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Campi Bisenzio, i bambini giocano con gli anziani dell’Rsa


I bambini dell’asilo nido vanno in gita all’Rsa, dove cantano le canzoni agli anziani ospiti, giocano e disegnano insieme a loro. Uno scambio intergenerazionale al centro del quale c’è il concetto di cura, uno scambio che fa bene ai piccoli e agli over 80. Succede a Campi Bisenzio grazie al progetto promosso dal nido d’infanzia Sacro Cuore, gestito dalla Fondazione Giovanni Paolo II, insieme al Consorzio Zenit, che gestisce la residenza sanitaria assistita La Mimosa.

Alcuni bambini e bambine del nido d’infanzia Sacro Cuore, che fa parte della Rete Scuole per crescere, sono andati in visita all’Rsa La Mimosa. Sono arrivati in fila indiana tenuti insieme da una corda, insieme alle educatrici. “ANDIAMO DAI NONNI” hanno detto tutti insieme raggianti. Poi si sono messi seduti su un grande telo, attorno al quale c’erano gli anziani: alcuni in carrozzina, altri col girello, altri con l’ossigeno. I bambini, una volta seduti, hanno cominciato a cantare le canzoni che cantano all’asilo, battendo le mani e i piedi. Gli anziani li hanno guardati commossi, alcuni hanno battuto a loro volta le mani, alcuni si sono ricordati dei loro nipotini, altri si sono ricordati di quando erano bambini, altri ancora hanno chiesto agli operatori dell’Rsa quando i bambini sarebbero tornati un’altra volta. Poi le educatrici dell’asilo hanno preso i pennarelli e hanno disegnato su un foglio le mani dei bambini e degli anziani, così da lasciare una traccia dell’incontro. Sotto ogni mano, il nome del bambino o dell’anziano.

Gli obiettivi del progetto, è stato spiegato dalla Fondazione Giovanni Paolo II, sono “concorrere alla formazione e alla socializzazione del benessere psicofisico del bambino e allo sviluppo delle potenzialità affettive, relazionali e sociali; costruire nuove relazioni e trascorrere del tempo insieme; migliorare la coesione sociale; vivere il territorio; custodire e trasmettere il patrimonio sociale; riconoscere il ruolo dei nonni; promuovere processi di apprendimento dei bambini e degli anziani”. Nuovi incontri si svolgeranno nelle prossime settimane.

Titoli simili

BeeSafe: l’impatto delle microplastiche su api e impollinatori


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Le microplastiche non si trovano solo nei mari: sono presenti anche nei suoli, nei fiori e persino negli insetti impollinatori. BeeSafe, il progetto coordinato da Ilaria Colzi dell’Università di Firenze e finanziato dalla National Geographic Society, studia come queste particelle possano alterare il rapporto tra piante e api, modificando colori, profumi e qualità del nettare. Un’indagine che ci aiuta a capire come l’inquinamento invisibile possa influenzare la biodiversità e il futuro dell’impollinazione.

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Microplastiche: un rischio invisibile


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Sono minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai si trovano ovunque. Le microplastiche contaminano mari, fiumi, suoli agricoli e persino l’aria che respiriamo. Derivano dalla degradazione degli oggetti in plastica e dall’uso quotidiano di numerosi prodotti. Una volta disperse nell’ambiente, possono essere ingerite da animali e insetti, entrando nelle catene alimentari e alterando gli equilibri degli ecosistemi. La loro diffusione rappresenta una delle sfide ambientali più complesse del nostro tempo. Comprendere dove si accumulano, come si muovono e quali effetti producono è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastica.

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“Camminare insieme” – Parte il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026


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Parte ufficialmente il conto alla rovescia per Corri La Vita 2026, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla solidarietà, alla prevenzione, all'inclusione e allo sport. L'evento tornerà a colorare le strade di Firenze domenica 27 settembre 2026, riunendo migliaia di persone accomunate da un unico obiettivo: sostenere la lotta contro il tumore al seno e promuovere la cultura della prevenzione. Corri La Vita è molto più di una manifestazione sportiva: è un grande momento di partecipazione collettiva, capace di unire cittadini, volontari, associazioni, istituzioni e sostenitori in una giornata all'insegna della condivisione e della solidarietà. Ogni passo compiuto rappresenta un gesto concreto a favore dei progetti che ogni anno vengono sostenuti grazie alla raccolta fondi dell'evento. Ogni sorriso, ogni incontro, ogni presenza racconta una storia di impegno, speranza e vicinanza. Perché la forza di Corri La Vita è proprio questa: trasformare un semplice percorso in un messaggio di consapevolezza e in un aiuto concreto per chi affronta il tumore al seno.

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Le aziende possono rigenerare il pianeta?


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🌱 Dalla sostenibilità alla rigenerazione. Treedom ha lanciato Regenera, una nuova soluzione che aiuta le aziende a creare un impatto ambientale e sociale positivo, misurabile e integrato nelle attività quotidiane. L'idea è semplice ma rivoluzionaria: non basta più limitare i danni, bisogna contribuire attivamente alla rigenerazione di ecosistemi, comunità e territori. Tra gli ambiti di intervento: 🌳 Alberi ed ecosistemi ♻️ Carbon offset 🧴 Rimozione della plastica 🦋 Biodiversità 🏙️ Natura urbana 🌊 Protezione delle acque Una buona notizia che mostra come il mondo delle imprese possa diventare parte della soluzione.

🌱 Dalla sostenibilità alla rigenerazione. Treedom ha lanciato Regenera, una nuova soluzione che aiuta le aziende a creare un impatto ambientale e sociale positivo, misurabile e integrato nelle attività quotidiane. L'idea è semplice ma rivoluzionaria: non basta più limitare i danni, bisogna contribuire attivamente alla rigenerazione di ecosistemi, comunità e territori. Tra gli ambiti di intervento: 🌳 Alberi ed ecosistemi ♻️ Carbon offset 🧴 Rimozione della plastica 🦋 Biodiversità 🏙️ Natura urbana 🌊 Protezione delle acque Una buona notizia che mostra come il mondo delle imprese possa diventare parte della soluzione.

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Dalla solidarietà alle Olimpiadi: il percorso di rinascita di Francesca Lollobrigida


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Un incontro avvenuto durante un’iniziativa di solidarietà con alcuni ragazzi con disabilità ha rappresentato un punto di svolta in un periodo complesso. Un’esperienza capace di restituire energia, motivazione e la sensazione concreta di “tornare sulla giusta strada”. Da quel momento è iniziato un nuovo equilibrio. La quotidianità, l’allenamento e la determinazione hanno ritrovato direzione, fino ai risultati sportivi. Ma ciò che rende significativo questo percorso è la natura dello scambio: un gesto di solidarietà che non resta unidirezionale, ma diventa reciproco. Chi riceve trova forza, chi dona porta con sé qualcosa di altrettanto profondo.

Un incontro avvenuto durante un’iniziativa di solidarietà con alcuni ragazzi con disabilità ha rappresentato un punto di svolta in un periodo complesso. Un’esperienza capace di restituire energia, motivazione e la sensazione concreta di “tornare sulla giusta strada”. Da quel momento è iniziato un nuovo equilibrio. La quotidianità, l’allenamento e la determinazione hanno ritrovato direzione, fino ai risultati sportivi. Ma ciò che rende significativo questo percorso è la natura dello scambio: un gesto di solidarietà che non resta unidirezionale, ma diventa reciproco. Chi riceve trova forza, chi dona porta con sé qualcosa di altrettanto profondo.

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Dall'Aquila a Firenze: il grande gesto di Renato Zero per i piccoli del Meyer


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La musica non si ferma all'eco di un applauso, ma si trasforma in un abbraccio concreto capace di curare il futuro. L'ultimo, straordinario gesto di Renato Zero incarna l'essenza più autentica della Perdonanza Celestiniana, tramutando l'arte in uno strumento di speranza e profonda solidarietà. Rinunciando al proprio compenso, il cantautore romano ha donato quarantamila euro alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Questo generoso contributo permetterà l'acquisto di un'innovativa apparecchiatura di insufflazione per la chirurgia laparoscopica e robotica, un presidio tecnologico che allevierà la sofferenza dei piccoli pazienti, rendendo le operazioni meno invasive. Non è la prima volta che l'artista si fa "mollica" per costruire una grande pagnotta di bene comune, avendo già sostenuto in passato altri poli pediatrici d'eccellenza come il Gaslini e il Sant'Orsola. L'iniziativa dimostra come la cultura e la spiritualità di un evento storico possano superare i confini del palcoscenico per entrare silenziosamente nelle corsie d'ospedale. Lì dove la fragilità dei bambini chiede protezione, la generosità dei grandi risponde con la forza della vita. Curare un bambino significa curare il domani, e Renato Zero, con la complicità del Comune dell'Aquila, ha scritto una delle sue pagine più melodiose: quella in cui la musica salva.

La musica non si ferma all'eco di un applauso, ma si trasforma in un abbraccio concreto capace di curare il futuro. L'ultimo, straordinario gesto di Renato Zero incarna l'essenza più autentica della Perdonanza Celestiniana, tramutando l'arte in uno strumento di speranza e profonda solidarietà. Rinunciando al proprio compenso, il cantautore romano ha donato quarantamila euro alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Questo generoso contributo permetterà l'acquisto di un'innovativa apparecchiatura di insufflazione per la chirurgia laparoscopica e robotica, un presidio tecnologico che allevierà la sofferenza dei piccoli pazienti, rendendo le operazioni meno invasive. Non è la prima volta che l'artista si fa "mollica" per costruire una grande pagnotta di bene comune, avendo già sostenuto in passato altri poli pediatrici d'eccellenza come il Gaslini e il Sant'Orsola. L'iniziativa dimostra come la cultura e la spiritualità di un evento storico possano superare i confini del palcoscenico per entrare silenziosamente nelle corsie d'ospedale. Lì dove la fragilità dei bambini chiede protezione, la generosità dei grandi risponde con la forza della vita. Curare un bambino significa curare il domani, e Renato Zero, con la complicità del Comune dell'Aquila, ha scritto una delle sue pagine più melodiose: quella in cui la musica salva.

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Tornare a vedersi belle: la rivoluzione gentile di Feeling Nova


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Feeling Nova nasce dall’idea di trasformare un’esperienza difficile in un percorso di rinascita e solidarietà.
Il progetto, ideato da Chiara Pasini, mette al centro le donne che affrontano il tumore al seno, accompagnandole in un momento delicato della loro vita non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo. Da questa visione prende forma una linea di intimo post-operatorio pensata per unire comfort, femminilità e dignità.
L’obiettivo non è semplicemente creare un prodotto, ma aiutare le donne a tornare a sentirsi bene con il proprio corpo e con la propria immagine. Feeling Nova nasce infatti dalla convinzione che la cura passi anche attraverso l’autostima, l’ascolto e la possibilità di riconoscersi ancora allo specchio.
Ogni capo è studiato per rispondere alle esigenze di chi vive un percorso oncologico, con materiali sostenibili e una particolare attenzione al benessere della persona. Ma Feeling Nova è anche una community e una rete di vicinanza umana.
Attraverso il progetto, Chiara Pasini vuole promuovere una nuova cultura della solidarietà, capace di unire cura, gentilezza e inclusione. Una “rivoluzione gentile” che mette al centro la persona, le sue fragilità e il diritto di sentirsi ancora bella, forte e viva anche dopo il dolore.

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Il progetto, ideato da Chiara Pasini, mette al centro le donne che affrontano il tumore al seno, accompagnandole in un momento delicato della loro vita non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo. Da questa visione prende forma una linea di intimo post-operatorio pensata per unire comfort, femminilità e dignità.
L’obiettivo non è semplicemente creare un prodotto, ma aiutare le donne a tornare a sentirsi bene con il proprio corpo e con la propria immagine. Feeling Nova nasce infatti dalla convinzione che la cura passi anche attraverso l’autostima, l’ascolto e la possibilità di riconoscersi ancora allo specchio.
Ogni capo è studiato per rispondere alle esigenze di chi vive un percorso oncologico, con materiali sostenibili e una particolare attenzione al benessere della persona. Ma Feeling Nova è anche una community e una rete di vicinanza umana.
Attraverso il progetto, Chiara Pasini vuole promuovere una nuova cultura della solidarietà, capace di unire cura, gentilezza e inclusione. Una “rivoluzione gentile” che mette al centro la persona, le sue fragilità e il diritto di sentirsi ancora bella, forte e viva anche dopo il dolore.

Plaple incontra

Treedom con gli occhi di Martina


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C'è un filo verde che parte da Firenze e attraversa il mondo. Treedom — prima piattaforma al mondo a permettere di piantare un albero a distanza e seguirne la storia online — porta avanti ogni giorno una missione che intreccia ambiente, comunità e futuro. E al centro di tutto c'è una squadra che ci crede davvero. Per la giornata di oggi, 5 giugno 2026, la Giornata Mondiale dell'Ambiente, abbiamo intervistato Martina Fondi, la General Manager di Treedom: il percorso professionale, le scelte che l'hanno portata a guidare una delle realtà più innovative nel panorama della sostenibilità, e la passione quotidiana per un lavoro che lascia il segno sul pianeta. Fondata nel 2010 e prima B Corp certificata in Italia, Treedom ha piantato milioni di alberi in Africa, Asia e America Latina, collaborando con agricoltori locali in oltre sedici paesi. Ogni albero è geolocalizzato, fotografato, raccontato. Non è un numero in un bilancio: è una storia che cresce. Il 5 giugno, per chi lavora qui, è una data che scandisce e rinnova l'impegno quotidiano. Per quest'anno l'azienda ha lanciato un'iniziativa speciale improntata sul concetto di fare squadra!

C'è un filo verde che parte da Firenze e attraversa il mondo. Treedom — prima piattaforma al mondo a permettere di piantare un albero a distanza e seguirne la storia online — porta avanti ogni giorno una missione che intreccia ambiente, comunità e futuro. E al centro di tutto c'è una squadra che ci crede davvero. Per la giornata di oggi, 5 giugno 2026, la Giornata Mondiale dell'Ambiente, abbiamo intervistato Martina Fondi, la General Manager di Treedom: il percorso professionale, le scelte che l'hanno portata a guidare una delle realtà più innovative nel panorama della sostenibilità, e la passione quotidiana per un lavoro che lascia il segno sul pianeta. Fondata nel 2010 e prima B Corp certificata in Italia, Treedom ha piantato milioni di alberi in Africa, Asia e America Latina, collaborando con agricoltori locali in oltre sedici paesi. Ogni albero è geolocalizzato, fotografato, raccontato. Non è un numero in un bilancio: è una storia che cresce. Il 5 giugno, per chi lavora qui, è una data che scandisce e rinnova l'impegno quotidiano. Per quest'anno l'azienda ha lanciato un'iniziativa speciale improntata sul concetto di fare squadra!

Storie ad impatto

Il mare oltre la malattia


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Per anni Valeria ha convissuto con la SLA senza smettere di coltivare i propri sogni. Tra questi ce n'era uno molto speciale: visitare l'Isola d'Elba. Grazie all'impegno di associazioni, volontari e cittadini, quel desiderio è diventato realtà. Un'ambulanza, operatori sanitari e numerosi volontari hanno collaborato per organizzare il viaggio.
L'accoglienza ricevuta sull'isola è stata straordinaria. Valeria ha potuto ammirare il mare, partecipare ad eventi culturali e incontrare tante persone. Ogni spostamento è stato reso possibile dalla solidarietà di chi ha donato tempo ed energie. La sua esperienza dimostra che l'inclusione può abbattere molti ostacoli. Anche una malattia grave non deve impedire di vivere emozioni autentiche. Il progetto ha coinvolto realtà sociali diverse unite da un obiettivo comune. Restituire dignità e libertà alle persone fragili è un valore che arricchisce tutta la comunità. Il viaggio di Valeria è diventato un simbolo di speranza. Ha ricordato a tutti l'importanza della vicinanza umana. La solidarietà può trasformare un sogno individuale in una gioia collettiva. E può far sentire ogni persona parte di una grande famiglia.

Per anni Valeria ha convissuto con la SLA senza smettere di coltivare i propri sogni. Tra questi ce n'era uno molto speciale: visitare l'Isola d'Elba. Grazie all'impegno di associazioni, volontari e cittadini, quel desiderio è diventato realtà. Un'ambulanza, operatori sanitari e numerosi volontari hanno collaborato per organizzare il viaggio.
L'accoglienza ricevuta sull'isola è stata straordinaria. Valeria ha potuto ammirare il mare, partecipare ad eventi culturali e incontrare tante persone. Ogni spostamento è stato reso possibile dalla solidarietà di chi ha donato tempo ed energie. La sua esperienza dimostra che l'inclusione può abbattere molti ostacoli. Anche una malattia grave non deve impedire di vivere emozioni autentiche. Il progetto ha coinvolto realtà sociali diverse unite da un obiettivo comune. Restituire dignità e libertà alle persone fragili è un valore che arricchisce tutta la comunità. Il viaggio di Valeria è diventato un simbolo di speranza. Ha ricordato a tutti l'importanza della vicinanza umana. La solidarietà può trasformare un sogno individuale in una gioia collettiva. E può far sentire ogni persona parte di una grande famiglia.

Dillo a Plaple

Favole che accorciano le distanze


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C’è un mondo che corre veloce. E poi c’è chi sceglie di fermarsi qualche minuto, ascoltare una voce e lasciarsi accompagnare da una storia. A Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, nasce “Favole al telefono”, un progetto ispirato alle celebri storie di Gianni Rodari. Un appuntamento telefonico dedicato ai bambini di ogni età, ma anche a tutte le persone che hanno bisogno di sentirsi vicine, accolte, parte di qualcosa. Ogni settimana, una voce legge una favola al telefono. Un gesto semplice, capace però di creare relazione, immaginazione e presenza anche a distanza. Perché la sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente. Parla anche di comunità, ascolto, cultura e cura reciproca. Parla della capacità di non lasciare indietro nessuno. “Favole al telefono” nasce dentro il grande progetto culturale di Pistoia Capitale del Libro 2026, un programma che mette al centro inclusione sociale, contrasto alla povertà educativa e accesso alla lettura come diritto condiviso. L’iniziativa propone letture telefoniche gratuite tratte dal libro “Favole al telefono” di Rodari, con appuntamenti settimanali su prenotazione dedicati ai bambini e alle famiglie. In un tempo in cui siamo sempre connessi ma spesso lontani, una favola raccontata può ancora diventare un ponte. Perché a volte, per cambiare il mondo, basta davvero una voce che racconta una storia.

C’è un mondo che corre veloce. E poi c’è chi sceglie di fermarsi qualche minuto, ascoltare una voce e lasciarsi accompagnare da una storia. A Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, nasce “Favole al telefono”, un progetto ispirato alle celebri storie di Gianni Rodari. Un appuntamento telefonico dedicato ai bambini di ogni età, ma anche a tutte le persone che hanno bisogno di sentirsi vicine, accolte, parte di qualcosa. Ogni settimana, una voce legge una favola al telefono. Un gesto semplice, capace però di creare relazione, immaginazione e presenza anche a distanza. Perché la sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente. Parla anche di comunità, ascolto, cultura e cura reciproca. Parla della capacità di non lasciare indietro nessuno. “Favole al telefono” nasce dentro il grande progetto culturale di Pistoia Capitale del Libro 2026, un programma che mette al centro inclusione sociale, contrasto alla povertà educativa e accesso alla lettura come diritto condiviso. L’iniziativa propone letture telefoniche gratuite tratte dal libro “Favole al telefono” di Rodari, con appuntamenti settimanali su prenotazione dedicati ai bambini e alle famiglie. In un tempo in cui siamo sempre connessi ma spesso lontani, una favola raccontata può ancora diventare un ponte. Perché a volte, per cambiare il mondo, basta davvero una voce che racconta una storia.

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Concerti + sostenibili, parte da Firenze una rivoluzione Green


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Buone notizie dal mondo della musica e della sostenibilità Dal festival Opel Firenze Rocks 2026 nasce un progetto innovativo che punta a creare un osservatorio nazionale sulla sostenibilità degli eventi live. L’obiettivo è chiaro: rendere concerti e grandi eventi sempre più rispettosi dell’ambiente attraverso dati scientifici, monitoraggi reali e nuove tecnologie. Verranno analizzati parametri importanti come: emissioni di CO2 qualità dell’aria gestione dei rifiuti dati satellitari e intelligenza artificiale Un passo concreto verso eventi più sostenibili, meno sprechi e maggiore attenzione per il territorio e le persone. La musica può unire, emozionare… e anche cambiare il futuro

Buone notizie dal mondo della musica e della sostenibilità Dal festival Opel Firenze Rocks 2026 nasce un progetto innovativo che punta a creare un osservatorio nazionale sulla sostenibilità degli eventi live. L’obiettivo è chiaro: rendere concerti e grandi eventi sempre più rispettosi dell’ambiente attraverso dati scientifici, monitoraggi reali e nuove tecnologie. Verranno analizzati parametri importanti come: emissioni di CO2 qualità dell’aria gestione dei rifiuti dati satellitari e intelligenza artificiale Un passo concreto verso eventi più sostenibili, meno sprechi e maggiore attenzione per il territorio e le persone. La musica può unire, emozionare… e anche cambiare il futuro

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“Non buttarlo! Lo ripariamo.”- Mend In Public Day, l’iniziativa contro la moda usa e getta


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In occasione della Fashion Revolution Week, IED Firenze ha lanciato l’iniziativa “Mend In Public Day”. Il progetto nasce con l’obiettivo di contrastare la cultura della moda usa-e-getta, responsabile di un impatto ambientale sempre più critico. L’industria del fast fashion, basata su ritmi produttivi elevati e consumo rapido, contribuisce infatti all’aumento dei rifiuti tessili e allo sfruttamento intensivo delle risorse naturali. In questo contesto, il rammendo si trasforma in un gesto simbolico e concreto di opposizione allo spreco.
Riparare un capo significa prolungarne la vita, riducendo la necessità di nuovi acquisti e limitando la produzione di scarti. “Mend In Public Day” promuove quindi una nuova consapevolezza, invitando le persone a riflettere sulle proprie abitudini di consumo. Le postazioni aperte al pubblico diventano spazi di apprendimento e condivisione, dove il riuso prende forma attraverso pratiche accessibili a tutti. Ogni intervento di riparazione dimostra che un capo non deve essere perfetto per avere valore.
Le imperfezioni, rese visibili, raccontano una storia fatta di cura, attenzione e responsabilità. Questo approccio contribuisce a ridefinire il concetto di estetica, spostando l’attenzione dalla novità alla durata. Allo stesso tempo, l’iniziativa sensibilizza sull’impatto ambientale della produzione tessile, tra consumo d’acqua, emissioni e inquinamento.
Contrastare la logica dell’usa-e-getta significa anche ridurre la pressione sugli ecosistemi e sulle filiere produttive. Il rammendo diventa così un atto quotidiano di sostenibilità, capace di generare un cambiamento culturale. Attraverso un gesto semplice, si promuove una relazione più consapevole con ciò che indossiamo. “Mend In Public Day” si afferma quindi come un invito collettivo a ripensare la moda in chiave etica e rispettosa dell’ambiente.

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