che accoglie: quando l’università diventa spazio di inclusione
La collaborazione tra Università IULM e PizzAut rappresenta un esempio significativo di innovazione sociale in Italia. L’idea di inserire un punto PizzAut all’interno di un campus universitario va oltre il semplice servizio di ristorazione, trasformandosi in un progetto educativo e culturale. PizzAut è noto per il suo modello di lavoro inclusivo che coinvolge persone autistiche, offrendo opportunità professionali concrete. Portare questo modello in un’università significa avvicinare studenti e comunità a una nuova visione del lavoro e della diversità. L’iniziativa contribuisce a ridurre lo stigma legato all’autismo, promuovendo una maggiore consapevolezza sociale. Allo stesso tempo crea un ambiente in cui inclusione e formazione si intrecciano. Gli studenti hanno l’opportunità di vivere quotidianamente un esempio di impresa sociale. L’università diventa così un laboratorio di integrazione reale. Il progetto dimostra come l’educazione possa andare oltre la teoria. L’impatto è anche culturale, perché cambia la percezione della disabilità. L’esperienza lavorativa diventa strumento di autonomia e dignità. Il modello PizzAut è già stato riconosciuto a livello nazionale per il suo valore innovativo. L’iniziativa nel campus rafforza ulteriormente questo percorso. È un esempio concreto di come l’inclusione possa diventare pratica quotidiana.
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In Italia il primo impianto europeo per recuperare le terre rare dai rifiuti elettronici
In Italia è stato approvato lo sviluppo del primo impianto europeo dedicato al recupero delle terre rare dai rifiuti elettronici. La struttura sorgerà a Ceccano, in provincia di Frosinone, e sarà focalizzata sul trattamento di componenti tecnologici dismessi. Al centro del progetto ci sono i magneti permanenti contenuti in hard disk, motori elettrici e apparecchiature industriali. Questi elementi contengono terre rare fondamentali come neodimio, disprosio e praseodimio. Il progetto nasce dalla necessità di ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime critiche. L’obiettivo è trasformare i rifiuti elettronici in una risorsa utile per l’industria. Il processo prevede la separazione dei magneti dai dispositivi e il loro successivo trattamento chimico. Attraverso tecniche avanzate sarà possibile estrarre i materiali strategici contenuti nei componenti. Le terre rare recuperate potranno essere reimmesse nei cicli produttivi europei. L’impianto rappresenta un esempio concreto di economia circolare applicata all’elettronica. La struttura è pensata per trattare grandi volumi di rifiuti tecnologici ogni anno. Il progetto coinvolge competenze industriali e scientifiche specializzate nei materiali avanzati. Si inserisce nelle strategie europee per la transizione energetica e digitale. Ridurre gli sprechi e recuperare risorse diventa un obiettivo centrale del nuovo modello produttivo. L’impianto, così, segna un passo importante verso un’industria più sostenibile e autonoma.
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Plas-Stick, l’invenzione dei tre studenti che aggancia le microplastiche nell’acqua
Tre studenti hanno sviluppato un sistema innovativo per affrontare il problema delle microplastiche nell’acqua. Il progetto, noto come “Plas-Stick”, nasce dall’uso di una polvere ricavata dai semi di tamarindo, materiale naturale e biodegradabile.nQuesta sostanza ha la capacità di legarsi alle particelle di microplastica presenti nei liquidi. Una volta aggregati, i frammenti diventano più grandi e quindi più facili da separare dall’acqua. Il processo si basa su un principio simile alla coagulazione già usata in alcuni trattamenti idrici. Il vantaggio principale è la semplicità del metodo e il basso costo di applicazione. Il sistema non richiede elettricità né infrastrutture complesse per funzionare. Secondo quanto riportato dalle testate, l’invenzione è stata sviluppata da giovani studenti in India. L’obiettivo è offrire una soluzione accessibile anche in contesti con risorse limitate. Il progetto ha ottenuto riconoscimenti in ambito internazionale per il suo potenziale ambientale. In particolare è stato valorizzato in contesti dedicati all’innovazione giovanile e alla sostenibilità. La tecnologia non elimina le microplastiche, ma ne facilita la rimozione dall’acqua. Gli sviluppatori stanno lavorando a possibili applicazioni su scala più ampia. Plas-Stick rappresenta un esempio di come idee semplici possano contribuire a problemi ambientali globali.
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Quando la prevenzione passa dal sole
La collaborazione tra Nivea Sun e Fondazione AIRC si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione sui tumori della pelle, in particolare il melanoma. L’obiettivo principale della campagna è educare le persone a una corretta esposizione solare fin dall’infanzia, promuovendo l’uso quotidiano della protezione UV. L’iniziativa si basa sull’idea che la prevenzione sia lo strumento più efficace per ridurre l’incidenza delle patologie cutanee. Attraverso attività informative e progetti sul territorio, il messaggio viene diffuso soprattutto tra giovani e famiglie. Le spiagge, le scuole e gli eventi pubblici diventano luoghi centrali della comunicazione. Il linguaggio utilizzato è semplice e immediato, proprio per raggiungere un pubblico ampio. La collaborazione tra un brand cosmetico e una fondazione scientifica permette di unire divulgazione e ricerca. Il tema della protezione solare è sempre più rilevante a causa dell’aumento dell’esposizione ai raggi UV. L’iniziativa si inserisce anche in un contesto europeo di prevenzione sanitaria. L’idea centrale è rendere la protezione della pelle un’abitudine quotidiana. Non si tratta solo di estetica, ma di salute pubblica. La campagna mira a ridurre comportamenti rischiosi come l’esposizione prolungata senza protezione. La comunicazione insiste sul concetto di responsabilità personale. Nel complesso, si tratta di un esempio concreto di collaborazione tra settore privato e ricerca scientifica per il benessere collettivo.
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Italian Turtle Day
Oggi l’Italia si unisce idealmente da nord a sud per restituire il mare ad alcune tartarughe marine salvate, curate e finalmente pronte a tornare nel loro habitat naturale. In occasione del World Sea Turtle Day, Plastic Free Onlus promuove l’Italian Turtle Day, un’iniziativa diffusa che coinvolge contemporaneamente sei località italiane: Genova, Viareggio, Pescara, Castro Marina, Stintino e Lampedusa. Si tratta di una giornata dal forte valore simbolico e ambientale che conferma l’impegno di Plastic Free Onlus non solo nella lotta all’inquinamento da plastica, ma anche nella tutela concreta della biodiversità marina. L’organizzazione, attiva dal 2019 su tutto il territorio nazionale, ha già contribuito al salvataggio di oltre 300 tartarughe marine e accompagnato alla nascita di quasi 11mila piccoli esemplari lungo le coste italiane, grazie alla collaborazione con centri di recupero, biologi, veterinari, volontari, istituzioni e realtà locali. Protagonisti dell’iniziativa sono alcuni esemplari di Caretta caretta, la specie di tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo e tra le più esposte alle conseguenze delle attività umane: ingestione di plastica, catture accidentali nelle reti da pesca, traumi causati da eliche, ami, lenze e rifiuti dispersi in mare. Ogni liberazione racconta una storia diversa di recupero e rinascita, ma tutte portano lo stesso messaggio: proteggere il mare significa proteggere la vita. Certo. Se la notizia esce il giorno stesso dell'iniziativa, conviene usare il presente e rendere il testo più "in corso", eliminando gli orari precisi. A Genova, il rilascio avviene al largo della città a bordo di un’imbarcazione messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto. Sul molo sottostante l’Acquario di Genova si tiene un momento divulgativo durante il quale biologi e veterinari raccontano al pubblico la storia di Lorena, l’esemplare che viene liberato, e l’attività del Centro di Recupero che da oltre trent’anni si occupa della cura delle tartarughe marine. Al termine dell’incontro, Lorena torna in mare. In Toscana, l’appuntamento è a Viareggio, in Piazza Palombari dell’Artiglio, dove si svolge un incontro di sensibilizzazione curato da Mare Vivo Toscana e dallo staff dell’Acquario di Livorno – Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine. Successivamente, al largo del Porto di Viareggio, viene liberata Dede, una Caretta caretta dotata di microchip e tag metallico, grazie alla collaborazione con il Comune di Viareggio, Ampana Livorno, Capitaneria di Porto di Viareggio, Direzione Marittima di Livorno, OTB e WWF Ronchi. A Pescara, il Centro Recupero Tartarughe Marine “L. Cagnolaro”, gestito dal Centro Studi Cetacei, organizza un momento divulgativo presso la banchina di attracco delle motovedette del porto turistico Marina di Pescara. Volontari, veterinari e biologi raccontano la storia di Lacey e l’attività di tutela della fauna marina protetta svolta da oltre quarant’anni. Il rilascio avviene a circa tre miglia nautiche dalla costa, con il supporto della Capitaneria di Porto, del pescaturismo “Nonno Remo” e di Assonautica Pescara-Chieti. A Castro Marina, in provincia di Lecce, vengono liberati quattro esemplari di Caretta caretta dalla parte esterna del porto turistico. L’iniziativa prevede un momento di sensibilizzazione rivolto al pubblico prima del ritorno in mare degli animali. L’evento coinvolge il Comune di Castro, Marevivo, l’Ufficio Locale Marittimo di Castro Marina, Plastic Free e CIHEAM Bari-Tricase. Proprio nella sede di Tricase del CIHEAM Bari è ospitata la settima edizione del corso avanzato internazionale di specializzazione “Sviluppo sostenibile delle comunità costiere”, organizzato con il supporto tecnico della FAO e della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per l’occasione sono presenti anche funzionari ministeriali provenienti da diversi Paesi, con momenti di sensibilizzazione anche in lingua inglese. A Stintino, sulla spiaggia della Pelosa, si svolge un incontro con il pubblico prima della liberazione di Caterina, una tartaruga recuperata a metà marzo dai pescatori dopo una cattura accidentale in una rete da pesca. L’evento coinvolge il Parco Nazionale dell’Asinara con l’associazione CRAMA, il Centro di Recupero del Sinis dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, entrambi nodi della Rete Regionale per la conservazione della fauna marina, oltre a Corpo forestale, Capitaneria di Porto, Barracelli, Comune di Stintino, pescatori, operatori economici e bagnanti. A Lampedusa viene liberata Lina, una tartaruga marina “miracolata”, recuperata lo scorso ottobre grazie a un intervento particolarmente rischioso della Capitaneria di Porto, effettuato di notte e in condizioni meteomarine proibitive, con un subacqueo costretto a entrare in mare per liberare l’animale impigliato a una roccia sul fondale. L’esemplare, successivamente operato e amputato, è stato curato presso il Centro Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine di Cattolica Eraclea (Agrigento), gestito dall’Associazione Caretta caretta. Oggi, finalmente in buone condizioni, torna in mare grazie all’impegno dei volontari dell’Unità Soccorso di Lampedusa, accompagnata dalla vedetta della Capitaneria di Porto che contribuì al suo salvataggio. Il suo ritorno in mare conclude simbolicamente una giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine, promossa da Plastic Free e resa possibile dalla collaborazione di numerosi centri di recupero lungo le coste italiane.
Oggi l’Italia si unisce idealmente da nord a sud per restituire il mare ad alcune tartarughe marine salvate, curate e finalmente pronte a tornare nel loro habitat naturale. In occasione del World Sea Turtle Day, Plastic Free Onlus promuove l’Italian Turtle Day, un’iniziativa diffusa che coinvolge contemporaneamente sei località italiane: Genova, Viareggio, Pescara, Castro Marina, Stintino e Lampedusa. Si tratta di una giornata dal forte valore simbolico e ambientale che conferma l’impegno di Plastic Free Onlus non solo nella lotta all’inquinamento da plastica, ma anche nella tutela concreta della biodiversità marina. L’organizzazione, attiva dal 2019 su tutto il territorio nazionale, ha già contribuito al salvataggio di oltre 300 tartarughe marine e accompagnato alla nascita di quasi 11mila piccoli esemplari lungo le coste italiane, grazie alla collaborazione con centri di recupero, biologi, veterinari, volontari, istituzioni e realtà locali. Protagonisti dell’iniziativa sono alcuni esemplari di Caretta caretta, la specie di tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo e tra le più esposte alle conseguenze delle attività umane: ingestione di plastica, catture accidentali nelle reti da pesca, traumi causati da eliche, ami, lenze e rifiuti dispersi in mare. Ogni liberazione racconta una storia diversa di recupero e rinascita, ma tutte portano lo stesso messaggio: proteggere il mare significa proteggere la vita. Certo. Se la notizia esce il giorno stesso dell'iniziativa, conviene usare il presente e rendere il testo più "in corso", eliminando gli orari precisi. A Genova, il rilascio avviene al largo della città a bordo di un’imbarcazione messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto. Sul molo sottostante l’Acquario di Genova si tiene un momento divulgativo durante il quale biologi e veterinari raccontano al pubblico la storia di Lorena, l’esemplare che viene liberato, e l’attività del Centro di Recupero che da oltre trent’anni si occupa della cura delle tartarughe marine. Al termine dell’incontro, Lorena torna in mare. In Toscana, l’appuntamento è a Viareggio, in Piazza Palombari dell’Artiglio, dove si svolge un incontro di sensibilizzazione curato da Mare Vivo Toscana e dallo staff dell’Acquario di Livorno – Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine. Successivamente, al largo del Porto di Viareggio, viene liberata Dede, una Caretta caretta dotata di microchip e tag metallico, grazie alla collaborazione con il Comune di Viareggio, Ampana Livorno, Capitaneria di Porto di Viareggio, Direzione Marittima di Livorno, OTB e WWF Ronchi. A Pescara, il Centro Recupero Tartarughe Marine “L. Cagnolaro”, gestito dal Centro Studi Cetacei, organizza un momento divulgativo presso la banchina di attracco delle motovedette del porto turistico Marina di Pescara. Volontari, veterinari e biologi raccontano la storia di Lacey e l’attività di tutela della fauna marina protetta svolta da oltre quarant’anni. Il rilascio avviene a circa tre miglia nautiche dalla costa, con il supporto della Capitaneria di Porto, del pescaturismo “Nonno Remo” e di Assonautica Pescara-Chieti. A Castro Marina, in provincia di Lecce, vengono liberati quattro esemplari di Caretta caretta dalla parte esterna del porto turistico. L’iniziativa prevede un momento di sensibilizzazione rivolto al pubblico prima del ritorno in mare degli animali. L’evento coinvolge il Comune di Castro, Marevivo, l’Ufficio Locale Marittimo di Castro Marina, Plastic Free e CIHEAM Bari-Tricase. Proprio nella sede di Tricase del CIHEAM Bari è ospitata la settima edizione del corso avanzato internazionale di specializzazione “Sviluppo sostenibile delle comunità costiere”, organizzato con il supporto tecnico della FAO e della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per l’occasione sono presenti anche funzionari ministeriali provenienti da diversi Paesi, con momenti di sensibilizzazione anche in lingua inglese. A Stintino, sulla spiaggia della Pelosa, si svolge un incontro con il pubblico prima della liberazione di Caterina, una tartaruga recuperata a metà marzo dai pescatori dopo una cattura accidentale in una rete da pesca. L’evento coinvolge il Parco Nazionale dell’Asinara con l’associazione CRAMA, il Centro di Recupero del Sinis dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, entrambi nodi della Rete Regionale per la conservazione della fauna marina, oltre a Corpo forestale, Capitaneria di Porto, Barracelli, Comune di Stintino, pescatori, operatori economici e bagnanti. A Lampedusa viene liberata Lina, una tartaruga marina “miracolata”, recuperata lo scorso ottobre grazie a un intervento particolarmente rischioso della Capitaneria di Porto, effettuato di notte e in condizioni meteomarine proibitive, con un subacqueo costretto a entrare in mare per liberare l’animale impigliato a una roccia sul fondale. L’esemplare, successivamente operato e amputato, è stato curato presso il Centro Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine di Cattolica Eraclea (Agrigento), gestito dall’Associazione Caretta caretta. Oggi, finalmente in buone condizioni, torna in mare grazie all’impegno dei volontari dell’Unità Soccorso di Lampedusa, accompagnata dalla vedetta della Capitaneria di Porto che contribuì al suo salvataggio. Il suo ritorno in mare conclude simbolicamente una giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine, promossa da Plastic Free e resa possibile dalla collaborazione di numerosi centri di recupero lungo le coste italiane.
Dillo a Plaple
Difendere la foresta partendo dai suoi custodi
Il Brasile ha compiuto un importante passo nella protezione dell'ambiente. Il governo ha riconosciuto dieci nuovi territori indigeni. Queste aree rappresentano una difesa concreta contro la deforestazione. Le popolazioni indigene custodiscono da secoli alcuni degli ecosistemi più preziosi del pianeta. Le loro conoscenze tradizionali contribuiscono alla conservazione della biodiversità. Numerosi studi dimostrano che le foreste indigene subiscono meno distruzione rispetto ad altre zone. La tutela dei territori significa anche proteggere fiumi e risorse naturali. L'Amazzonia svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del clima globale. Ogni ettaro salvaguardato contribuisce a contrastare il cambiamento climatico. Il riconoscimento dei diritti indigeni favorisce una gestione più sostenibile delle risorse. Le comunità locali diventano protagoniste della conservazione ambientale. Questa scelta rafforza la lotta contro attività illegali come il disboscamento abusivo. Proteggere le popolazioni indigene significa proteggere anche la natura. L'iniziativa è stata accolta positivamente da molte organizzazioni ambientaliste. Un esempio di come diritti umani e tutela ambientale possano procedere insieme.
Il Brasile ha compiuto un importante passo nella protezione dell'ambiente. Il governo ha riconosciuto dieci nuovi territori indigeni. Queste aree rappresentano una difesa concreta contro la deforestazione. Le popolazioni indigene custodiscono da secoli alcuni degli ecosistemi più preziosi del pianeta. Le loro conoscenze tradizionali contribuiscono alla conservazione della biodiversità. Numerosi studi dimostrano che le foreste indigene subiscono meno distruzione rispetto ad altre zone. La tutela dei territori significa anche proteggere fiumi e risorse naturali. L'Amazzonia svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del clima globale. Ogni ettaro salvaguardato contribuisce a contrastare il cambiamento climatico. Il riconoscimento dei diritti indigeni favorisce una gestione più sostenibile delle risorse. Le comunità locali diventano protagoniste della conservazione ambientale. Questa scelta rafforza la lotta contro attività illegali come il disboscamento abusivo. Proteggere le popolazioni indigene significa proteggere anche la natura. L'iniziativa è stata accolta positivamente da molte organizzazioni ambientaliste. Un esempio di come diritti umani e tutela ambientale possano procedere insieme.
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