Wings for Life World Run porta in Italia l'evento di corsa benefica
Wings for Life sostiene la ricerca all'avanguardia in tutto il mondo per trovare una cura per le lesioni del midollo spinale. Una corsa unica nel suo genere per tutti, sia runner che partecipanti in carrozzina. Invece del traguardo, tutti i partecipanti correranno insieme per tenere testa alla Catcher Car virtuale. Ora per l'undicesimo anno, il 4 maggio 2025 i partecipanti della Wings for Life World Run a Italia potranno correre insieme a Aosta. La nuova edizione è stata possibile grazie all’iniziativa di Samuele Buffa e Leonardo Lotto. Quest’ultimo è un giovane valdostano rimasto paralizzato in seguito a un incidente in Australia nel 2023 e oggi è impegnato attivamente nella sensibilizzazione sul tema delle lesioni al midollo spinale.
Rubrica: Dillo a Plaple
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Aosta in prima fila nella ricerca per le cure a lesioni del midollo spinale
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Dillo a Plaple
Il futuro sostenibile passa dal CES di Las Vegas
Al CES di Las Vegas, una delle fiere tecnologiche più importanti al mondo, l’innovazione si è intrecciata con la tutela dell’ambiente. Tra le soluzioni più interessanti presentate emergono robot progettati per studiare e monitorare la vita marina, capaci di raccogliere dati su ecosistemi oceanici senza disturbare gli habitat naturali. Questi dispositivi aiutano scienziati e ricercatori a comprendere meglio l’impatto del cambiamento climatico su mari e oceani. Accanto a queste tecnologie, il CES ha mostrato anche macchine avanzate per il riciclo delle plastiche più difficili da trattare, come quelle multistrato o contaminate. Grazie a nuovi processi meccanici e chimici, questi sistemi permettono di recuperare materiali che prima finivano in discarica o negli oceani. Un segnale chiaro: l’innovazione tecnologica può diventare un alleato concreto nella transizione verso un futuro più sostenibile.
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Dillo a Plaple
Quando un albero rinasce: l’arte che salva la natura in Galles
In Galles un albero gravemente danneggiato da una tempesta rischiava di essere abbattuto per motivi di sicurezza. Al suo posto, però, è nata un’opera d’arte simbolica grazie all’artista britannico Simon O’Rourke. Utilizzando il tronco rimasto, O’Rourke ha scolpito una gigantesca mano che si protende verso il cielo, trasformando un albero destinato alla rimozione in un messaggio visivo potente. L’opera, chiamata Giant Hand of Vyrnwy, si trova vicino al lago Vyrnwy ed è diventata un punto di riferimento per visitatori e comunità locali. Il progetto dimostra come l’arte possa diventare uno strumento di riuso creativo, evitando sprechi e valorizzando materiali naturali già esistenti. Un gesto che unisce espressione artistica e rispetto per l’ambiente, invitando a riflettere sul rapporto tra uomo e natura.
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Dillo a Plaple
Elefanti finalmente liberi: un rifugio in Alentejo
In Portogallo sta per nascere un progetto unico in Europa: un grande santuario dedicato agli elefanti salvati da zoo e circhi. Il santuario sorgerà nella regione dell’Alentejo e offrirà centinaia di ettari di spazio naturale in cui gli animali potranno vivere in condizioni più vicine alla loro natura. Qui gli elefanti non saranno esposti al pubblico, ma potranno muoversi liberamente, socializzare e recuperare dopo anni di cattività. Il progetto è promosso da un’organizzazione internazionale che da tempo si occupa di benessere animale e conservazione. Oltre a garantire una nuova vita agli elefanti, il santuario contribuirà anche alla tutela dell’ambiente circostante, valorizzando il territorio e la biodiversità locale. Questa iniziativa unisce due dimensioni importanti: la solidarietà verso animali che hanno subito sfruttamento e la sostenibilità ambientale legata alla protezione degli habitat. È un segnale di cambiamento nel modo in cui la società guarda agli animali selvatici in cattività. Il Portogallo si propone così come punto di riferimento europeo per una gestione più etica e responsabile della fauna.
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Nasce “Nature Restoration Law”
L’Unione Europea ha approvato una legge storica che cambia il modo di affrontare la crisi ambientale e della biodiversità. Con la Nature Restoration Law, per la prima volta al mondo un gruppo di Paesi si impegna legalmente non solo a proteggere la natura, ma anche a ripristinarla dove è stata danneggiata. La norma stabilisce obiettivi vincolanti per il recupero di ecosistemi degradati, come foreste, zone umide, fiumi, praterie e fondali marini. Entro il 2030, gli Stati membri dovranno ripristinare almeno il 20% delle aree terrestri e marine in cattivo stato, con un percorso che guarda al 2050 per il pieno recupero degli ecosistemi più fragili. Ogni Paese dovrà presentare piani nazionali dettagliati e rendicontare i progressi raggiunti. La legge nasce dalla consapevolezza che senza ecosistemi sani non è possibile contrastare il cambiamento climatico né garantire sicurezza alimentare e benessere umano. Ripristinare la natura significa anche rendere il territorio più resiliente a eventi estremi come alluvioni e siccità. È un cambio di paradigma che mette la rigenerazione ambientale al centro delle politiche europee.
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Christian Bale, da Batman sullo schermo a eroe nella vita reale
Christian Bale ha deciso di usare la sua notorietà e le sue risorse per affrontare uno dei problemi più delicati del sistema di affidamento: la separazione dei fratelli. L’attore ha finanziato la realizzazione di un villaggio residenziale in California pensato per accogliere bambini in affido senza costringerli a vivere lontani dai propri fratelli e sorelle. Il progetto, chiamato Together California, prevede abitazioni, spazi comuni, aree verdi e servizi di supporto psicologico ed educativo. L’obiettivo è offrire ai bambini un ambiente stabile, sicuro e il più possibile simile a una vera casa. Bale ha spiegato che la separazione dai fratelli rappresenta spesso un trauma profondo, che si aggiunge a quello dell’allontanamento dalla famiglia d’origine. Mantenere questi legami può fare una grande differenza nel percorso di crescita e di recupero emotivo. Il villaggio non è solo un luogo fisico, ma un modello alternativo di accoglienza che mette al centro i bisogni affettivi dei minori. L’iniziativa è stata accolta con grande interesse da associazioni e operatori sociali, diventando un esempio concreto di solidarietà e impegno sociale.
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Dillo a Plaple
Fine dell’era del sacchetto di plastica in California
La California ha compiuto un nuovo passo decisivo nella lotta all’inquinamento approvando un divieto totale sui sacchetti di plastica per la spesa. A partire dal 2026, nei negozi non saranno più consentiti né i sacchetti sottili monouso né quelli più spessi, fino a oggi definiti “riutilizzabili”. Questa scelta nasce dalla consapevolezza che molti di questi sacchetti, pur essendo formalmente riutilizzabili, finivano comunque rapidamente tra i rifiuti. Il nuovo provvedimento obbliga i punti vendita a offrire esclusivamente sacchetti di carta riciclata a pagamento o a incentivare l’uso di borse portate da casa. Dal punto di vista ambientale, l’impatto è significativo: i sacchetti di plastica sono tra i rifiuti più diffusi in fiumi, mari e discariche e contribuiscono alla formazione di microplastiche dannose per animali e esseri umani. Eliminandoli, si riduce l’uso di plastica derivata dal petrolio e si limita la dispersione di rifiuti difficili da smaltire. La legge punta anche a un cambiamento culturale, spingendo i consumatori verso abitudini più responsabili e sostenibili. La California si conferma così uno degli Stati più avanzati nelle politiche ambientali.
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“Stop alla deforestazione, si ad un modello per il mondo”
La Norvegia ha fatto un passo storico nella protezione delle foreste con l’approvazione di leggi e politiche volte a fermare formalmente la deforestazione nelle proprie attività istituzionali. L’impegno, iniziato con un piano d’azione sulla biodiversità approvato nel 2018, proibisce l’utilizzo di prodotti legati alla deforestazione negli appalti pubblici e spinge investimenti per fermare il disboscamento anche a livello globale. Queste misure hanno fatto sì che la Norvegia sia spesso citata come primo paese con una politica di “deforestazione zero” applicata a livello statale, un modello che il governo invita altri paesi a seguire per salvaguardare gli ecosistemi forestali e la biodiversità.
La Norvegia ha fatto un passo storico nella protezione delle foreste con l’approvazione di leggi e politiche volte a fermare formalmente la deforestazione nelle proprie attività istituzionali. L’impegno, iniziato con un piano d’azione sulla biodiversità approvato nel 2018, proibisce l’utilizzo di prodotti legati alla deforestazione negli appalti pubblici e spinge investimenti per fermare il disboscamento anche a livello globale. Queste misure hanno fatto sì che la Norvegia sia spesso citata come primo paese con una politica di “deforestazione zero” applicata a livello statale, un modello che il governo invita altri paesi a seguire per salvaguardare gli ecosistemi forestali e la biodiversità.
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Dalla serie TV alla salvaguardia degli animali: la fattoria eco-etica di Millie Bobby Brown
Millie Bobby Brown, l’attrice di Stranger Things, ha scelto di vivere in campagna su una fattoria in Georgia insieme al marito Jake Bongiovi, trasformando la proprietà in un vero rifugio per animali salvati. Ospita oltre 60 creature tra cani, gatti e animali da fattoria, molti arrivati da rifugi dove correvano il rischio di essere soppressi, offrendo loro un ambiente sicuro e cura quotidiana. Il progetto non è solo una “fattoria estetica”: Brown si sporca le mani, cura gli animali, segue corsi di formazione veterinaria e gestisce personalmente le cure e i bisogni degli ospiti. La sua scelta di vita è legata all’amore per gli animali, alla protezione della biodiversità e alla promozione del benessere di esseri viventi spesso trascurati.
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Dillo a Plaple
“Speriamo di donare serenità ai bambini”
All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma il Natale è arrivato dall’alto, in modo davvero speciale. Alcuni volontari, travestiti da Babbo Natale, si sono calati lungo le pareti dell’ospedale utilizzando corde e imbracature, sorprendendo i bambini ricoverati che li attendevano affacciati alle finestre. L’iniziativa ha trasformato per qualche ora il reparto in un luogo di stupore e sorrisi, portando un momento di leggerezza a chi sta affrontando un periodo delicato lontano da casa. Tra saluti, regali simbolici e gesti di incoraggiamento, i piccoli pazienti hanno potuto vivere un’esperienza diversa dal solito, capace di spezzare la routine ospedaliera e regalare un ricordo positivo alle famiglie presenti.
All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma il Natale è arrivato dall’alto, in modo davvero speciale. Alcuni volontari, travestiti da Babbo Natale, si sono calati lungo le pareti dell’ospedale utilizzando corde e imbracature, sorprendendo i bambini ricoverati che li attendevano affacciati alle finestre. L’iniziativa ha trasformato per qualche ora il reparto in un luogo di stupore e sorrisi, portando un momento di leggerezza a chi sta affrontando un periodo delicato lontano da casa. Tra saluti, regali simbolici e gesti di incoraggiamento, i piccoli pazienti hanno potuto vivere un’esperienza diversa dal solito, capace di spezzare la routine ospedaliera e regalare un ricordo positivo alle famiglie presenti.
Dillo a Plaple
Nuove riserve indigene in Brasile
Il governo del Brasile ha annunciato la creazione di 10 nuove aree protette destinate alle popolazioni indigene, come parte di un impegno più ampio per tutelare i territori tradizionali e la biodiversità. Queste demarcazioni riguardano regioni distribuite in diversi stati e rappresentano un passo concreto nella protezione dei diritti territoriali dei popoli indigeni. Nel complesso, le terre indigene riconosciute in Brasile superano i 117 milioni di ettari, rendendo il paese uno dei più importanti al mondo per superficie protetta a tutela di culture e biodiversità. L’iniziativa è stata annunciata in occasione di eventi internazionali come la COP30 e si inserisce in una strategia più ampia per prevenire la deforestazione illegale e promuovere pratiche sostenibili di gestione del territorio. Le nuove aree protette includono foreste, fiumi e zone ricche di biodiversità, fondamentali anche per il bilancio climatico globale. Oltre alla protezione ambientale, le misure rafforzano la sicurezza e la sovranità dei popoli indigeni, consentendo loro di praticare attività tradizionali senza minacce esterne. Queste iniziative evidenziano come la tutela delle comunità indigene e della natura siano strettamente interconnesse e cruciali per la sostenibilità globale.
Il governo del Brasile ha annunciato la creazione di 10 nuove aree protette destinate alle popolazioni indigene, come parte di un impegno più ampio per tutelare i territori tradizionali e la biodiversità. Queste demarcazioni riguardano regioni distribuite in diversi stati e rappresentano un passo concreto nella protezione dei diritti territoriali dei popoli indigeni. Nel complesso, le terre indigene riconosciute in Brasile superano i 117 milioni di ettari, rendendo il paese uno dei più importanti al mondo per superficie protetta a tutela di culture e biodiversità. L’iniziativa è stata annunciata in occasione di eventi internazionali come la COP30 e si inserisce in una strategia più ampia per prevenire la deforestazione illegale e promuovere pratiche sostenibili di gestione del territorio. Le nuove aree protette includono foreste, fiumi e zone ricche di biodiversità, fondamentali anche per il bilancio climatico globale. Oltre alla protezione ambientale, le misure rafforzano la sicurezza e la sovranità dei popoli indigeni, consentendo loro di praticare attività tradizionali senza minacce esterne. Queste iniziative evidenziano come la tutela delle comunità indigene e della natura siano strettamente interconnesse e cruciali per la sostenibilità globale.
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Nuova vita ai coralli marini
Scienziati italiani in prima linea nella salvaguardia degli habitat grazie all’uso di nuove tecniche per ripristinare i coralli danneggiati Un team di scienziati italiani, coordinato dall’Università di Milano-Bicocca, dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dall’Acquario di Genova, ha sviluppato nuove tecniche per il ripristino dei coralli danneggiati. Tra queste figurano materiali innovativi come una biopasta ecologica che consente ai frammenti di corallo di ancorarsi rapidamente e crescere nelle aree degradate. Queste tecniche permettono di accelerare il processo naturale di rigenerazione, contrastando la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi marini. I ricercatori hanno testato le soluzioni in laboratori e in mare aperto, ottenendo risultati promettenti per il ripristino delle barriere coralline. L’iniziativa si inserisce in un contesto globale di protezione marina, dove il riscaldamento degli oceani e l’inquinamento mettono a rischio milioni di specie. Gli esperti sottolineano l’importanza di un approccio combinato, che includa ricerca scientifica, sensibilizzazione pubblica e regolamentazioni internazionali. Il progetto punta anche a formare nuove generazioni di biologi marini e a diffondere le tecniche sviluppate a livello globale. Inoltre, si stanno sviluppando protocolli per replicare le operazioni in altre aree degradate, aumentando l’impatto positivo sulla salute degli oceani.
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