Dal 2022 ogni anno, in data 21 Ottobre viene assegnata una bandiera verde in segno di riconoscimento per il rispetto e la tutela di pachi e foreste. Questo 21 Ottobre, il Parco regionale “Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane riceverà, dalla Federazione Rinascita Forestale e Ambientale, il riconoscimento di “Bandiera Verde Parchi e Foreste Ferfa”: lo hanno reso noto il presidente, Mario Ungaro, e il direttore, Marco Delorenzo.
La bandiera è stata assegnata per il rispetto dei requisiti relativi alla gestione sostenibile del patrimonio verde, per la sostenibilità ecologica e per la multifunzionalità delle foreste.
“Il progetto Bandiera Verde – hanno detto Ungaro e Delorenzo – si integra con la nuova strategia forestale Europea e ha l’obiettivo di sensibilizzare l’uso sostenibile del soprassuolo forestale, in una nuova ottica di rispetto, integrazione con l’ambiente, con l’economia e le popolazioni locali”.
Il Progetto FeRFA
La Bandiera Verde Parchi e Foreste è un riconoscimento nazionale, istituito dalla Federazione rinascita forestale e Ambientale nel 2022 in occasione dei 200 anni dalla nascita del Corpo forestale dello Stato.
La Commissione europea ha di recente adottato la “Nuova strategia forestale” per il 2030, iniziativa che ha l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Il progetto bandiera verde Parchi e Foreste, si integra con tale strategia Europea e mira a garantire la multifunzionalità delle foreste come alleati essenziali nella lotta ai cambiamenti climatici e luogo di tutela della biodiversità.
Il progetto bandiera verde vuole implementare tutte quelle azioni concrete che aumentino la quantità e la qualità delle foreste in Italia.
Il progetto Bandiera Verde Parchi e Foreste ha l'obiettivo di sensibilizzare la politica ad un uso sostenibile del soprassuolo forestale, in una nuova ottica di rispetto, di sostenibilità e integrazione con l’ambiente, l’economia e le popolazioni locali.
Rubrica: Dillo a Plaple
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Dal 2022 ogni anno, in data 21 Ottobre viene assegnata una bandiera verde in segno di riconoscimento per il rispetto e la tutela di pachi e foreste. Questo 21 Ottobre, il Parco regionale “Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane riceverà, dalla Federazione Rinascita Forestale e Ambientale, il riconoscimento di “Bandiera Verde Parchi e Foreste Ferfa”: lo hanno reso noto il presidente, Mario Ungaro, e il direttore, Marco Delorenzo. La bandiera è stata assegnata per il rispetto dei requisiti relativi alla gestione sostenibile del patrimonio verde, per la sostenibilità ecologica e per la multifunzionalità delle foreste. “Il progetto Bandiera Verde – hanno detto Ungaro e Delorenzo – si integra con la nuova strategia forestale Europea e ha l’obiettivo di sensibilizzare l’uso sostenibile del soprassuolo forestale, in una nuova ottica di rispetto, integrazione con l’ambiente, con l’economia e le popolazioni locali”. Il Progetto FeRFA La Bandiera Verde Parchi e Foreste è un riconoscimento nazionale, istituito dalla Federazione rinascita forestale e Ambientale nel 2022 in occasione dei 200 anni dalla nascita del Corpo forestale dello Stato. La Commissione europea ha di recente adottato la “Nuova strategia forestale” per il 2030, iniziativa che ha l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il progetto bandiera verde Parchi e Foreste, si integra con tale strategia Europea e mira a garantire la multifunzionalità delle foreste come alleati essenziali nella lotta ai cambiamenti climatici e luogo di tutela della biodiversità. Il progetto bandiera verde vuole implementare tutte quelle azioni concrete che aumentino la quantità e la qualità delle foreste in Italia. Il progetto Bandiera Verde Parchi e Foreste ha l'obiettivo di sensibilizzare la politica ad un uso sostenibile del soprassuolo forestale, in una nuova ottica di rispetto, di sostenibilità e integrazione con l’ambiente, l’economia e le popolazioni locali.
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Dillo a Plaple
Messaggi e voci contro la violenza, perché “l’amore è un’altra cosa”
All’ingresso del Centro Donna dell’ospedale San Giuseppe c’è un albero che non ha foglie, ma parole. Parole brevi, pensieri scritti in fretta, frasi nate da un ricordo o da una ferita. Oggi, 25 novembre, quell’albero è diventato il punto attorno a cui si è raccolta la comunità dell’ospedale di Empoli per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’incontro ha messo insieme operatori, utenti e cittadini in uno spazio pensato per fermarsi, ascoltare e capire. Ad aprire il momento è stata la lettura dell’attore Dario Spinelli, che ha portato un brano tratto dal libro “L’ho uccisa perché l’amavo” di Michela Murgia e Loredana Lipperini. Un testo diretto, che parla del femminicidio senza giri di parole e smonta l’idea distorta che possa nascondersi dietro un finto “amore”. La lettura ha aperto uno spazio di silenzio e ascolto, utile a riportare al centro la realtà dei fatti e la responsabilità culturale che riguarda tutta la comunità. Subito dopo sono stati condivisi alcuni dei messaggi lasciati sull'“Albero delle Parole”. L’albero, collocato da giorni negli spazi antistanti il Centro Donna, si è riempito grazie ai post-it appesi da uomini e donne, operatori e utenti. Ognuno ha lasciato un "fiore-parola", trasformando un gesto semplice in un segno comune di consapevolezza. Tra quei messaggi c’è la storia di una donna che ha scritto poche righe sul suo passato: il dramma, la fuga improvvisa "con pochi vestiti e con i bambini", poi il lungo percorso che l’ha portata a ritrovare sicurezza e a vivere un amore nuovo. Un'altra donna ha ricordato che la violenza non lascia sempre lividi, perché può essere mentale, emotiva, economica, sociale. Qualcuno ha scritto il proprio “no” alla violenza verbale sul posto di lavoro, segnalando un tema spesso taciuto. Accanto ai racconti più duri ci sono parole di sostegno e incoraggiamento: “ti meriti la felicità”, “l’amore non è violenza”, “la luce delle donne rende il mondo migliore”. Altri messaggi diventano ammonimenti chiari: “la libertà è un diritto, non devo imparare a difendermi dagli uomini, sono loro che devono imparare ad amare”, oppure “il silenzio è violenza”, “la violenza è anche negli sguardi”. C’è chi ha scritto una frase che ritorna spesso nelle campagne di sensibilizzazione: “non è amore se fa male, la violenza non è mai giustificabile”. A leggere i messaggi sono stati la direttrice del PO Francesca Bellini e lo pneumologo Alessio Garcea, i dottori Matteo Bastiani e Giuseppe Carello della Direzione sanitaria del presidio empolese, il professor Roberto Bernardini direttore della Pediatria, il professor Roberto Tarquini direttore della Medicina interna 1, il dottor Filippo Pelagatti responsabile della Farmacia ospedaliera, il dottor Massimo Calistri direttore della Chirurgia generale, la dottoressa Giuditta Martelli della Psicologia ospedaliera e lo pneumologo Marco De Martino. La lettura collettiva dei messaggi ha chiuso il cerchio della giornata: un gesto semplice, ma utile a dare voce a esperienze, paure, desideri e responsabilità condivise. Ognuna delle parole appese all’albero ricorda che la violenza di genere non è un fatto privato, ma un fenomeno che riguarda tutti. E tra i tanti pensieri lasciati, uno è rimasto come sintesi e monito, limpido nella sua essenza: L’amore è un’altra cosa.
All’ingresso del Centro Donna dell’ospedale San Giuseppe c’è un albero che non ha foglie, ma parole. Parole brevi, pensieri scritti in fretta, frasi nate da un ricordo o da una ferita. Oggi, 25 novembre, quell’albero è diventato il punto attorno a cui si è raccolta la comunità dell’ospedale di Empoli per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’incontro ha messo insieme operatori, utenti e cittadini in uno spazio pensato per fermarsi, ascoltare e capire. Ad aprire il momento è stata la lettura dell’attore Dario Spinelli, che ha portato un brano tratto dal libro “L’ho uccisa perché l’amavo” di Michela Murgia e Loredana Lipperini. Un testo diretto, che parla del femminicidio senza giri di parole e smonta l’idea distorta che possa nascondersi dietro un finto “amore”. La lettura ha aperto uno spazio di silenzio e ascolto, utile a riportare al centro la realtà dei fatti e la responsabilità culturale che riguarda tutta la comunità. Subito dopo sono stati condivisi alcuni dei messaggi lasciati sull'“Albero delle Parole”. L’albero, collocato da giorni negli spazi antistanti il Centro Donna, si è riempito grazie ai post-it appesi da uomini e donne, operatori e utenti. Ognuno ha lasciato un "fiore-parola", trasformando un gesto semplice in un segno comune di consapevolezza. Tra quei messaggi c’è la storia di una donna che ha scritto poche righe sul suo passato: il dramma, la fuga improvvisa "con pochi vestiti e con i bambini", poi il lungo percorso che l’ha portata a ritrovare sicurezza e a vivere un amore nuovo. Un'altra donna ha ricordato che la violenza non lascia sempre lividi, perché può essere mentale, emotiva, economica, sociale. Qualcuno ha scritto il proprio “no” alla violenza verbale sul posto di lavoro, segnalando un tema spesso taciuto. Accanto ai racconti più duri ci sono parole di sostegno e incoraggiamento: “ti meriti la felicità”, “l’amore non è violenza”, “la luce delle donne rende il mondo migliore”. Altri messaggi diventano ammonimenti chiari: “la libertà è un diritto, non devo imparare a difendermi dagli uomini, sono loro che devono imparare ad amare”, oppure “il silenzio è violenza”, “la violenza è anche negli sguardi”. C’è chi ha scritto una frase che ritorna spesso nelle campagne di sensibilizzazione: “non è amore se fa male, la violenza non è mai giustificabile”. A leggere i messaggi sono stati la direttrice del PO Francesca Bellini e lo pneumologo Alessio Garcea, i dottori Matteo Bastiani e Giuseppe Carello della Direzione sanitaria del presidio empolese, il professor Roberto Bernardini direttore della Pediatria, il professor Roberto Tarquini direttore della Medicina interna 1, il dottor Filippo Pelagatti responsabile della Farmacia ospedaliera, il dottor Massimo Calistri direttore della Chirurgia generale, la dottoressa Giuditta Martelli della Psicologia ospedaliera e lo pneumologo Marco De Martino. La lettura collettiva dei messaggi ha chiuso il cerchio della giornata: un gesto semplice, ma utile a dare voce a esperienze, paure, desideri e responsabilità condivise. Ognuna delle parole appese all’albero ricorda che la violenza di genere non è un fatto privato, ma un fenomeno che riguarda tutti. E tra i tanti pensieri lasciati, uno è rimasto come sintesi e monito, limpido nella sua essenza: L’amore è un’altra cosa.
Dillo a Plaple
Trasformare la scuola in un laboratorio green
Il progetto educativo gratuito mette a disposizione strumenti per analizzare la carbon footprint della scuola e trasformare i dati in azioni concrete in chiave green su mobilità, consumi energetici e gestione dei rifiuti. Il percorso consente inoltre agli studenti di ottenere fino a 30 ore di Formazione Scuola-Lavoro e di partecipare al concorso nazionale. Il progetto è dedicato alla riduzione dell’impatto ambientale degli istituti. Promosso da Fondazione Ambienta, Gruppo Spaggiari Parma e La Fabbrica Società Benefit con il sostegno di ASviS, il percorso offre gratuitamente agli istituti secondari di secondo grado la possibilità di valutare la carbon footprint della scuola e di individuare interventi mirati nei tre ambiti più rilevanti: mobilità casa-scuola, consumi energetici e gestione dei rifiuti. Attraverso la piattaforma improntafutura.scuola.net, messa a disposizione dai promotori, studenti e docenti possono raccogliere in modo semplice i dati relativi alla vita scolastica e disporre di strumenti che li guidano nella definizione di azioni concrete in chiave green. In questo modo, la scuola si trasforma in un laboratorio di sostenibilità, dove la conoscenza diventa pratica quotidiana. Come evidenzia Fondazione Ambienta: «Il progetto nasce con l’intento di promuovere consapevolezza e partecipazione su temi cruciali del nostro tempo, diffondendo la cultura del rispetto dell’ambiente tra le nuove generazioni». Il progetto, totalmente gratuito, integra in modo concreto i principi dell’Agenda 2030 nei programmi di Educazione civica e permette agli studenti di ottenere fino a 30 ore certificate di Formazione Scuola-Lavoro: 15 ore per la partecipazione alle fasi di analisi e sperimentazione, e ulteriori 15 ore per chi realizza un project work dedicato a ideare e proporre soluzioni sostenibili per la propria scuola. Inoltre, le scuole possono candidare il proprio project work al concorso nazionale “Impronta Futura”, che premierà le proposte più efficaci con voucher per l’acquisto di materiale didattico. Le candidature dovranno essere inviate entro l’11 maggio 2026 e i vincitori saranno annunciati dalla giuria di esperti entro il 4 giugno 2026.
Il progetto educativo gratuito mette a disposizione strumenti per analizzare la carbon footprint della scuola e trasformare i dati in azioni concrete in chiave green su mobilità, consumi energetici e gestione dei rifiuti. Il percorso consente inoltre agli studenti di ottenere fino a 30 ore di Formazione Scuola-Lavoro e di partecipare al concorso nazionale. Il progetto è dedicato alla riduzione dell’impatto ambientale degli istituti. Promosso da Fondazione Ambienta, Gruppo Spaggiari Parma e La Fabbrica Società Benefit con il sostegno di ASviS, il percorso offre gratuitamente agli istituti secondari di secondo grado la possibilità di valutare la carbon footprint della scuola e di individuare interventi mirati nei tre ambiti più rilevanti: mobilità casa-scuola, consumi energetici e gestione dei rifiuti. Attraverso la piattaforma improntafutura.scuola.net, messa a disposizione dai promotori, studenti e docenti possono raccogliere in modo semplice i dati relativi alla vita scolastica e disporre di strumenti che li guidano nella definizione di azioni concrete in chiave green. In questo modo, la scuola si trasforma in un laboratorio di sostenibilità, dove la conoscenza diventa pratica quotidiana. Come evidenzia Fondazione Ambienta: «Il progetto nasce con l’intento di promuovere consapevolezza e partecipazione su temi cruciali del nostro tempo, diffondendo la cultura del rispetto dell’ambiente tra le nuove generazioni». Il progetto, totalmente gratuito, integra in modo concreto i principi dell’Agenda 2030 nei programmi di Educazione civica e permette agli studenti di ottenere fino a 30 ore certificate di Formazione Scuola-Lavoro: 15 ore per la partecipazione alle fasi di analisi e sperimentazione, e ulteriori 15 ore per chi realizza un project work dedicato a ideare e proporre soluzioni sostenibili per la propria scuola. Inoltre, le scuole possono candidare il proprio project work al concorso nazionale “Impronta Futura”, che premierà le proposte più efficaci con voucher per l’acquisto di materiale didattico. Le candidature dovranno essere inviate entro l’11 maggio 2026 e i vincitori saranno annunciati dalla giuria di esperti entro il 4 giugno 2026.
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Nasce a Schio il “Regalo di Natale sospeso”, l’iniziativa che vuole donare speranza
Il “Regalo di Natale sospeso” è un progetto solidale lanciato dal Comune di Schio in collaborazione con l’Avis Comunale Schio Altovicentino, con l’obiettivo di portare un gesto concreto di vicinanza alle famiglie che vivono situazioni di fragilità economica o sociale. Chi lo desidera può donare un gioco, un libro o un piccolo regalo nuovo, già incartato e accompagnato da un biglietto che ne indichi il contenuto. I doni vengono raccolti fino al 17 dicembre presso alcuni punti individuati dal Comune e da Avis, e poi consegnati alle famiglie segnalate dai Servizi Sociali e dalla rete solidale locale. In questo modo, la città trasforma lo spirito natalizio in un abbraccio comunitario, offrendo un momento di gioia e conforto a chi rischia di restare nell’ombra. Secondo la presidente di Avis Schio, Giusi Tognetti, l’iniziativa si inserisce perfettamente nel percorso di “Schio – Città del Dono”, valorizzando la cultura della generosità e della responsabilità condivisa.
Il “Regalo di Natale sospeso” è un progetto solidale lanciato dal Comune di Schio in collaborazione con l’Avis Comunale Schio Altovicentino, con l’obiettivo di portare un gesto concreto di vicinanza alle famiglie che vivono situazioni di fragilità economica o sociale. Chi lo desidera può donare un gioco, un libro o un piccolo regalo nuovo, già incartato e accompagnato da un biglietto che ne indichi il contenuto. I doni vengono raccolti fino al 17 dicembre presso alcuni punti individuati dal Comune e da Avis, e poi consegnati alle famiglie segnalate dai Servizi Sociali e dalla rete solidale locale. In questo modo, la città trasforma lo spirito natalizio in un abbraccio comunitario, offrendo un momento di gioia e conforto a chi rischia di restare nell’ombra. Secondo la presidente di Avis Schio, Giusi Tognetti, l’iniziativa si inserisce perfettamente nel percorso di “Schio – Città del Dono”, valorizzando la cultura della generosità e della responsabilità condivisa.
Dillo a Plaple
Bologna apre le porte dei teatri ai detenuti
L’iniziativa “Uscire per motivi spettacolari” prende vita a Bologna e mette a disposizione biglietti gratis per rappresentazioni teatrali ai detenuti autorizzati a uscire con permessi premio o ammessi a misure alternative al carcere. Proposto dalla Camera Penale di Bologna “Franco Bricola”, in collaborazione con l’Osservatorio Diritti Umani, carcere e altri luoghi di privazione della libertà, e l’attore Alessandro Bergonzoni, il progetto coinvolge i principali teatri della città: Teatro Comunale, Arena del Sole, Teatro Duse, Teatro Celebrazioni, Teatro Dehon e l’Oratorio San Filippo Neri. Presentato a Palazzo d’Accursio alla presenza di istituzioni, magistratura e direzioni carcerarie, il progetto vuole essere un segnale di fiducia e rigenerazione: per chi è in permesso significa condividere un momento di socialità con familiari o volontari, sedendosi accanto a qualsiasi altra persona. Bergonzoni paragona la distanza tra carcere e città a quella dello spazio: l’arte come ponte per avvicinare mondi altrimenti separati.
L’iniziativa “Uscire per motivi spettacolari” prende vita a Bologna e mette a disposizione biglietti gratis per rappresentazioni teatrali ai detenuti autorizzati a uscire con permessi premio o ammessi a misure alternative al carcere. Proposto dalla Camera Penale di Bologna “Franco Bricola”, in collaborazione con l’Osservatorio Diritti Umani, carcere e altri luoghi di privazione della libertà, e l’attore Alessandro Bergonzoni, il progetto coinvolge i principali teatri della città: Teatro Comunale, Arena del Sole, Teatro Duse, Teatro Celebrazioni, Teatro Dehon e l’Oratorio San Filippo Neri. Presentato a Palazzo d’Accursio alla presenza di istituzioni, magistratura e direzioni carcerarie, il progetto vuole essere un segnale di fiducia e rigenerazione: per chi è in permesso significa condividere un momento di socialità con familiari o volontari, sedendosi accanto a qualsiasi altra persona. Bergonzoni paragona la distanza tra carcere e città a quella dello spazio: l’arte come ponte per avvicinare mondi altrimenti separati.
Dillo a Plaple
Il gesto solidale di Jaden Smith che nutre chi non può permettersi un pasto
Jaden Smith ha avviato un’iniziativa profondamente solidale chiamata I Love You, nata con l’obiettivo di portare pasti nutrienti e gratuiti alle persone che vivono in condizioni di difficoltà. Attraverso un food truck vegano attivo nelle aree più fragili di Los Angeles, Jaden offre cibo sano a chi non può permetterselo, trasformando un semplice pasto in un gesto di cura e rispetto. Il progetto mira a restituire dignità a chi è spesso invisibile, creando uno spazio in cui esigenze primarie e umanità si incontrano. L’iniziativa si basa su un modello di condivisione: chi può pagare contribuisce anche al pasto di chi non ha risorse, in un circolo virtuoso di solidarietà concreta. Con l’intenzione di aprire un ristorante stabile che continui a servire gratuitamente chi è in difficoltà, Jaden vuole ampliare l’impatto del progetto e dimostrare come la generosità possa diventare un atto quotidiano. I Love You non è solo un servizio di ristorazione: è un messaggio potente che ricorda come empatia e altruismo possano cambiare, un pasto alla volta, la vita delle persone più vulnerabili.
Jaden Smith ha avviato un’iniziativa profondamente solidale chiamata I Love You, nata con l’obiettivo di portare pasti nutrienti e gratuiti alle persone che vivono in condizioni di difficoltà. Attraverso un food truck vegano attivo nelle aree più fragili di Los Angeles, Jaden offre cibo sano a chi non può permetterselo, trasformando un semplice pasto in un gesto di cura e rispetto. Il progetto mira a restituire dignità a chi è spesso invisibile, creando uno spazio in cui esigenze primarie e umanità si incontrano. L’iniziativa si basa su un modello di condivisione: chi può pagare contribuisce anche al pasto di chi non ha risorse, in un circolo virtuoso di solidarietà concreta. Con l’intenzione di aprire un ristorante stabile che continui a servire gratuitamente chi è in difficoltà, Jaden vuole ampliare l’impatto del progetto e dimostrare come la generosità possa diventare un atto quotidiano. I Love You non è solo un servizio di ristorazione: è un messaggio potente che ricorda come empatia e altruismo possano cambiare, un pasto alla volta, la vita delle persone più vulnerabili.
Dillo a Plaple
La nuova resistenza verde dell’Ecuador
Nell’Amazzonia ecuadoriana, un gruppo di nove giovani attiviste indigene, le Niñas Amazonas, lotta per difendere la foresta e i diritti delle loro comunità. Chiamate anche Guerriere per l’Amazzonia, si battono contro l’inquinamento, la deforestazione e gli incendi provocati dall’estrazione di petrolio e dalle grandi industrie. Con coraggio hanno portato in tribunale lo Stato ecuadoriano, ottenendo una storica vittoria legale contro il gas flaring, pratica che avvelenava aria, acqua e persone. Le loro armi sono la parola, la conoscenza e l’unione delle comunità indigene. Attraverso campagne, incontri e testimonianze, denunciano al mondo la distruzione della foresta, cuore vitale del pianeta. Simbolo di una nuova generazione di difensori della Terra, le Guerriere trasformano la rabbia in speranza e la paura in azione. La loro voce ricorda a tutti che proteggere l’Amazzonia significa proteggere la vita stessa.
Nell’Amazzonia ecuadoriana, un gruppo di nove giovani attiviste indigene, le Niñas Amazonas, lotta per difendere la foresta e i diritti delle loro comunità. Chiamate anche Guerriere per l’Amazzonia, si battono contro l’inquinamento, la deforestazione e gli incendi provocati dall’estrazione di petrolio e dalle grandi industrie. Con coraggio hanno portato in tribunale lo Stato ecuadoriano, ottenendo una storica vittoria legale contro il gas flaring, pratica che avvelenava aria, acqua e persone. Le loro armi sono la parola, la conoscenza e l’unione delle comunità indigene. Attraverso campagne, incontri e testimonianze, denunciano al mondo la distruzione della foresta, cuore vitale del pianeta. Simbolo di una nuova generazione di difensori della Terra, le Guerriere trasformano la rabbia in speranza e la paura in azione. La loro voce ricorda a tutti che proteggere l’Amazzonia significa proteggere la vita stessa.
Dillo a Plaple
Un polmone verde per il futuro, in Australia arriva il Great Koala National Park
In Australia è in fase di creazione il Great Koala National Park, un progetto ambizioso per proteggere i koala dall’estinzione. Il parco si estenderà su circa 476.000 ettari nella regione Mid North Coast del New South Wales, combinando foreste statali e aree già protette. L’obiettivo principale è salvaguardare oltre 12.000 koala selvatici, garantendo loro habitat sicuri e ricchi di cibo naturale. Il progetto prevede la conservazione di altre specie minacciate, contribuendo alla tutela della biodiversità dell’intera regione. Il governo ha imposto una moratoria al disboscamento nelle zone interessate, proteggendo così gli alberi essenziali per la sopravvivenza dei koala. Verranno implementate iniziative di monitoraggio e ricerca scientifica per studiare le popolazioni animali e la salute degli ecosistemi. Il progetto prevede anche supporto alle comunità locali e alternative economiche sostenibili per chi dipendeva dall’industria forestale. Il parco rappresenta un esempio concreto di come conservazione ambientale e sviluppo sostenibile possano andare di pari passo. Si tratta di un impegno pluriennale, volto a garantire un futuro stabile per i koala e gli ecosistemi circostanti. Il Great Koala National Park diventa così un simbolo internazionale di protezione della fauna e della biodiversità in Australia.
In Australia è in fase di creazione il Great Koala National Park, un progetto ambizioso per proteggere i koala dall’estinzione. Il parco si estenderà su circa 476.000 ettari nella regione Mid North Coast del New South Wales, combinando foreste statali e aree già protette. L’obiettivo principale è salvaguardare oltre 12.000 koala selvatici, garantendo loro habitat sicuri e ricchi di cibo naturale. Il progetto prevede la conservazione di altre specie minacciate, contribuendo alla tutela della biodiversità dell’intera regione. Il governo ha imposto una moratoria al disboscamento nelle zone interessate, proteggendo così gli alberi essenziali per la sopravvivenza dei koala. Verranno implementate iniziative di monitoraggio e ricerca scientifica per studiare le popolazioni animali e la salute degli ecosistemi. Il progetto prevede anche supporto alle comunità locali e alternative economiche sostenibili per chi dipendeva dall’industria forestale. Il parco rappresenta un esempio concreto di come conservazione ambientale e sviluppo sostenibile possano andare di pari passo. Si tratta di un impegno pluriennale, volto a garantire un futuro stabile per i koala e gli ecosistemi circostanti. Il Great Koala National Park diventa così un simbolo internazionale di protezione della fauna e della biodiversità in Australia.
Dillo a Plaple
“Uno per il Meyer, tutti per il Meyer”
Il Grand Hotel Baglioni di Firenze, parte del gruppo Carattere Toscano, conferma il proprio impegno nel sociale avviando una collaborazione a favore della Fondazione Meyer. Nel corso dell’intero anno, l’hotel destinerà l’1% del valore complessivo di tutte le prenotazioni effettuate tramite il sito ufficiale alla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer. Antonella Monaco, presidente di Carattere Toscano: “Investire nella salute dei più giovani significa investire nel futuro stesso della società: un futuro più sano, equo e solidale”. Con queste parole il Grand Hotel Baglioni sottolinea l’orgoglio di sostenere le attività del Meyer, centro di eccellenza nazionale e internazionale nella cura pediatrica e nella ricerca scientifica. L’azienda ha avuto il privilegio di conoscere da vicino l’impegno e la dedizione delle persone che ogni giorno operano con professionalità e passione per garantire un futuro ai bambini e agli adolescenti, considerati la risorsa più preziosa della comunità. Sostenere la missione e i valori della Fondazione Meyer è ritenuto un impegno fondamentale, poiché essa rappresenta un punto di riferimento per chiunque abbia a cuore il benessere delle persone. Per questo motivo, è stata scelta la destinazione di una parte dei ricavi al Meyer, a supporto delle attività svolte da medici e operatori. Attraverso questo contributo, l’azienda intende promuovere il benessere psico-fisico delle nuove generazioni, accompagnandole nel loro percorso di crescita e contribuendo a costruire per loro un futuro migliore.
Il Grand Hotel Baglioni di Firenze, parte del gruppo Carattere Toscano, conferma il proprio impegno nel sociale avviando una collaborazione a favore della Fondazione Meyer. Nel corso dell’intero anno, l’hotel destinerà l’1% del valore complessivo di tutte le prenotazioni effettuate tramite il sito ufficiale alla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer. Antonella Monaco, presidente di Carattere Toscano: “Investire nella salute dei più giovani significa investire nel futuro stesso della società: un futuro più sano, equo e solidale”. Con queste parole il Grand Hotel Baglioni sottolinea l’orgoglio di sostenere le attività del Meyer, centro di eccellenza nazionale e internazionale nella cura pediatrica e nella ricerca scientifica. L’azienda ha avuto il privilegio di conoscere da vicino l’impegno e la dedizione delle persone che ogni giorno operano con professionalità e passione per garantire un futuro ai bambini e agli adolescenti, considerati la risorsa più preziosa della comunità. Sostenere la missione e i valori della Fondazione Meyer è ritenuto un impegno fondamentale, poiché essa rappresenta un punto di riferimento per chiunque abbia a cuore il benessere delle persone. Per questo motivo, è stata scelta la destinazione di una parte dei ricavi al Meyer, a supporto delle attività svolte da medici e operatori. Attraverso questo contributo, l’azienda intende promuovere il benessere psico-fisico delle nuove generazioni, accompagnandole nel loro percorso di crescita e contribuendo a costruire per loro un futuro migliore.
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Dal Molise al Kenya, il progetto “Innovation Sea” per ripulire il mare dalla plastica
Un imprenditore molisano, Domenico Guidotti, ha lanciato in Kenya il progetto Innovation Sea, con l’obiettivo di ripulire il mare dalla plastica lungo la costa tra Watamu, Kilifi e Malindi. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Ecoworld e il Kenya Wildlife Service, utilizza imbarcazioni antinquinamento, droni e veicoli sottomarini (ROV) per rimuovere rifiuti plastici da spiagge, fondali e zone marine. Grazie all’uso della blockchain, i rifiuti raccolti vengono tracciati in modo trasparente, garantendo responsabilità e monitoraggio. Il progetto non solo tutela l’ambiente, ma sostiene anche le comunità locali, fornendo aiuti concreti ai minori e creando consapevolezza sull’inquinamento marino. Innovation Sea rappresenta un esempio di tecnologia avanzata applicata alla salvaguardia degli oceani e alla riduzione dell’impatto dei rifiuti plastici a livello internazionale.
Un imprenditore molisano, Domenico Guidotti, ha lanciato in Kenya il progetto Innovation Sea, con l’obiettivo di ripulire il mare dalla plastica lungo la costa tra Watamu, Kilifi e Malindi. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Ecoworld e il Kenya Wildlife Service, utilizza imbarcazioni antinquinamento, droni e veicoli sottomarini (ROV) per rimuovere rifiuti plastici da spiagge, fondali e zone marine. Grazie all’uso della blockchain, i rifiuti raccolti vengono tracciati in modo trasparente, garantendo responsabilità e monitoraggio. Il progetto non solo tutela l’ambiente, ma sostiene anche le comunità locali, fornendo aiuti concreti ai minori e creando consapevolezza sull’inquinamento marino. Innovation Sea rappresenta un esempio di tecnologia avanzata applicata alla salvaguardia degli oceani e alla riduzione dell’impatto dei rifiuti plastici a livello internazionale.
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Costa Rica, il piccolo Paese che illumina il mondo con energia pulita
Il Costa Rica si conferma uno dei paesi più virtuosi al mondo in tema di sostenibilità ambientale. Gran parte della sua elettricità – oltre il 98% – proviene da fonti rinnovabili, come l’energia idroelettrica, eolica, geotermica e solare. Questo risultato straordinario dimostra come la transizione energetica possa diventare realtà anche in un Paese in via di sviluppo. Pur non raggiungendo ancora il 100% rinnovabile per tutto l’anno, il Costa Rica rappresenta un modello di equilibrio tra progresso e tutela ambientale. La sua politica energetica punta a ridurre l’uso di combustibili fossili e a proteggere le risorse naturali che coprono oltre un quarto del territorio nazionale. Investimenti pubblici, educazione ambientale e tecnologie pulite hanno trasformato il Paese in un laboratorio verde a cielo aperto. Il successo costaricano ispira il mondo a credere in un futuro in cui lo sviluppo economico possa convivere con il rispetto per la Terra. È una testimonianza concreta che la sostenibilità non è un’utopia, ma una scelta possibile, praticabile e urgente per tutti.
Il Costa Rica si conferma uno dei paesi più virtuosi al mondo in tema di sostenibilità ambientale. Gran parte della sua elettricità – oltre il 98% – proviene da fonti rinnovabili, come l’energia idroelettrica, eolica, geotermica e solare. Questo risultato straordinario dimostra come la transizione energetica possa diventare realtà anche in un Paese in via di sviluppo. Pur non raggiungendo ancora il 100% rinnovabile per tutto l’anno, il Costa Rica rappresenta un modello di equilibrio tra progresso e tutela ambientale. La sua politica energetica punta a ridurre l’uso di combustibili fossili e a proteggere le risorse naturali che coprono oltre un quarto del territorio nazionale. Investimenti pubblici, educazione ambientale e tecnologie pulite hanno trasformato il Paese in un laboratorio verde a cielo aperto. Il successo costaricano ispira il mondo a credere in un futuro in cui lo sviluppo economico possa convivere con il rispetto per la Terra. È una testimonianza concreta che la sostenibilità non è un’utopia, ma una scelta possibile, praticabile e urgente per tutti.
Dillo a Plaple
Shakira dona speranza grazie ad una nuova scuola per 1.200 bambini
Shakira ha inaugurato una nuova scuola in Colombia attraverso la sua Fondación Pies Descalzos, continuando il suo impegno per l’educazione dei bambini in condizioni vulnerabili. La struttura, situata a Tibú, nella regione del Catatumbo, offrirà istruzione a circa 1.200 studenti, in una zona segnata da povertà e conflitti. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la fondazione di Shakira, autorità locali e partner internazionali. L’obiettivo è garantire accesso gratuito all’educazione di qualità, spazi sicuri e opportunità di crescita per i bambini e le loro famiglie. Grazie a questa iniziativa, i giovani del territorio potranno ricevere non solo istruzione, ma anche alimentazione, supporto psicologico e programmi culturali. Shakira ha sottolineato che l’educazione è la via più sicura per costruire pace, speranza e futuro per la Colombia. Con questa scuola, la cantante ribadisce il suo impegno concreto per rompere il ciclo della povertà e promuovere l’uguaglianza di opportunità attraverso l’apprendimento.
Shakira ha inaugurato una nuova scuola in Colombia attraverso la sua Fondación Pies Descalzos, continuando il suo impegno per l’educazione dei bambini in condizioni vulnerabili. La struttura, situata a Tibú, nella regione del Catatumbo, offrirà istruzione a circa 1.200 studenti, in una zona segnata da povertà e conflitti. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la fondazione di Shakira, autorità locali e partner internazionali. L’obiettivo è garantire accesso gratuito all’educazione di qualità, spazi sicuri e opportunità di crescita per i bambini e le loro famiglie. Grazie a questa iniziativa, i giovani del territorio potranno ricevere non solo istruzione, ma anche alimentazione, supporto psicologico e programmi culturali. Shakira ha sottolineato che l’educazione è la via più sicura per costruire pace, speranza e futuro per la Colombia. Con questa scuola, la cantante ribadisce il suo impegno concreto per rompere il ciclo della povertà e promuovere l’uguaglianza di opportunità attraverso l’apprendimento.
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