Un imprenditore molisano, Domenico Guidotti, ha lanciato in Kenya il progetto Innovation Sea, con l’obiettivo di ripulire il mare dalla plastica lungo la costa tra Watamu, Kilifi e Malindi. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Ecoworld e il Kenya Wildlife Service, utilizza imbarcazioni antinquinamento, droni e veicoli sottomarini (ROV) per rimuovere rifiuti plastici da spiagge, fondali e zone marine. Grazie all’uso della blockchain, i rifiuti raccolti vengono tracciati in modo trasparente, garantendo responsabilità e monitoraggio. Il progetto non solo tutela l’ambiente, ma sostiene anche le comunità locali, fornendo aiuti concreti ai minori e creando consapevolezza sull’inquinamento marino. Innovation Sea rappresenta un esempio di tecnologia avanzata applicata alla salvaguardia degli oceani e alla riduzione dell’impatto dei rifiuti plastici a livello internazionale.
Rubrica: Dillo a Plaple
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Dal Molise al Kenya, il progetto “Innovation Sea” per ripulire il mare dalla plastica
Un imprenditore molisano, Domenico Guidotti, ha lanciato in Kenya il progetto Innovation Sea, con l’obiettivo di ripulire il mare dalla plastica lungo la costa tra Watamu, Kilifi e Malindi. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Ecoworld e il Kenya Wildlife Service, utilizza imbarcazioni antinquinamento, droni e veicoli sottomarini (ROV) per rimuovere rifiuti plastici da spiagge, fondali e zone marine. Grazie all’uso della blockchain, i rifiuti raccolti vengono tracciati in modo trasparente, garantendo responsabilità e monitoraggio. Il progetto non solo tutela l’ambiente, ma sostiene anche le comunità locali, fornendo aiuti concreti ai minori e creando consapevolezza sull’inquinamento marino. Innovation Sea rappresenta un esempio di tecnologia avanzata applicata alla salvaguardia degli oceani e alla riduzione dell’impatto dei rifiuti plastici a livello internazionale.
Un imprenditore molisano, Domenico Guidotti, ha lanciato in Kenya il progetto Innovation Sea, con l’obiettivo di ripulire il mare dalla plastica lungo la costa tra Watamu, Kilifi e Malindi. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Ecoworld e il Kenya Wildlife Service, utilizza imbarcazioni antinquinamento, droni e veicoli sottomarini (ROV) per rimuovere rifiuti plastici da spiagge, fondali e zone marine. Grazie all’uso della blockchain, i rifiuti raccolti vengono tracciati in modo trasparente, garantendo responsabilità e monitoraggio. Il progetto non solo tutela l’ambiente, ma sostiene anche le comunità locali, fornendo aiuti concreti ai minori e creando consapevolezza sull’inquinamento marino. Innovation Sea rappresenta un esempio di tecnologia avanzata applicata alla salvaguardia degli oceani e alla riduzione dell’impatto dei rifiuti plastici a livello internazionale.
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A Montenero di Bisaccia una scuola intitolata a Sammy Basso
All’ Istituto Omnicomprensivo Sammy Basso musica e tanta solidarietà verso i genitori di Sammy, scomparso nell'ottobre scorso a 28 anni a causa della malattia Oggi, 31 marzo, a Montenero di Bisaccia (Molise) si è tenuta l‘inaugurazione ufficiale dell’Istituto Onnicomprensivo Sammy Basso. Una scuola intitolata a Sammy Basso, il giovane affetto dalla rarissima sindrome della progeria di Hutchinson-Gilford, scomparso ad Ottobre 2024 a soli 28 anni. In occasione dell’inaugurazione erano presenti i genitori di Sammy: accolti dagli studenti dell’istituto con musica, striscioni e tanta felicità. Per l’occasione ha partecipato all’inaugurazione anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
All’ Istituto Omnicomprensivo Sammy Basso musica e tanta solidarietà verso i genitori di Sammy, scomparso nell'ottobre scorso a 28 anni a causa della malattia Oggi, 31 marzo, a Montenero di Bisaccia (Molise) si è tenuta l‘inaugurazione ufficiale dell’Istituto Onnicomprensivo Sammy Basso. Una scuola intitolata a Sammy Basso, il giovane affetto dalla rarissima sindrome della progeria di Hutchinson-Gilford, scomparso ad Ottobre 2024 a soli 28 anni. In occasione dell’inaugurazione erano presenti i genitori di Sammy: accolti dagli studenti dell’istituto con musica, striscioni e tanta felicità. Per l’occasione ha partecipato all’inaugurazione anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
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Il mare si difende
Il mare è uno degli ecosistemi più preziosi e fragili del pianeta. Per questo Luna Rossa Prada Pirelli Team ha scelto di collaborare con Ogyre. La loro alleanza nasce per contrastare l’inquinamento marino. L’obiettivo è ambizioso: rimuovere centinaia di tonnellate di rifiuti entro il 2027. Il progetto coinvolge direttamente i pescatori. Durante le attività quotidiane recuperano plastica e detriti dalle acque. Ciò che prima era scarto diventa azione concreta di tutela ambientale. L’iniziativa unisce tecnologia, sport e responsabilità ecologica. Non si tratta solo di pulizia, ma di prevenzione. Ogni intervento contribuisce a proteggere la biodiversità marina. Il progetto vuole anche sensibilizzare il pubblico globale. Mostrare che la sostenibilità è una responsabilità condivisa. Il mare non è una risorsa infinita. Va difeso con impegno continuo e collaborazione. Questa alleanza dimostra che cambiare rotta è ancora possibile.
Il mare è uno degli ecosistemi più preziosi e fragili del pianeta. Per questo Luna Rossa Prada Pirelli Team ha scelto di collaborare con Ogyre. La loro alleanza nasce per contrastare l’inquinamento marino. L’obiettivo è ambizioso: rimuovere centinaia di tonnellate di rifiuti entro il 2027. Il progetto coinvolge direttamente i pescatori. Durante le attività quotidiane recuperano plastica e detriti dalle acque. Ciò che prima era scarto diventa azione concreta di tutela ambientale. L’iniziativa unisce tecnologia, sport e responsabilità ecologica. Non si tratta solo di pulizia, ma di prevenzione. Ogni intervento contribuisce a proteggere la biodiversità marina. Il progetto vuole anche sensibilizzare il pubblico globale. Mostrare che la sostenibilità è una responsabilità condivisa. Il mare non è una risorsa infinita. Va difeso con impegno continuo e collaborazione. Questa alleanza dimostra che cambiare rotta è ancora possibile.
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La rinascita dell’ambiente grazie alla forza umana
Nel cuore della Cina, due uomini hanno trasformato la propria fragilità in una forza straordinaria. Jia Haixia e Jia Wenqi convivono con disabilità importanti: uno è cieco, l’altro ha perso entrambe le braccia. Separatamente avrebbero avuto enormi difficoltà, ma insieme hanno costruito qualcosa di immenso. Da oltre dieci anni lavorano fianco a fianco per riforestare terreni impoveriti e minacciati dall’erosione. Con pazienza quotidiana hanno piantato più di diecimila alberi. La loro collaborazione è semplice e potente: uno guida, l’altro scava e pianta. Ogni albero rappresenta un gesto di fiducia nel futuro. Il loro lavoro ha trasformato aree aride in spazi verdi e vitali. La natura è diventata il simbolo della loro amicizia. Ma il loro impegno è anche un messaggio sociale. Dimostrano che la disabilità non limita il contributo che si può dare al mondo. La loro foresta è un esempio concreto di resilienza ambientale e umana. Un progetto nato senza grandi mezzi ma con enorme determinazione. Oggi il loro lavoro ispira persone in tutto il mondo. Perché a volte bastano due persone e un sogno per cambiare un paesaggio.
Nel cuore della Cina, due uomini hanno trasformato la propria fragilità in una forza straordinaria. Jia Haixia e Jia Wenqi convivono con disabilità importanti: uno è cieco, l’altro ha perso entrambe le braccia. Separatamente avrebbero avuto enormi difficoltà, ma insieme hanno costruito qualcosa di immenso. Da oltre dieci anni lavorano fianco a fianco per riforestare terreni impoveriti e minacciati dall’erosione. Con pazienza quotidiana hanno piantato più di diecimila alberi. La loro collaborazione è semplice e potente: uno guida, l’altro scava e pianta. Ogni albero rappresenta un gesto di fiducia nel futuro. Il loro lavoro ha trasformato aree aride in spazi verdi e vitali. La natura è diventata il simbolo della loro amicizia. Ma il loro impegno è anche un messaggio sociale. Dimostrano che la disabilità non limita il contributo che si può dare al mondo. La loro foresta è un esempio concreto di resilienza ambientale e umana. Un progetto nato senza grandi mezzi ma con enorme determinazione. Oggi il loro lavoro ispira persone in tutto il mondo. Perché a volte bastano due persone e un sogno per cambiare un paesaggio.
Dillo a Plaple
Una casa per ricominciare
La musica può emozionare, ma può anche diventare uno strumento di cambiamento sociale. È con questo spirito che Achille Lauro ha promosso la Fondazione Madre. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sostenere giovani in difficoltà e situazioni di fragilità sociale. Il progetto guarda oltre l’assistenza immediata. Vuole offrire opportunità concrete di crescita, ascolto e reinserimento. Tra le idee principali ci sono spazi di accoglienza e percorsi di supporto. Luoghi dove i ragazzi possano trovare stabilità e nuove possibilità. Lauro ha più volte raccontato quanto le esperienze personali abbiano influenzato questa scelta. Il progetto diventa così una forma di restituzione alla società. Un modo per trasformare la visibilità artistica in responsabilità sociale. La fondazione punta a costruire comunità, non solo interventi temporanei. L’obiettivo è accompagnare i giovani nel tempo. Aiutarli a sviluppare autonomia e fiducia. Un impegno che unisce cultura, solidarietà e futuro. Perché cambiare una vita significa cambiare anche il mondo che verrà.
La musica può emozionare, ma può anche diventare uno strumento di cambiamento sociale. È con questo spirito che Achille Lauro ha promosso la Fondazione Madre. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sostenere giovani in difficoltà e situazioni di fragilità sociale. Il progetto guarda oltre l’assistenza immediata. Vuole offrire opportunità concrete di crescita, ascolto e reinserimento. Tra le idee principali ci sono spazi di accoglienza e percorsi di supporto. Luoghi dove i ragazzi possano trovare stabilità e nuove possibilità. Lauro ha più volte raccontato quanto le esperienze personali abbiano influenzato questa scelta. Il progetto diventa così una forma di restituzione alla società. Un modo per trasformare la visibilità artistica in responsabilità sociale. La fondazione punta a costruire comunità, non solo interventi temporanei. L’obiettivo è accompagnare i giovani nel tempo. Aiutarli a sviluppare autonomia e fiducia. Un impegno che unisce cultura, solidarietà e futuro. Perché cambiare una vita significa cambiare anche il mondo che verrà.
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Dalla gabbia alla libertà
Dopo decenni di spettacoli che hanno segnato la storia del circo italiano, la famiglia Orfei ha deciso di cambiare direzione e dire addio agli animali nelle proprie esibizioni. La scelta rappresenta una svolta simbolica per una dinastia che per generazioni è stata associata a elefanti, tigri e grandi numeri con animali esotici. Oggi il circo si trasforma, scegliendo di mettere al centro l’espressione artistica umana, fatta di acrobazie, performance e creatività. Secondo i protagonisti di questa decisione, la sensibilità del pubblico è cambiata profondamente negli ultimi anni. Sempre più persone chiedono spettacoli che rispettino il benessere degli animali e rifiutino forme di sfruttamento considerate ormai superate. Per questo motivo il nuovo progetto circense punta a reinventare la tradizione senza cancellarla, ma reinterpretandola in chiave contemporanea. L’abbandono degli animali segna la fine di un’epoca storica, ma anche l’inizio di una nuova visione del circo. Una visione che privilegia la poesia del movimento umano, la forza dell’allenamento e l’emozione pura della performance. Non si tratta di rinnegare il passato, ma di accompagnarlo verso un futuro più consapevole. In questo modo il circo diventa anche un messaggio culturale: l’intrattenimento può esistere senza dominare o costringere altre specie. Un cambiamento che riflette l’evoluzione della società e del rapporto tra uomo e natura. La pista rimane un luogo di meraviglia, ma ora la meraviglia nasce solo dal talento umano.
Dopo decenni di spettacoli che hanno segnato la storia del circo italiano, la famiglia Orfei ha deciso di cambiare direzione e dire addio agli animali nelle proprie esibizioni. La scelta rappresenta una svolta simbolica per una dinastia che per generazioni è stata associata a elefanti, tigri e grandi numeri con animali esotici. Oggi il circo si trasforma, scegliendo di mettere al centro l’espressione artistica umana, fatta di acrobazie, performance e creatività. Secondo i protagonisti di questa decisione, la sensibilità del pubblico è cambiata profondamente negli ultimi anni. Sempre più persone chiedono spettacoli che rispettino il benessere degli animali e rifiutino forme di sfruttamento considerate ormai superate. Per questo motivo il nuovo progetto circense punta a reinventare la tradizione senza cancellarla, ma reinterpretandola in chiave contemporanea. L’abbandono degli animali segna la fine di un’epoca storica, ma anche l’inizio di una nuova visione del circo. Una visione che privilegia la poesia del movimento umano, la forza dell’allenamento e l’emozione pura della performance. Non si tratta di rinnegare il passato, ma di accompagnarlo verso un futuro più consapevole. In questo modo il circo diventa anche un messaggio culturale: l’intrattenimento può esistere senza dominare o costringere altre specie. Un cambiamento che riflette l’evoluzione della società e del rapporto tra uomo e natura. La pista rimane un luogo di meraviglia, ma ora la meraviglia nasce solo dal talento umano.
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Elefanti e turismo, l’Indonesia rivede le regole
Negli ultimi anni l’Indonesia ha rafforzato l’attenzione verso la tutela degli elefanti e di altre specie selvatiche coinvolte nel turismo. Il tema del benessere animale è diventato sempre più centrale, spinto da campagne ambientaliste e dalla crescente sensibilità dei viaggiatori internazionali. In alcune regioni sono state introdotte restrizioni o controlli più severi sulle attività che utilizzano elefanti a scopo ricreativo, considerate potenzialmente dannose per la salute e il comportamento naturale degli animali. Questo cambiamento riflette un’evoluzione del settore turistico, che cerca di orientarsi verso modelli più responsabili e sostenibili. L’obiettivo è ridurre lo sfruttamento commerciale degli animali e promuovere forme di turismo basate sull’osservazione e sulla protezione della fauna. Il percorso è ancora in evoluzione, ma indica una direzione chiara verso pratiche più etiche.
Negli ultimi anni l’Indonesia ha rafforzato l’attenzione verso la tutela degli elefanti e di altre specie selvatiche coinvolte nel turismo. Il tema del benessere animale è diventato sempre più centrale, spinto da campagne ambientaliste e dalla crescente sensibilità dei viaggiatori internazionali. In alcune regioni sono state introdotte restrizioni o controlli più severi sulle attività che utilizzano elefanti a scopo ricreativo, considerate potenzialmente dannose per la salute e il comportamento naturale degli animali. Questo cambiamento riflette un’evoluzione del settore turistico, che cerca di orientarsi verso modelli più responsabili e sostenibili. L’obiettivo è ridurre lo sfruttamento commerciale degli animali e promuovere forme di turismo basate sull’osservazione e sulla protezione della fauna. Il percorso è ancora in evoluzione, ma indica una direzione chiara verso pratiche più etiche.
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La svolta green dei supermercati thailandesi
In diverse aree della Thailandia alcuni supermercati hanno iniziato a ripensare il modo in cui confezionano gli alimenti freschi. Invece della plastica monouso, sempre più contestata per il suo impatto ambientale, vengono utilizzate foglie di banana, un materiale naturale, biodegradabile e facilmente reperibile. Questa scelta nasce dal desiderio di ridurre i rifiuti e recuperare pratiche tradizionali che per secoli hanno fatto parte della vita quotidiana locale. Le foglie, resistenti e flessibili, sono adatte a contenere frutta, verdura e prodotti freschi senza bisogno di ulteriori imballaggi. L’iniziativa ha attirato grande attenzione internazionale, diventando un simbolo di consumo sostenibile e innovazione ecologica. Tuttavia non si tratta di una politica nazionale obbligatoria, ma di progetti volontari adottati da singoli punti vendita o catene. Nonostante ciò, l’esperimento dimostra che alternative semplici e naturali alla plastica sono possibili. Il modello thailandese viene osservato con interesse anche da altri paesi, come esempio concreto di economia circolare e riduzione degli sprechi.
In diverse aree della Thailandia alcuni supermercati hanno iniziato a ripensare il modo in cui confezionano gli alimenti freschi. Invece della plastica monouso, sempre più contestata per il suo impatto ambientale, vengono utilizzate foglie di banana, un materiale naturale, biodegradabile e facilmente reperibile. Questa scelta nasce dal desiderio di ridurre i rifiuti e recuperare pratiche tradizionali che per secoli hanno fatto parte della vita quotidiana locale. Le foglie, resistenti e flessibili, sono adatte a contenere frutta, verdura e prodotti freschi senza bisogno di ulteriori imballaggi. L’iniziativa ha attirato grande attenzione internazionale, diventando un simbolo di consumo sostenibile e innovazione ecologica. Tuttavia non si tratta di una politica nazionale obbligatoria, ma di progetti volontari adottati da singoli punti vendita o catene. Nonostante ciò, l’esperimento dimostra che alternative semplici e naturali alla plastica sono possibili. Il modello thailandese viene osservato con interesse anche da altri paesi, come esempio concreto di economia circolare e riduzione degli sprechi.
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Oltre la celebrità, la responsabilità
Dietro l’immagine iconica di pop star globale, Madonna porta avanti da anni un impegno concreto nel campo della filantropia sanitaria. Nel 2017, attraverso la sua fondazione Raising Malawi, ha contribuito alla nascita del Mercy James Centre for Pediatric Surgery and Intensive Care a Blantyre, in Malawi. Si tratta del primo centro del Paese specializzato in chirurgia pediatrica ad alta complessità e terapia intensiva per bambini, pensato per offrire cure salvavita in un contesto segnato da gravi carenze sanitarie. La struttura rappresenta una svolta storica per il sistema sanitario malawiano, dove fino a pochi anni fa molti bambini non avevano accesso a interventi chirurgici di base, figuriamoci a cure complesse. Il centro non solo fornisce assistenza medica specializzata, ma investe anche nella formazione di personale locale, con l’obiettivo di costruire competenze durature e autonomia sanitaria. Sebbene la notizia venga talvolta presentata come recente, il progetto è operativo da anni e continua a salvare vite ogni giorno. L’iniziativa dimostra come la celebrità possa essere utilizzata come leva per attirare risorse, attenzione internazionale e cambiamento reale. In questo caso, Madonna ha trasformato la notorietà in infrastruttura, lasciando un segno tangibile che va ben oltre la dimensione simbolica.
Dietro l’immagine iconica di pop star globale, Madonna porta avanti da anni un impegno concreto nel campo della filantropia sanitaria. Nel 2017, attraverso la sua fondazione Raising Malawi, ha contribuito alla nascita del Mercy James Centre for Pediatric Surgery and Intensive Care a Blantyre, in Malawi. Si tratta del primo centro del Paese specializzato in chirurgia pediatrica ad alta complessità e terapia intensiva per bambini, pensato per offrire cure salvavita in un contesto segnato da gravi carenze sanitarie. La struttura rappresenta una svolta storica per il sistema sanitario malawiano, dove fino a pochi anni fa molti bambini non avevano accesso a interventi chirurgici di base, figuriamoci a cure complesse. Il centro non solo fornisce assistenza medica specializzata, ma investe anche nella formazione di personale locale, con l’obiettivo di costruire competenze durature e autonomia sanitaria. Sebbene la notizia venga talvolta presentata come recente, il progetto è operativo da anni e continua a salvare vite ogni giorno. L’iniziativa dimostra come la celebrità possa essere utilizzata come leva per attirare risorse, attenzione internazionale e cambiamento reale. In questo caso, Madonna ha trasformato la notorietà in infrastruttura, lasciando un segno tangibile che va ben oltre la dimensione simbolica.
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La forza di essere visibili
Alla sfilata Rhythms on the Runway di Accra, uno degli eventi di moda più attenti al dialogo tra identità, cultura e contemporaneità africana, la modella e attivista Abena Christine Jon’el ha trasformato la passerella in uno spazio di affermazione politica e simbolica. Durante la sua sfilata, Jon’el ha mostrato con orgoglio la propria protesi alla gamba, rivestita in tessuto kente, uno dei materiali più rappresentativi della tradizione ghanese. Il gesto non è stato un semplice dettaglio estetico, ma una dichiarazione potente: la disabilità non è qualcosa da nascondere, bensì una parte dell’identità che può essere celebrata, integrata e valorizzata. Avvolgendo la protesi in un tessuto carico di storia e significato, la modella ha unito corpo, cultura e memoria collettiva, ribaltando gli stereotipi ancora presenti nel mondo della moda. La sua presenza in passerella ha aperto una riflessione più ampia sull’inclusione, sulla rappresentazione dei corpi non conformi e sul ruolo della moda come linguaggio sociale. In un contesto come quello africano, spesso escluso dai grandi circuiti internazionali, Jon’el ha mostrato come la narrazione possa partire dal Sud del mondo per parlare a tutti. La sua sfilata è diventata così un atto di orgoglio, visibilità e resistenza culturale.
Alla sfilata Rhythms on the Runway di Accra, uno degli eventi di moda più attenti al dialogo tra identità, cultura e contemporaneità africana, la modella e attivista Abena Christine Jon’el ha trasformato la passerella in uno spazio di affermazione politica e simbolica. Durante la sua sfilata, Jon’el ha mostrato con orgoglio la propria protesi alla gamba, rivestita in tessuto kente, uno dei materiali più rappresentativi della tradizione ghanese. Il gesto non è stato un semplice dettaglio estetico, ma una dichiarazione potente: la disabilità non è qualcosa da nascondere, bensì una parte dell’identità che può essere celebrata, integrata e valorizzata. Avvolgendo la protesi in un tessuto carico di storia e significato, la modella ha unito corpo, cultura e memoria collettiva, ribaltando gli stereotipi ancora presenti nel mondo della moda. La sua presenza in passerella ha aperto una riflessione più ampia sull’inclusione, sulla rappresentazione dei corpi non conformi e sul ruolo della moda come linguaggio sociale. In un contesto come quello africano, spesso escluso dai grandi circuiti internazionali, Jon’el ha mostrato come la narrazione possa partire dal Sud del mondo per parlare a tutti. La sua sfilata è diventata così un atto di orgoglio, visibilità e resistenza culturale.
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Uscire dal silenzio sociale
In Toscana prende avvio Reconnected, un progetto che affronta il tema del ritiro sociale giovanile, un fenomeno sempre più diffuso che coinvolge ragazzi e adolescenti conosciuti come hikikomori. Con questo termine si indicano giovani che scelgono di isolarsi progressivamente, interrompendo la frequenza scolastica e riducendo al minimo i contatti sociali, spesso rifugiandosi esclusivamente in ambienti domestici o digitali. Reconnected nasce per intercettare queste situazioni in modo precoce, rafforzando il ruolo della scuola e della comunità educativa. Il progetto prevede percorsi di formazione specifica per insegnanti, educatori e professionisti, aiutandoli a riconoscere i segnali di disagio e a intervenire in modo adeguato. Accanto alla formazione, vengono sviluppati strumenti digitali e spazi online pensati per dialogare con i ragazzi attraverso linguaggi a loro familiari. L’obiettivo è ricostruire relazioni, prevenire l’abbandono scolastico e offrire nuove possibilità di connessione a chi si è allontanato dalla vita sociale.
In Toscana prende avvio Reconnected, un progetto che affronta il tema del ritiro sociale giovanile, un fenomeno sempre più diffuso che coinvolge ragazzi e adolescenti conosciuti come hikikomori. Con questo termine si indicano giovani che scelgono di isolarsi progressivamente, interrompendo la frequenza scolastica e riducendo al minimo i contatti sociali, spesso rifugiandosi esclusivamente in ambienti domestici o digitali. Reconnected nasce per intercettare queste situazioni in modo precoce, rafforzando il ruolo della scuola e della comunità educativa. Il progetto prevede percorsi di formazione specifica per insegnanti, educatori e professionisti, aiutandoli a riconoscere i segnali di disagio e a intervenire in modo adeguato. Accanto alla formazione, vengono sviluppati strumenti digitali e spazi online pensati per dialogare con i ragazzi attraverso linguaggi a loro familiari. L’obiettivo è ricostruire relazioni, prevenire l’abbandono scolastico e offrire nuove possibilità di connessione a chi si è allontanato dalla vita sociale.
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#Runforlove
In occasione di San Valentino, l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze promuove Runforlove, una maratona solidale in formato virtuale pensata per unire attività fisica e sostegno concreto ai bambini ricoverati. L’iniziativa è aperta a tutti e invita a partecipare in coppia, che si tratti di partner, amici, familiari o colleghi. La partecipazione è semplice: ci si iscrive online, si effettua una donazione e si corre o cammina liberamente, senza vincoli di luogo o orario, nei giorni indicati dall’evento. La distanza prevista è simbolica e condivisa, a rappresentare l’idea di fare strada insieme per una buona causa. I fondi raccolti sostengono progetti dedicati al benessere emotivo dei piccoli pazienti, come attività ludiche, ricreative e di supporto psicologico, fondamentali durante il percorso di cura. Runforlove trasforma così un gesto quotidiano come correre in un atto di solidarietà, rendendo San Valentino un’occasione per esprimere amore anche verso chi sta affrontando momenti difficili.
In occasione di San Valentino, l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze promuove Runforlove, una maratona solidale in formato virtuale pensata per unire attività fisica e sostegno concreto ai bambini ricoverati. L’iniziativa è aperta a tutti e invita a partecipare in coppia, che si tratti di partner, amici, familiari o colleghi. La partecipazione è semplice: ci si iscrive online, si effettua una donazione e si corre o cammina liberamente, senza vincoli di luogo o orario, nei giorni indicati dall’evento. La distanza prevista è simbolica e condivisa, a rappresentare l’idea di fare strada insieme per una buona causa. I fondi raccolti sostengono progetti dedicati al benessere emotivo dei piccoli pazienti, come attività ludiche, ricreative e di supporto psicologico, fondamentali durante il percorso di cura. Runforlove trasforma così un gesto quotidiano come correre in un atto di solidarietà, rendendo San Valentino un’occasione per esprimere amore anche verso chi sta affrontando momenti difficili.
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