Loading...

CucinAbile,  Progetto Itaca lancia l'iniziativa


La ricetta per l’inclusione esiste? È la domanda a cui cerca di rispondere CucinAbile l’iniziativa di Progetto Itaca Firenze, che dal 2011 si occupa di sostegno e riabilitazione per persone con disturbi della salute mentale, volta a realizzare percorsi di formazione nel campo della ristorazione dedicati a giovani con disabilità psichiche e creare così un ponte tra inclusione, formazione e lavoro. Per contribuire alla realizzazione di questo progetto, dal 13 novembre è possibile donare sulla piattaforma Eppela (www.eppela.com/cucinabile). L'obiettivo del progetto è quello di offrire competenze spendibili nel mondo del lavoro, ampliando il percorso di riabilitazione che già l’associazione fiorentina offre.

Titoli simili

- Ma che cavolo! -La ristorazione universitaria che si (s)batte per l’ambiente


play

Ricercatori ed operatori del settore si sono incontrati a Firenze per discutere sul tema della sostenibilità nella ristorazione universitaria in occasione del convegno “Ma che cavolo! – la ristorazione universitaria che si (s)batte per l’ambiente” svoltosi nell’Auditorium di Santa Apollonia e promosso dall’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana e l’Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario (ANDISU), al quale hanno partecipato rappresentanti degli enti per il Diritto allo Studio Universitario di tutta Italia, delle Università, RUS e di associazioni che operano nell’ambito della “sostenibilità”. Durante la giornata si sono confrontate varie esperienze del settore per valutare quanto sia rilevante l’impatto dei processi di produzione ed erogazione dei pasti nelle mense universitarie sull’ambiente e quanto possa contribuire a contenere i mutamenti climatici un cambiamento diffuso delle abitudini alimentari con un consumo maggiore di alimenti vegetali. Con un bacino di utenza giornaliero di oltre due milioni tra studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo, le mense universitarie italiane possono dare una mano a ridurre l’effetto che un certo modo di consumare il cibo ha sull’ecosistema. Dagli interventi è emerso che l’introduzione di un’alternativa 100% vegetale tra i primi e i secondi piatti, l’eliminazione dei derivati animali dai contorni può portare ad un risparmio di 1.2 kg CO2 eq. per ogni utente. Considerato che in Italia sono erogati mediamente ogni anno circa 21 milioni di pasti a studenti universitari, un intervento congiunto sul territorio nazionale che applicasse coraggiosamente questi criteri nella propria offerta alimentare porterebbe ad una riduzione di circa 25.000 tonnellate di CO2 equivalenti alle emissioni di circa 5.000 viaggi in auto da Roma a Copenhagen. Purtroppo dai dati nazionali presentati solo una mensa universitaria su due in Italia offre la possibilità di consumare nei menù un secondo a base vegetale, quando è scientificamente provato che per ridurre le emissioni del 4,7% all’anno deve essere dimezzato il consumo di proteine animali entro il 2050. Da questo punto di vista la Toscana si sta dimostrando all’avanguardia sugli investimenti nel settore nell’ottica della transizione ecologica con un approccio sistemico dell’Azienda DSU nell’elaborazione dei menù e nella somministrazione, con apprezzamenti a livello nazionale. Il DSU Toscana ha infatti ottenuto proprio ieri a Roma il premio Compraverde Buygreen 2024, sezione Mensa Verde 2024, dopo aver ricevuto l’anno scorso la menzione speciale dalla stessa organizzazione che si occupa delle politiche, i progetti, i beni e i servizi di Green Procurement, pubblico e privato. Non da meno è stato ad inizio 2024 le prime tre posizioni raggiunte da alcune mense del DSU Toscana nel Ranking della ristorazione universitaria in Italia report Mense per il Clima – promosso dall’associazione Essere Animali che hanno permesso all’Azienda DSU Toscana di essere classificata in fascia A tra quelle più virtuose. L’evento è quindi stato organizzato con l’intento di far conoscere ai rappresentanti degli enti per il Diritto allo Studio presenti a Firenze buone pratiche e individuare regole condivise per la gestione dell’intero processo di erogazione dei pasti. Gli interventi mattutini moderati dal giornalista Antonino Palumbo hanno fatto da cornice alla sessione di lavoro pomeridiana finalizzata all’istituzione di un gruppo di lavoro tecnico multidisciplinare incaricato di redigere le linee guida nazionali: dalla redazione delle ricette al controllo degli appalti.

Ricercatori ed operatori del settore si sono incontrati a Firenze per discutere sul tema della sostenibilità nella ristorazione universitaria in occasione del convegno “Ma che cavolo! – la ristorazione universitaria che si (s)batte per l’ambiente” svoltosi nell’Auditorium di Santa Apollonia e promosso dall’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana e l’Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario (ANDISU), al quale hanno partecipato rappresentanti degli enti per il Diritto allo Studio Universitario di tutta Italia, delle Università, RUS e di associazioni che operano nell’ambito della “sostenibilità”. Durante la giornata si sono confrontate varie esperienze del settore per valutare quanto sia rilevante l’impatto dei processi di produzione ed erogazione dei pasti nelle mense universitarie sull’ambiente e quanto possa contribuire a contenere i mutamenti climatici un cambiamento diffuso delle abitudini alimentari con un consumo maggiore di alimenti vegetali. Con un bacino di utenza giornaliero di oltre due milioni tra studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo, le mense universitarie italiane possono dare una mano a ridurre l’effetto che un certo modo di consumare il cibo ha sull’ecosistema. Dagli interventi è emerso che l’introduzione di un’alternativa 100% vegetale tra i primi e i secondi piatti, l’eliminazione dei derivati animali dai contorni può portare ad un risparmio di 1.2 kg CO2 eq. per ogni utente. Considerato che in Italia sono erogati mediamente ogni anno circa 21 milioni di pasti a studenti universitari, un intervento congiunto sul territorio nazionale che applicasse coraggiosamente questi criteri nella propria offerta alimentare porterebbe ad una riduzione di circa 25.000 tonnellate di CO2 equivalenti alle emissioni di circa 5.000 viaggi in auto da Roma a Copenhagen. Purtroppo dai dati nazionali presentati solo una mensa universitaria su due in Italia offre la possibilità di consumare nei menù un secondo a base vegetale, quando è scientificamente provato che per ridurre le emissioni del 4,7% all’anno deve essere dimezzato il consumo di proteine animali entro il 2050. Da questo punto di vista la Toscana si sta dimostrando all’avanguardia sugli investimenti nel settore nell’ottica della transizione ecologica con un approccio sistemico dell’Azienda DSU nell’elaborazione dei menù e nella somministrazione, con apprezzamenti a livello nazionale. Il DSU Toscana ha infatti ottenuto proprio ieri a Roma il premio Compraverde Buygreen 2024, sezione Mensa Verde 2024, dopo aver ricevuto l’anno scorso la menzione speciale dalla stessa organizzazione che si occupa delle politiche, i progetti, i beni e i servizi di Green Procurement, pubblico e privato. Non da meno è stato ad inizio 2024 le prime tre posizioni raggiunte da alcune mense del DSU Toscana nel Ranking della ristorazione universitaria in Italia report Mense per il Clima – promosso dall’associazione Essere Animali che hanno permesso all’Azienda DSU Toscana di essere classificata in fascia A tra quelle più virtuose. L’evento è quindi stato organizzato con l’intento di far conoscere ai rappresentanti degli enti per il Diritto allo Studio presenti a Firenze buone pratiche e individuare regole condivise per la gestione dell’intero processo di erogazione dei pasti. Gli interventi mattutini moderati dal giornalista Antonino Palumbo hanno fatto da cornice alla sessione di lavoro pomeridiana finalizzata all’istituzione di un gruppo di lavoro tecnico multidisciplinare incaricato di redigere le linee guida nazionali: dalla redazione delle ricette al controllo degli appalti.

Dillo a Plaple

Campi Bisenzio, i bambini giocano con gli anziani dell’Rsa


play

I bambini dell’asilo nido vanno in gita all’Rsa, dove cantano le canzoni agli anziani ospiti, giocano e disegnano insieme a loro. Uno scambio intergenerazionale al centro del quale c’è il concetto di cura, uno scambio che fa bene ai piccoli e agli over 80. Succede a Campi Bisenzio grazie al progetto promosso dal nido d’infanzia Sacro Cuore, gestito dalla Fondazione Giovanni Paolo II, insieme al Consorzio Zenit, che gestisce la residenza sanitaria assistita La Mimosa. Alcuni bambini e bambine del nido d’infanzia Sacro Cuore, che fa parte della Rete Scuole per crescere, sono andati in visita all’Rsa La Mimosa. Sono arrivati in fila indiana tenuti insieme da una corda, insieme alle educatrici. “ANDIAMO DAI NONNI” hanno detto tutti insieme raggianti. Poi si sono messi seduti su un grande telo, attorno al quale c’erano gli anziani: alcuni in carrozzina, altri col girello, altri con l’ossigeno. I bambini, una volta seduti, hanno cominciato a cantare le canzoni che cantano all’asilo, battendo le mani e i piedi. Gli anziani li hanno guardati commossi, alcuni hanno battuto a loro volta le mani, alcuni si sono ricordati dei loro nipotini, altri si sono ricordati di quando erano bambini, altri ancora hanno chiesto agli operatori dell’Rsa quando i bambini sarebbero tornati un’altra volta. Poi le educatrici dell’asilo hanno preso i pennarelli e hanno disegnato su un foglio le mani dei bambini e degli anziani, così da lasciare una traccia dell’incontro. Sotto ogni mano, il nome del bambino o dell’anziano. Gli obiettivi del progetto, è stato spiegato dalla Fondazione Giovanni Paolo II, sono “concorrere alla formazione e alla socializzazione del benessere psicofisico del bambino e allo sviluppo delle potenzialità affettive, relazionali e sociali; costruire nuove relazioni e trascorrere del tempo insieme; migliorare la coesione sociale; vivere il territorio; custodire e trasmettere il patrimonio sociale; riconoscere il ruolo dei nonni; promuovere processi di apprendimento dei bambini e degli anziani”. Nuovi incontri si svolgeranno nelle prossime settimane.

I bambini dell’asilo nido vanno in gita all’Rsa, dove cantano le canzoni agli anziani ospiti, giocano e disegnano insieme a loro. Uno scambio intergenerazionale al centro del quale c’è il concetto di cura, uno scambio che fa bene ai piccoli e agli over 80. Succede a Campi Bisenzio grazie al progetto promosso dal nido d’infanzia Sacro Cuore, gestito dalla Fondazione Giovanni Paolo II, insieme al Consorzio Zenit, che gestisce la residenza sanitaria assistita La Mimosa. Alcuni bambini e bambine del nido d’infanzia Sacro Cuore, che fa parte della Rete Scuole per crescere, sono andati in visita all’Rsa La Mimosa. Sono arrivati in fila indiana tenuti insieme da una corda, insieme alle educatrici. “ANDIAMO DAI NONNI” hanno detto tutti insieme raggianti. Poi si sono messi seduti su un grande telo, attorno al quale c’erano gli anziani: alcuni in carrozzina, altri col girello, altri con l’ossigeno. I bambini, una volta seduti, hanno cominciato a cantare le canzoni che cantano all’asilo, battendo le mani e i piedi. Gli anziani li hanno guardati commossi, alcuni hanno battuto a loro volta le mani, alcuni si sono ricordati dei loro nipotini, altri si sono ricordati di quando erano bambini, altri ancora hanno chiesto agli operatori dell’Rsa quando i bambini sarebbero tornati un’altra volta. Poi le educatrici dell’asilo hanno preso i pennarelli e hanno disegnato su un foglio le mani dei bambini e degli anziani, così da lasciare una traccia dell’incontro. Sotto ogni mano, il nome del bambino o dell’anziano. Gli obiettivi del progetto, è stato spiegato dalla Fondazione Giovanni Paolo II, sono “concorrere alla formazione e alla socializzazione del benessere psicofisico del bambino e allo sviluppo delle potenzialità affettive, relazionali e sociali; costruire nuove relazioni e trascorrere del tempo insieme; migliorare la coesione sociale; vivere il territorio; custodire e trasmettere il patrimonio sociale; riconoscere il ruolo dei nonni; promuovere processi di apprendimento dei bambini e degli anziani”. Nuovi incontri si svolgeranno nelle prossime settimane.

Dillo a Plaple

Se pedali, Firenze ti premia


play

Firenze vara i primi incentivi dedicati all’uso della bicicletta: è il progetto “Pedala, Firenze ti premia” che vuole promuovere il mezzo a due ruote per gli spostamenti cittadini in cambio di un contributo mensile e anche bonus per i cittadini più virtuosi, attraverso il kit Pin Bike e con un’app dedicata. Si potrà fare domanda dal 13 maggio mentre il progetto partirà dal 3 giugno prossimo, Giornata mondiale della bicicletta, fino al 2 giugno 2025.   L’iniziativa, finanziata con un milione e 200 mila euro, è uno dei progetti pilota elaborati con i cittadini nell’ambito del progetto ‘Firenze per il clima’ ed è stata proposta dall’assessore all’ambiente e alla transizione ecologica all’interno dell’Accordo di programma per l’adozione di misure per il miglioramento della qualità dell’aria stipulato tra Regione e Ministero e approvato dal Comune di Firenze. Il progetto è stato presentato dagli assessori all’ambiente e all’educazione insieme ai presidenti dei Quartieri e a rappresentanti di Pin Bike, Legambiente, Lama per Firenze per il clima, Firenze ciclabile e Bycs che hanno espresso apprezzamento per il varo dell’iniziativa. Potranno partecipare tutti i cittadini - lavoratori o studenti - con più di 18 anni di età: -  residenti o domiciliati a Firenze che studiano o lavorano a Firenze; -  residenti o domiciliati a Firenze che lavorano o studiano nei Comuni dell’agglomerato ovvero Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa; - residenti o domiciliati nei Comuni dell’agglomerato che studiano o lavorano a Firenze La finalità del progetto è promuovere l’uso della bicicletta per tutti gli spostamenti sistematici, non solo quelli casa-lavoro ma anche quelli casa-scuola/università, ed è per questo che per questi percorsi l’incentivo sarà maggiore, fino a 0.2€/km. Si potranno impostare fino a due percorsi casa/ scuola e casa/lavoro per venire incontro alle esigenze di chi ha più sedi di studio o lavoro. Sarà inoltre promosso l’uso della bici sugli altri spostamenti con destinazione generica (purché svolti dai cittadini di Firenze all’interno del proprio Comune dal lunedì al venerdì), riducendo così l’utilizzo dei mezzi a motore. Sarà possibile utilizzare sia biciclette ordinarie sia quelle a pedalata assistita. Proprio per queste ultime, e-Bike e Cargo-Bike, da giugno sarà incentivato dal Comune l’acquisto. Il progetto si basa su un kit, realizzato da Pin Bike, che è un sistema brevettato e antifrode per la certificazione, il monitoraggio e la gamification delle tratte urbane, e su un’app. Il kit è composto da un dispositivo hardware bluetooth che certificherà l'effettivo utilizzo della bicicletta, oltre a un supporto smartphone da manubrio e da luci di segnalazione. L’utente che vorrà partecipare potrà prenotare il kit online, dal 13 maggio scaricando l’app di Pin Bike e compilando la domanda di partecipazione; dal 20 maggio si potrà poi ritirare il kit presso gli URP dei quartieri. Una volta installato, dal 3 giugno, basterà pedalare. Gli incentivi saranno erogati tramite bonifico bancario ed accreditati sul conto corrente. I rimborsi saranno di due tipi diversi per chi abbandona un mezzo inquinante a favore della bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola/Università e per chi abitualmente già la utilizza. In particolare, chi abitualmente utilizza mezzi a motore e passerà alla bici per gli spostamenti sul percorso casa-lavoro e casa-scuola/Università avrà 20 centesimi di euro a chilometro ai quali si potranno aggiungere 5 centesimi di euro per ogni chilometro su percorsi generici, purché interni al Comune di Firenze. L’importo massimo maturabile sarà pari a 2 euro al giorno e 30 euro al mese. Chi invece già utilizzava la bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola/Università avrà invece diritto a 15 centesimi di euro a chilometro e 5 centesimi di euro per chilometro sui percorsi generici. L’importo massimo maturabile sarà pari a 1,20 euro al giorno e 30 euro al mese.   Oltre a questo, ogni mese saranno disponibili premi fino a 100 euro per i 200 utenti che avranno accumulato più punti in App con azioni virtuose (km pedalati, partecipazione ad eventi e questionari ecc). Ogni partecipante, nell’arco del progetto, potrà ricevere premi aggiuntivi mensili fino a un massimo di 200 euro.

Firenze vara i primi incentivi dedicati all’uso della bicicletta: è il progetto “Pedala, Firenze ti premia” che vuole promuovere il mezzo a due ruote per gli spostamenti cittadini in cambio di un contributo mensile e anche bonus per i cittadini più virtuosi, attraverso il kit Pin Bike e con un’app dedicata. Si potrà fare domanda dal 13 maggio mentre il progetto partirà dal 3 giugno prossimo, Giornata mondiale della bicicletta, fino al 2 giugno 2025.   L’iniziativa, finanziata con un milione e 200 mila euro, è uno dei progetti pilota elaborati con i cittadini nell’ambito del progetto ‘Firenze per il clima’ ed è stata proposta dall’assessore all’ambiente e alla transizione ecologica all’interno dell’Accordo di programma per l’adozione di misure per il miglioramento della qualità dell’aria stipulato tra Regione e Ministero e approvato dal Comune di Firenze. Il progetto è stato presentato dagli assessori all’ambiente e all’educazione insieme ai presidenti dei Quartieri e a rappresentanti di Pin Bike, Legambiente, Lama per Firenze per il clima, Firenze ciclabile e Bycs che hanno espresso apprezzamento per il varo dell’iniziativa. Potranno partecipare tutti i cittadini - lavoratori o studenti - con più di 18 anni di età: -  residenti o domiciliati a Firenze che studiano o lavorano a Firenze; -  residenti o domiciliati a Firenze che lavorano o studiano nei Comuni dell’agglomerato ovvero Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa; - residenti o domiciliati nei Comuni dell’agglomerato che studiano o lavorano a Firenze La finalità del progetto è promuovere l’uso della bicicletta per tutti gli spostamenti sistematici, non solo quelli casa-lavoro ma anche quelli casa-scuola/università, ed è per questo che per questi percorsi l’incentivo sarà maggiore, fino a 0.2€/km. Si potranno impostare fino a due percorsi casa/ scuola e casa/lavoro per venire incontro alle esigenze di chi ha più sedi di studio o lavoro. Sarà inoltre promosso l’uso della bici sugli altri spostamenti con destinazione generica (purché svolti dai cittadini di Firenze all’interno del proprio Comune dal lunedì al venerdì), riducendo così l’utilizzo dei mezzi a motore. Sarà possibile utilizzare sia biciclette ordinarie sia quelle a pedalata assistita. Proprio per queste ultime, e-Bike e Cargo-Bike, da giugno sarà incentivato dal Comune l’acquisto. Il progetto si basa su un kit, realizzato da Pin Bike, che è un sistema brevettato e antifrode per la certificazione, il monitoraggio e la gamification delle tratte urbane, e su un’app. Il kit è composto da un dispositivo hardware bluetooth che certificherà l'effettivo utilizzo della bicicletta, oltre a un supporto smartphone da manubrio e da luci di segnalazione. L’utente che vorrà partecipare potrà prenotare il kit online, dal 13 maggio scaricando l’app di Pin Bike e compilando la domanda di partecipazione; dal 20 maggio si potrà poi ritirare il kit presso gli URP dei quartieri. Una volta installato, dal 3 giugno, basterà pedalare. Gli incentivi saranno erogati tramite bonifico bancario ed accreditati sul conto corrente. I rimborsi saranno di due tipi diversi per chi abbandona un mezzo inquinante a favore della bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola/Università e per chi abitualmente già la utilizza. In particolare, chi abitualmente utilizza mezzi a motore e passerà alla bici per gli spostamenti sul percorso casa-lavoro e casa-scuola/Università avrà 20 centesimi di euro a chilometro ai quali si potranno aggiungere 5 centesimi di euro per ogni chilometro su percorsi generici, purché interni al Comune di Firenze. L’importo massimo maturabile sarà pari a 2 euro al giorno e 30 euro al mese. Chi invece già utilizzava la bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola/Università avrà invece diritto a 15 centesimi di euro a chilometro e 5 centesimi di euro per chilometro sui percorsi generici. L’importo massimo maturabile sarà pari a 1,20 euro al giorno e 30 euro al mese.   Oltre a questo, ogni mese saranno disponibili premi fino a 100 euro per i 200 utenti che avranno accumulato più punti in App con azioni virtuose (km pedalati, partecipazione ad eventi e questionari ecc). Ogni partecipante, nell’arco del progetto, potrà ricevere premi aggiuntivi mensili fino a un massimo di 200 euro.

Dillo a Plaple

Ecodays 2024, oltre 100 iniziative green


play

Ecodays 2024, l’appuntamento con la sostenibilità organizzato da Ecofor Service, azienda di Pontedera specializzata nel trattamento e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, torna da 2 al 12 Maggio 2024 con più di 100 iniziative in 25 location diverse. Il programma è stato presentato dal presidente della Ecofor Antonio Pasquinucci e dall’amministratore delegato Rossano Signorini, alla presenza del sindaco di Pontedera Matteo Franconi. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito e il calendario è vasto articolato: visite agli impianti per le scuole e i cittadini, cinque Eco-incontri, talk e convegni, una nuova borsa di studio intitolata al manager Mario Garzella, presidente di Ecofor service per due anni, promossa in collaborazione con l’Università di Pisa, le mostre del World Water Day photo Contest e dell’Istituto modartech sulla moda sostenibile. Un’altra novità di quest’anno è che solo una parte del eventi si svolgerà nella sede di Ecofor Service, come le visite guidate agli impianti e i convegni. Molti altri si terranno nelle piazze di Pontedera e nelle frazioni, come gli spettacoli itineranti dei quattro personaggi in cerca di riciclo, corredati da merende per i bambini e da ecoaperitivi per i più grandi, E poi concerti, laboratori, le eccellenze locali, il festival Ecofor Libri, l’Ecofor Cine festival, il mercato dell’usato Carboot, le ecofiabe, le passeggiate nel verde, il Bike day e la Randonnée della Valdera. Fra le attrazioni innovative, il virtual tour nel piazzone e la galleria immersiva in piazza Cavour. Due Ecoincontri terranno al Teatro Era con Luca Bizzarri e il fisico Vincenzo Schettini; gli altri tre al museo piaggio con Guillermo Mariotto e Stefano Dominella, l’imprenditore Matteo Ward con Filippo Solibello e Riccardo Iacona con Alberto Nerazzini.

Ecodays 2024, l’appuntamento con la sostenibilità organizzato da Ecofor Service, azienda di Pontedera specializzata nel trattamento e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, torna da 2 al 12 Maggio 2024 con più di 100 iniziative in 25 location diverse. Il programma è stato presentato dal presidente della Ecofor Antonio Pasquinucci e dall’amministratore delegato Rossano Signorini, alla presenza del sindaco di Pontedera Matteo Franconi. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito e il calendario è vasto articolato: visite agli impianti per le scuole e i cittadini, cinque Eco-incontri, talk e convegni, una nuova borsa di studio intitolata al manager Mario Garzella, presidente di Ecofor service per due anni, promossa in collaborazione con l’Università di Pisa, le mostre del World Water Day photo Contest e dell’Istituto modartech sulla moda sostenibile. Un’altra novità di quest’anno è che solo una parte del eventi si svolgerà nella sede di Ecofor Service, come le visite guidate agli impianti e i convegni. Molti altri si terranno nelle piazze di Pontedera e nelle frazioni, come gli spettacoli itineranti dei quattro personaggi in cerca di riciclo, corredati da merende per i bambini e da ecoaperitivi per i più grandi, E poi concerti, laboratori, le eccellenze locali, il festival Ecofor Libri, l’Ecofor Cine festival, il mercato dell’usato Carboot, le ecofiabe, le passeggiate nel verde, il Bike day e la Randonnée della Valdera. Fra le attrazioni innovative, il virtual tour nel piazzone e la galleria immersiva in piazza Cavour. Due Ecoincontri terranno al Teatro Era con Luca Bizzarri e il fisico Vincenzo Schettini; gli altri tre al museo piaggio con Guillermo Mariotto e Stefano Dominella, l’imprenditore Matteo Ward con Filippo Solibello e Riccardo Iacona con Alberto Nerazzini.

News

"Mo’ me lo segno", La sfida per l'accessibilità dell'associazione Due Punti


play

Aprire il mondo della letteratura ai sordi, promuovere il bilinguismo italiano/ Lingua dei Segni Italiana (LIS) così da favorire il dialogo tra persone sorde e udenti, attraverso la fondazione della prima scuola di narrazione e traduzione bilingue LIS - Italiano. Questo l’obiettivo della campagna di crowdfunding dal titolo “Mo’ me lo segno”, ideata dall’associazione Due Punti. La scuola offrirà corsi di scrittura creativa dedicati alla comunità segnante, inclusiva di sordi ed udenti, con l'obiettivo di creare e pubblicare libri bilingue LIS - italiano. Per contribuire alla realizzazione di questo progetto, dal 3 aprile è possibile donare sulla piattaforma Eppela (www.eppela.com/momelosegno).

Aprire il mondo della letteratura ai sordi, promuovere il bilinguismo italiano/ Lingua dei Segni Italiana (LIS) così da favorire il dialogo tra persone sorde e udenti, attraverso la fondazione della prima scuola di narrazione e traduzione bilingue LIS - Italiano. Questo l’obiettivo della campagna di crowdfunding dal titolo “Mo’ me lo segno”, ideata dall’associazione Due Punti. La scuola offrirà corsi di scrittura creativa dedicati alla comunità segnante, inclusiva di sordi ed udenti, con l'obiettivo di creare e pubblicare libri bilingue LIS - italiano. Per contribuire alla realizzazione di questo progetto, dal 3 aprile è possibile donare sulla piattaforma Eppela (www.eppela.com/momelosegno).

News

Montespertoli, la nuova macchina che trasforma i rifiuti in biometano


play

Nel cuore verde della Toscana, Alia Multiutility inaugura a Montespertoli il nuovo Polo impiantistico di Casa Sartori, realtà destinata a diventare un’eccellenza nazionale nel sistema dell’economia circolare. Con un investimento complessivo di 75 milioni di euro, l’impianto segna un importante passo avanti verso la produzione di energia green grazie alla gestione sostenibile dei rifiuti. A soli due anni dall’apertura del cantiere, Alia festeggia la conclusione dei lavori che, in tempi record, hanno portato alla realizzazione di quattro digestori anaerobici per il trattamento dei rifiuti organici e la produzione di biogas, combustibile che viene poi trasformato in biometano, una fonte totalmente rinnovabile, flessibile, efficiente ed esempio perfetto di economia circolare. Fra i principali interventi realizzati all’interno del sito da Alia Multiutility, anche il revamping e il potenziamento della sezione compostaggio, già attiva a Montespertoli, e la riqualificazione complessiva dell’intera area grazie a un progetto architettonico ad alta sostenibilità che si sposa in pieno con il suggestivo paesaggio del Chianti fiorentino.   IMPIANTO AL TOP IN ITALIA
Conclusa l’attuale fase di marcia industriale a regime e il successivo collaudo prestazionale, l’impianto potrà trattare ogni anno fino a 160.000 tonnellate di rifiuti da raccolte differenziate (145.000 di rifiuti organici e 15.000 di verde), producendo circa 12 milioni di metri cubi di biometano e 35.000 tonnellate di compost. Numeri che permetteranno al polo di Montespertoli di entrare fra i primi cinque in Italia nel trattamento integrato anaerobico-aerobico dei rifiuti organici e di essere considerato come il più importante del suo genere nel Centro Italia. Il territorio della Toscana centrale entra così in una nuova fase: quella dell’autosufficienza nella gestione dei rifiuti organici, con un ruolo da assoluta protagonista nella produzione di energia pulita grazie al biometano e al compost. Questi elementi permetteranno di chiudere la catena dell’economia circolare, un percorso da tempo suggerito dall’Unione Europea e da altri importanti enti ambientali mondiali in ambito di sviluppo sostenibile. In particolare, il biometano rappresenta un importante contributo per ridurre la dipendenza dalle importazioni e per consentire il passaggio da un’economia basata sui carburanti fossili ad una più pulita e sostenibile. Da sottolineare che, durante i lavori di revamping, l’impianto ha continuato a garantire la propria attività consentendo, nonostante la presenza del cantiere, conferimenti per oltre l’80% dei rifiuti organici, limitandone in tal modo l’invio fuori regione.  GLI SCARTI DIVENTANO BIOMETANO E COMPOST
Dai rifiuti all’energia, il passo è compiuto. Nel sito di Montespertoli, nel cuore della Città Metropolitana di Firenze, sono adesso in funzione due realtà impiantistiche, strettamente connesse, che trasformano i rifiuti biodegradabili in risorse tramite la digestione anaerobica e il compostaggio. La prima genera biogas, che dopo avere subito un processo di upgrading mediante la rimozione di anidride carbonica, viene trasformato in metano - con gli stessi standard qualitativi di quello di origine fossile - da impiegare come biocombustibile, con evidenti benefici ambientali. Nella seconda realtà impiantistica, il materiale solido ottenuto dalla digestione anaerobica, miscelato con rifiuti verdi quali sfalci e potature, viene processato e trasformato in compost di qualità elevata da utilizzare in agricoltura in sostituzione ai fertilizzanti chimici. 


DALLA DIGESTIONE ANAEROBICA ALL’ENERGIA 
Ma come funzionano i quattro digestori anaerobici di Montespertoli? Prima di tutto i rifiuti organici, differenziati nelle nostre case, subiscono un processo di pretrattamento che li rende idonei al processo di digestione. La matrice organica pretrattata viene quindi avviata alla sezione di digestione, vero e proprio punto nevralgico della valorizzazione energetica del rifiuto organico. Il processo biologico avviene in reattori riscaldati, al cui interno vengono instaurate le condizioni ottimali per la crescita e l’attività di microrganismi anaerobici che, in assenza di ossigeno, degradano la sostanza organica presente, producendo biogas composto da anidride carbonica e metano. Il biogas così ottenuto viene inviato alla sezione di upgrading dove, mediante una reazione con utilizzo di bicarbonato di potassio, è estratta l’anidride carbonica in modo da ottenere biometano con le medesime caratteristiche di quello da fonte fossile. Il biometano, divenuto così combustibile, viene inviato ai punti di distribuzione stradale. Appena Snam ultimerà il tratto di connessione con la dorsale toscana, Alia Multiutility potrà utilizzare la nuova interfaccia con la rete nazionale di distribuzione come vettore di allontanamento. La parte solida estratta dai reattori - il così detto ‘digestato’ – è invece inviata alla sezione di compostaggio dove subisce un ulteriore trattamento, previa miscelazione con altre matrici organiche, come ad esempio i rifiuti verdi da sfalci e potature, al fine di ottenere una miscela idonea al compostaggio in biocelle.

Nel cuore verde della Toscana, Alia Multiutility inaugura a Montespertoli il nuovo Polo impiantistico di Casa Sartori, realtà destinata a diventare un’eccellenza nazionale nel sistema dell’economia circolare. Con un investimento complessivo di 75 milioni di euro, l’impianto segna un importante passo avanti verso la produzione di energia green grazie alla gestione sostenibile dei rifiuti. A soli due anni dall’apertura del cantiere, Alia festeggia la conclusione dei lavori che, in tempi record, hanno portato alla realizzazione di quattro digestori anaerobici per il trattamento dei rifiuti organici e la produzione di biogas, combustibile che viene poi trasformato in biometano, una fonte totalmente rinnovabile, flessibile, efficiente ed esempio perfetto di economia circolare. Fra i principali interventi realizzati all’interno del sito da Alia Multiutility, anche il revamping e il potenziamento della sezione compostaggio, già attiva a Montespertoli, e la riqualificazione complessiva dell’intera area grazie a un progetto architettonico ad alta sostenibilità che si sposa in pieno con il suggestivo paesaggio del Chianti fiorentino.   IMPIANTO AL TOP IN ITALIA
Conclusa l’attuale fase di marcia industriale a regime e il successivo collaudo prestazionale, l’impianto potrà trattare ogni anno fino a 160.000 tonnellate di rifiuti da raccolte differenziate (145.000 di rifiuti organici e 15.000 di verde), producendo circa 12 milioni di metri cubi di biometano e 35.000 tonnellate di compost. Numeri che permetteranno al polo di Montespertoli di entrare fra i primi cinque in Italia nel trattamento integrato anaerobico-aerobico dei rifiuti organici e di essere considerato come il più importante del suo genere nel Centro Italia. Il territorio della Toscana centrale entra così in una nuova fase: quella dell’autosufficienza nella gestione dei rifiuti organici, con un ruolo da assoluta protagonista nella produzione di energia pulita grazie al biometano e al compost. Questi elementi permetteranno di chiudere la catena dell’economia circolare, un percorso da tempo suggerito dall’Unione Europea e da altri importanti enti ambientali mondiali in ambito di sviluppo sostenibile. In particolare, il biometano rappresenta un importante contributo per ridurre la dipendenza dalle importazioni e per consentire il passaggio da un’economia basata sui carburanti fossili ad una più pulita e sostenibile. Da sottolineare che, durante i lavori di revamping, l’impianto ha continuato a garantire la propria attività consentendo, nonostante la presenza del cantiere, conferimenti per oltre l’80% dei rifiuti organici, limitandone in tal modo l’invio fuori regione.  GLI SCARTI DIVENTANO BIOMETANO E COMPOST
Dai rifiuti all’energia, il passo è compiuto. Nel sito di Montespertoli, nel cuore della Città Metropolitana di Firenze, sono adesso in funzione due realtà impiantistiche, strettamente connesse, che trasformano i rifiuti biodegradabili in risorse tramite la digestione anaerobica e il compostaggio. La prima genera biogas, che dopo avere subito un processo di upgrading mediante la rimozione di anidride carbonica, viene trasformato in metano - con gli stessi standard qualitativi di quello di origine fossile - da impiegare come biocombustibile, con evidenti benefici ambientali. Nella seconda realtà impiantistica, il materiale solido ottenuto dalla digestione anaerobica, miscelato con rifiuti verdi quali sfalci e potature, viene processato e trasformato in compost di qualità elevata da utilizzare in agricoltura in sostituzione ai fertilizzanti chimici. 


DALLA DIGESTIONE ANAEROBICA ALL’ENERGIA 
Ma come funzionano i quattro digestori anaerobici di Montespertoli? Prima di tutto i rifiuti organici, differenziati nelle nostre case, subiscono un processo di pretrattamento che li rende idonei al processo di digestione. La matrice organica pretrattata viene quindi avviata alla sezione di digestione, vero e proprio punto nevralgico della valorizzazione energetica del rifiuto organico. Il processo biologico avviene in reattori riscaldati, al cui interno vengono instaurate le condizioni ottimali per la crescita e l’attività di microrganismi anaerobici che, in assenza di ossigeno, degradano la sostanza organica presente, producendo biogas composto da anidride carbonica e metano. Il biogas così ottenuto viene inviato alla sezione di upgrading dove, mediante una reazione con utilizzo di bicarbonato di potassio, è estratta l’anidride carbonica in modo da ottenere biometano con le medesime caratteristiche di quello da fonte fossile. Il biometano, divenuto così combustibile, viene inviato ai punti di distribuzione stradale. Appena Snam ultimerà il tratto di connessione con la dorsale toscana, Alia Multiutility potrà utilizzare la nuova interfaccia con la rete nazionale di distribuzione come vettore di allontanamento. La parte solida estratta dai reattori - il così detto ‘digestato’ – è invece inviata alla sezione di compostaggio dove subisce un ulteriore trattamento, previa miscelazione con altre matrici organiche, come ad esempio i rifiuti verdi da sfalci e potature, al fine di ottenere una miscela idonea al compostaggio in biocelle.

Dillo a Plaple

Mercafir e Valori Solidali, Sostegno familiare e contrasto allo spreco


play

La formula utilizzata è quella del Mercato delle Opportunità, spazio inserito a Firenze nel Centro Alimentare Polivalente Mercafir. Qui, grazie alla collaborazione con Valori Solidali, impresa sociale delle Misericordie fiorentine, si persegue doppio obiettivo: dare sostegno alle famiglie in difficoltà e contrastare lo spreco alimentare

La formula utilizzata è quella del Mercato delle Opportunità, spazio inserito a Firenze nel Centro Alimentare Polivalente Mercafir. Qui, grazie alla collaborazione con Valori Solidali, impresa sociale delle Misericordie fiorentine, si persegue doppio obiettivo: dare sostegno alle famiglie in difficoltà e contrastare lo spreco alimentare

News

Usare la gentilezza per combattere il bullismo


play

Strumenti come la gentilezza, il rispetto e il prendersi cura degli altri, sono quelli più efficaci per contrastare il bullismo e il cyberbullismo. Ed é questa la scelta che hanno adottato figure provenienti da settori diversi, ma con lo stesso obiettivo nel contribuire a contrastare il fenomeno in espansione. C'é il mondo della musica, quelli della politica e dello sport. Ognuno con il proprio, personale, punto di vista. La gentilezza diventa l'elemento condiviso. I giovani destinatari prioritari del messaggio che mira alla formazione di una società più giusta, più attenta ai bisogni di tutti.

Strumenti come la gentilezza, il rispetto e il prendersi cura degli altri, sono quelli più efficaci per contrastare il bullismo e il cyberbullismo. Ed é questa la scelta che hanno adottato figure provenienti da settori diversi, ma con lo stesso obiettivo nel contribuire a contrastare il fenomeno in espansione. C'é il mondo della musica, quelli della politica e dello sport. Ognuno con il proprio, personale, punto di vista. La gentilezza diventa l'elemento condiviso. I giovani destinatari prioritari del messaggio che mira alla formazione di una società più giusta, più attenta ai bisogni di tutti.

News

Solo le persone gentili sono veramente forti


play

“BE KIND. Solo le persone gentili sono veramente forti”, è il titolo dell'evento che si tiene oggi, Venerdì 12 aprile 2024, a Firenze. L'evento nazionale, alla sua seconda edizione, è organizzato dall’Associazione Contrajus APS ed è incentrato sulla tematica della gentilezza quale forma di prevenzione dal bullismo, cyberbullismo e disagio giovanile. L’evento è patrocinato dalla Regione Toscana, dal Comune di Firenze, dalla Città Metropolitana di Firenze, dall’Ordine degli Psicologi della Regione Toscana, dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Toscana, dall’Associazione Robert F. Kennedy Human Rights – Italia, dall’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani, dall’Associazione Forense Avvocatura e Famiglia, dall’Associazione Rotary Club Pegaso Alumni D-2071. La Regione Toscana è da sempre attenta alle realtà giovanili e intende pertanto assicurare il proprio sostegno all’evento promosso dall’Associazione Contrajus APS, che, nell’affrontare le tematiche del bullismo, del cyberbullismo e del disagio giovanile - fenomeni questi purtroppo in preoccupante aumento - vuol riaffermare il principio secondo cui la base della prevenzione parte della riscoperta di valori nobili quali la gentilezza, il rispetto e il prendersi cura degli altri. L’Associazione Contrajus APS ha sede legale a Firenze e sezioni territoriali in altre Regioni italiane. Tra le sue fila operano da anni professionisti di varie discipline (avvocati, psicologi, educatori) che, pur provenendo da percorsi di vita, esperienze e sensibilità differenti, hanno inteso misurarsi su questioni sociali e giuridiche inerenti ai soggetti fragili. Bullismo e cyberbullismo, in particolare, si configurano sempre più, tra le nuove generazioni, come l’espressione della scarsa tolleranza e della non accettazione verso chi è diverso per etnia, religione, caratteristiche psico-fisiche, genere, identità di genere, orientamento sessuale, nonché per particolari realtà familiari.

“BE KIND. Solo le persone gentili sono veramente forti”, è il titolo dell'evento che si tiene oggi, Venerdì 12 aprile 2024, a Firenze. L'evento nazionale, alla sua seconda edizione, è organizzato dall’Associazione Contrajus APS ed è incentrato sulla tematica della gentilezza quale forma di prevenzione dal bullismo, cyberbullismo e disagio giovanile. L’evento è patrocinato dalla Regione Toscana, dal Comune di Firenze, dalla Città Metropolitana di Firenze, dall’Ordine degli Psicologi della Regione Toscana, dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Toscana, dall’Associazione Robert F. Kennedy Human Rights – Italia, dall’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani, dall’Associazione Forense Avvocatura e Famiglia, dall’Associazione Rotary Club Pegaso Alumni D-2071. La Regione Toscana è da sempre attenta alle realtà giovanili e intende pertanto assicurare il proprio sostegno all’evento promosso dall’Associazione Contrajus APS, che, nell’affrontare le tematiche del bullismo, del cyberbullismo e del disagio giovanile - fenomeni questi purtroppo in preoccupante aumento - vuol riaffermare il principio secondo cui la base della prevenzione parte della riscoperta di valori nobili quali la gentilezza, il rispetto e il prendersi cura degli altri. L’Associazione Contrajus APS ha sede legale a Firenze e sezioni territoriali in altre Regioni italiane. Tra le sue fila operano da anni professionisti di varie discipline (avvocati, psicologi, educatori) che, pur provenendo da percorsi di vita, esperienze e sensibilità differenti, hanno inteso misurarsi su questioni sociali e giuridiche inerenti ai soggetti fragili. Bullismo e cyberbullismo, in particolare, si configurano sempre più, tra le nuove generazioni, come l’espressione della scarsa tolleranza e della non accettazione verso chi è diverso per etnia, religione, caratteristiche psico-fisiche, genere, identità di genere, orientamento sessuale, nonché per particolari realtà familiari.

Dillo a Plaple

Green Living, Tanini Home incontra Fabbri Vivai


play

Riportare in primo piano il benessere della persona all’interno della casa o dello spazio di lavoro. Un benessere che passa anche dal recuperare un contatto con gli elementi del verde, giardini e piante in spazi esterni e interni. È con questo spirito che TaniniHome, in collaborazione con Fabbri Vivai di Arezzo, realtà specializzata nella creazione e nella manutenzione di giardini e spazi verdi, trasforma 200 degli oltre 1000 mq dello showroom di via Maragliano 155 in un’oasi verde, dove l’arredo di design per outdoor delle collezioni di Hay, Gubi, &tradition, Gervasoni, FermLiving, Magis e Soloeco incontrerà la natura in un'armoniosa fusione con piante di ogni genere. Il fulcro dell’appuntamento nell'intervento di Francesco Santoni, architetto di STUDIOFORMA, occasione per riflettere sulle molteplici sfaccettature del benessere e dell’architettura, evidenziando il legame inscindibile tra lo spazio abitato e il benessere individuale e l’importanza di considerare l'uomo nella sua unicità nel processo di progettazione di spazi residenziali e di lavoro.

Riportare in primo piano il benessere della persona all’interno della casa o dello spazio di lavoro. Un benessere che passa anche dal recuperare un contatto con gli elementi del verde, giardini e piante in spazi esterni e interni. È con questo spirito che TaniniHome, in collaborazione con Fabbri Vivai di Arezzo, realtà specializzata nella creazione e nella manutenzione di giardini e spazi verdi, trasforma 200 degli oltre 1000 mq dello showroom di via Maragliano 155 in un’oasi verde, dove l’arredo di design per outdoor delle collezioni di Hay, Gubi, &tradition, Gervasoni, FermLiving, Magis e Soloeco incontrerà la natura in un'armoniosa fusione con piante di ogni genere. Il fulcro dell’appuntamento nell'intervento di Francesco Santoni, architetto di STUDIOFORMA, occasione per riflettere sulle molteplici sfaccettature del benessere e dell’architettura, evidenziando il legame inscindibile tra lo spazio abitato e il benessere individuale e l’importanza di considerare l'uomo nella sua unicità nel processo di progettazione di spazi residenziali e di lavoro.

News

Made in Italy per salvare il pianeta, l'esperienza Rifò


play

Moda sostenibile...è possibile? Per PlapleTv l'esperienza di Rifò, nato con un crowdfounding nel 2017 con la missione di rivoluzionare l'industria della moda. "La nostra attività mira ad avere un impatto positivo sull'ambiente e sulla società. Ma non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno anche di te e di tutte le persone che vogliono davvero apportare un cambiamento positivo".

Moda sostenibile...è possibile? Per PlapleTv l'esperienza di Rifò, nato con un crowdfounding nel 2017 con la missione di rivoluzionare l'industria della moda. "La nostra attività mira ad avere un impatto positivo sull'ambiente e sulla società. Ma non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno anche di te e di tutte le persone che vogliono davvero apportare un cambiamento positivo".

News

Portoferraio pronta a realizzare una nuova struttura per la comunità


play

E’ stato presentato il progetto di realizzazione della Casa della Comunità (CdC) “Hub” di Portoferraio. La nuova Casa della Comunità di Portoferraio sarà realizzata attraverso la ristrutturazione di un immobile di proprietà aziendale ubicato in un’area adiacente all’ospedale di Portoferraio, in Largo Torchiana in località San Rocco. L’area circostante è densamente abitata e la struttura risulta raggiungibile mediante viabilità comunale e ben collegata da un servizio di trasporto pubblico locale. La struttura è dotata di un parcheggio pertinenziale con circa 40 posti auto. L’immobile oggetto d’intervento è stato costruito nel 1965 dal disciolto Consorzio Provinciale Antitubercolare di Livorno e trasferito all’Unità Sanitaria Locale Zona 26 (Arcipelago Toscano) di Livorno in attuazione della L.R.T. n.68/80 e deliberazione della giunta R.T. n. 3197 del 28.03.1985.
 
Il fabbricato si sviluppa su tre livelli, un piano interrato di circa 400 mq da destinare a depositi e locali tecnici, due piani fuori terra, completamente accessibili agli utenti disabili, per una superficie complessiva di circa 800 metri quadrati.
 
L’obiettivo dell’intervento è la realizzazione di una Casa della Comunità HUB definita come struttura sanitaria inclusiva, riferimento sanitario, sociale e di integrazione sociosanitaria per la popolazione. La struttura offrirà al bacino di riferimento un insieme di servizi, anche mediante modalità di telemedicina, che comprendono: assistenza medica, infermieristica, sociale in una spinta volta anche all’integrazione, socializzazione, partecipazione. Tra i servizi offerti un’équipe multiprofessionale costituita da medici e pediatri di famiglia, continuità assistenziale, specialisti ambulatoriali interni, Punto unico di accesso (PUA), servizi diagnostici, ambulatoriali specialistici ed infermieristici inclusa l’attività dell’Infermiere di famiglia e comunità (IfeC). Altre attività previste sono programmi di screening, assistenza sociale, servizi per la salute mentale e le dipendenze, medicina dello sport, consultorio, vaccinazioni.
 
Nello specifico al piano terreno saranno presenti le seguenti funzioni: Punto accoglienza attesa-collaboratore di studio, ambulatori per medici di medicina generale e ambulatorio per pediatra di libera scelta, coordinatore dell’infermeria, Infermiere di famiglia, ambulatorio – medicheria, ufficio amministrativo distretto, punto informazione, ufficio protesi, spogliatoi per il personale sanitario, servizi igienici, deposito pulito.
 
Al primo piano saranno presenti le seguenti funzioni: ambulatorio di neuropsichiatria infantile, palestra per minori, vari locali per assistente sociale, psicologo, educatore, logopedista, ambulatorio ginecologico e ambulatorio ostetrica, ambulatorio specialistico, sala riunioni e servizi igienici.

E’ stato presentato il progetto di realizzazione della Casa della Comunità (CdC) “Hub” di Portoferraio. La nuova Casa della Comunità di Portoferraio sarà realizzata attraverso la ristrutturazione di un immobile di proprietà aziendale ubicato in un’area adiacente all’ospedale di Portoferraio, in Largo Torchiana in località San Rocco. L’area circostante è densamente abitata e la struttura risulta raggiungibile mediante viabilità comunale e ben collegata da un servizio di trasporto pubblico locale. La struttura è dotata di un parcheggio pertinenziale con circa 40 posti auto. L’immobile oggetto d’intervento è stato costruito nel 1965 dal disciolto Consorzio Provinciale Antitubercolare di Livorno e trasferito all’Unità Sanitaria Locale Zona 26 (Arcipelago Toscano) di Livorno in attuazione della L.R.T. n.68/80 e deliberazione della giunta R.T. n. 3197 del 28.03.1985.
 
Il fabbricato si sviluppa su tre livelli, un piano interrato di circa 400 mq da destinare a depositi e locali tecnici, due piani fuori terra, completamente accessibili agli utenti disabili, per una superficie complessiva di circa 800 metri quadrati.
 
L’obiettivo dell’intervento è la realizzazione di una Casa della Comunità HUB definita come struttura sanitaria inclusiva, riferimento sanitario, sociale e di integrazione sociosanitaria per la popolazione. La struttura offrirà al bacino di riferimento un insieme di servizi, anche mediante modalità di telemedicina, che comprendono: assistenza medica, infermieristica, sociale in una spinta volta anche all’integrazione, socializzazione, partecipazione. Tra i servizi offerti un’équipe multiprofessionale costituita da medici e pediatri di famiglia, continuità assistenziale, specialisti ambulatoriali interni, Punto unico di accesso (PUA), servizi diagnostici, ambulatoriali specialistici ed infermieristici inclusa l’attività dell’Infermiere di famiglia e comunità (IfeC). Altre attività previste sono programmi di screening, assistenza sociale, servizi per la salute mentale e le dipendenze, medicina dello sport, consultorio, vaccinazioni.
 
Nello specifico al piano terreno saranno presenti le seguenti funzioni: Punto accoglienza attesa-collaboratore di studio, ambulatori per medici di medicina generale e ambulatorio per pediatra di libera scelta, coordinatore dell’infermeria, Infermiere di famiglia, ambulatorio – medicheria, ufficio amministrativo distretto, punto informazione, ufficio protesi, spogliatoi per il personale sanitario, servizi igienici, deposito pulito.
 
Al primo piano saranno presenti le seguenti funzioni: ambulatorio di neuropsichiatria infantile, palestra per minori, vari locali per assistente sociale, psicologo, educatore, logopedista, ambulatorio ginecologico e ambulatorio ostetrica, ambulatorio specialistico, sala riunioni e servizi igienici.

Dillo a Plaple